Da
oggi on line www.eiaculazioneprecocestop.it il sito dove trovare
informazioni, servizi, e strumenti per saperne di più e parlare di
Eiaculazione Precoce (EP). una condizione medica e non solo psicologica
che rappresenta la disfunzione sessuale più frequente nell’uomo.
Eiaculazione precoce: una mancanza di controllo che fa vivere male
lui e lei
L’Eiaculazione Precoce (EP), secondo le Società scientifiche
internazionali (tra queste la International Society for Sexual Medicine,
l’American Urological Association e la European Association of Urology)
può essere definita in base a tre criteri chiave: 1) un’eiaculazione che
si verifica, in modo persistente o ricorrente, in seguito a stimolazione
sessuale minima, prima o durante la penetrazione vaginale, 2) la
mancanza di controllo dell'eiaculazione e 3) le conseguenze negative a
livello personale, come insoddisfazione e frustrazione.
“L’eiaculazione precoce si può peraltro manifestare in forme diverse
quali quelle congenite o primarie (lifelong), condizioni che si
manifestano già all’inizio dell’attività sessuale, e forme acquisite o
secondarie, legate a fattori organici o psicologici, che si sviluppano
dopo un periodo di attività normale. Al di là però del momento
dell’insorgenza del problema, è importante sottolineare che dei tre
elementi chiave che definiscono l’EP è soprattutto il controllo ad avere
un ruolo determinante. L’eiaculazione precoce è, infatti,
principalmente, un problema di controllo e ridotto tempo eiaculatorio.
La perdita o assenza di controllo può esercitare un’influenza negativa
sull’uomo ma anche sulla sua partner, compromettendo la qualità di vita.
Il 72% degli uomini con EP riferisce, infatti, di avere un controllo
sull’eiaculazione “basso” o “molto basso” e questa percezione da parte
del paziente è fondamentale per comprendere tutte le componenti dell’EP
soprattutto l’insoddisfazione e la frustrazione correlate.” -
conferma il Prof. Vincenzo Mirone, Presidente della Società
Italiana di Urologia (SIU).
Eiaculazione precoce: un impatto negativo sulla qualità di vita
dell’uomo e della coppia
L’incapacità di controllare l’eiaculazione poco prima o durante l'atto
sessuale causa ripercussioni che impattano negativamente sulla qualità
di vita provocando ansia, stress, disagio, frustrazione e
insoddisfazione sessuale. Un impatto che non colpisce solo l’uomo ma
anche la partner creandole frustrazione, rabbia e di stress.
Nell’uomo l’EP riduce l’autostima, la sicurezza sulla propria abilità
sessuale, il numero dei rapporti con la partner a causa del timore.
Il 64% riporta “molta” o “moltissima” frustrazione assai più spesso
delle persone senza EP
il 31% prova scarsa soddisfazione sessuale durante i rapporti
il 31% lamenta difficoltà nel rapporto di coppia
Il 50% si sente meno sicuro di se stesso e delle proprie capacità
sessuali.
E, ancora il 50% avverte che il disturbo nuoce alla relazione di coppia.
Un impatto negativo che coinvolge anche la donna che spesso non solleva
il problema per timore di urtare la sensibilità del partner, crede che
l’EP sia una condizione normale, oppure ancora non sa come parlarne,
pensa che non esista una soluzione.
Nella donna, infatti, l’EP crea ansia, rabbia, frustrazione, perdita
dell’intimità, sentimenti che possono mettere a rischio la coppia.
Solo il 53% delle partner raggiunge infatti sempre o quali l’orgasmo
Solo il 38% delle partner si definisce soddisfatta nel rapporto sessuale
“L’Eiaculazione Precoce ha un impatto negativo sul maschio che si
sente frustrato e imbarazzato a causa del problema che crea scarsa
autostima, ansia, imbarazzo, difficoltà a sostenere una relazione o
riluttanza a iniziarne una nuova. Nonostante una forte compromissione
della qualità di vita, gli uomini pongono numerose barriere ad
affrontare il problema e a parlarne. Diverse le motivazioni. Prima fra
tutte l’imbarazzo; i maschi sono riluttanti a parlare dei loro problemi
sessuali sia con la partner sia col medico. Molti pazienti percepiscono
il problema come transitorio o psicologico e confondono l’Eiaculazione
Precoce con la Disfunzione Erettile, che sono invece condizioni ben
distinte. - sottolinea il Prof. Emmanuele A. Jannini,
Coordinatore della Commissione Scientifica Società Italiana di
Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS) – A differenza della
DE, che è l’incapacità dell’uomo di ottenere e/o mantenere una
sufficiente erezione peniena, gli uomini con EP invece sono in grado di
mantenere l’erezione fino all’eiaculazione, ma sono meno capaci di
controllare e ritardare l’eiaculazione. Inoltre, l’EP è presente in
tutte le fasce d’età a differenza della DE che si manifesta in tarda
età. Attivare il dialogo e chiedere aiuto è importante per aiutare
soprattutto gli uomini, e di conseguenza la partner a rivolgersi al
medico che nel 90% dei casi non viene consultato dal paziente per tale
condizione. L’eiaculazione precoce resta ancora un tabù, un problema da
accertare, un tema di cui dialogare con la partner e con il medico, una
condizione che si può affrontare per trovare aiuto e soluzioni”.
Eiaculazione precoce. Vogliamo parlarne?
Al via una campagna di sensibilizzazione e informazione per
attivare il dialogo
Da oggi, SIA, SIAMS, SIU sono impegnate in una campagna di
sensibilizzazione e informazione dedicata a uomini, donne, medici per
attivare il dialogo su un problema di cui si fatica a parlare nonostante
la sofferenza, la frustrazione e l’imbarazzo.
Una campagna che parte dal web con un sito dedicato,
www.eiaculazioneprecocestop.it , un luogo dove uomini e donne potranno
trovare sezioni di approfondimento, vincere il tabù, dialogare e
confrontarsi, trovare supporti per riconoscersi, condividere esperienze.
Un sito con un’area riservata anche ai medici per offrire aggiornamenti
scientifici in materia e strumenti di supporto al dialogo con il
paziente.
“Il dialogo è importante e altrettanto importante è sapere che l'EP è
una condizione medica, che ha cause organiche piuttosto che unicamente
psicologiche. Proprio per questo motivo SIA, SIAMS, SIU si sono
impegnate in una campagna di informazione che promuova il dialogo e
aiuti uomini e donne che soffrono e hanno una scarsa qualità di vita a
causa dell’EP. L’EP è ancora un tabù, un problema di cui non si parla,
anche se si soffre, una condizione di cui non si conosce e capisce la
natura, un problema che si arriva anche a negare tant’è che -
sottolinea il Prof. Vincenzo Gentile, Presidente della Società
Italiana di Andrologia (SIA) il 66% degli uomini che soffrono di EP
affermano di non avere problemi con la partner nonostante la presenza di
EP. - Un dato significativo raccolto durante la recente Settimana di
Prevenzione Andrologica promossa ed organizzata dalla SIA (Società
Italiana di Andrologia) che fotografa una realtà ancora sotto
diagnosticata e non trattata”.
La mancanza di dialogo, le aspettative differenti, la non conoscenza
sono tutti elementi che possono mettere a rischio la relazione di
coppia, coinvolgendo entrambi i partner. La campagna di
sensibilizzazione “EIACULAZIONE PRECOCE. VOGLIAMO PARLARNE” nasce e vede
SIA, SIAMS, SIU uniti per promuovere il dialogo, l’aiuto e diventare un
punto di riferimento dove confrontarsi, capire, parlare, vincere il tabù
rivolgendosi al medico.
Eiaculazione precoce: una condizione medica e non solo psicologica
che si può affrontare
Considerata inizialmente un problema psicologico, l’EP è stata trattata
per decenni con diversi approcci terapeutici quali la terapia
comportamentale e gli anestetici topici, terapie che non hanno
un’indicazione specifica per la cura dell’EP.
Tuttavia, queste terapie non solo non apportano importanti benefici
soprattutto a lungo termine, ma anzi sono causa di perdita della
spontaneità di un normale rapporto sessuale e possono indurre effetti
collaterali importanti sia nell’uomo che nella partner.
Studi recenti hanno dimostrato che il riflesso eiaculatorio compare in
risposta a un’interazione complessa di stimoli fisiologici e psicologici
nel cervello e nel sistema nervoso centrale, in cui gioca un ruolo
cardine la serotonina.
Questo neurotrasmettitore infatti è in grado di controllare
l’eiaculazione e la risposta sessuale maschile: un aumento dei livelli
di serotonina a livello del sistema nervoso centrale svolge un’azione
inibitoria sull’eiaculazione, ritardandola.
L’eiaculazione precoce risulta, invece, associata a una ridotta
concentrazione di serotonina.
“Obiettivo della medicina per risolvere il problema dell’EP è quello
di aumentare il controllo sull’eiaculazione da parte dell’uomo,
migliorando conseguentemente la sua soddisfazione sessuale e quindi
quello della sua partner. Fino a ieri, non erano disponibili terapie
farmacologiche approvate con indicazione specifica al trattamento
dell’EP, in grado di conseguire tale obiettivo. Per i pazienti che
soffrono di EP e per le loro partner a breve sarà disponibile anche in
Italia, su prescrizione medica, il primo farmaco approvato per il
trattamento al bisogno dell’eiaculazione precoce, a base di dapoxetina,
una molecola in grado di agire sulla produzione di serotonina. La
medicina avrà dunque a disposizione una soluzione terapeutica mirata in
grado di ridare fiducia al paziente circa la sua possibilità di vivere
la sua normale vita sessuale, restituendo al tempo stesso confidenza
alla partner”. - conclude il Prof. Francesco Montorsi,
Professore Ordinario di Urologia dell’Università Vita-Salute San
Raffaele di Milano.