Genova Anno VI - n°38 - 12.05.2009 Pagine Nazionali

del 19/06/2009

 

L’intestino non va in vacanza


Al via la Campagna Nazionale di Informazione L’intestino non va in vacanza, promossa dalla SIUCP, Società Italiana Unitaria di Colonproctologia. Si tratta di un’iniziativa, che parte dalla metà del mese di giungo e durerà tutta l’estate, di prevenzione e cura dei disturbi intestinali, soprattutto emorroidi e stipsi, che emergono o si acuiscono in estate a causa del caldo, dei viaggi e delle diverse abitudini alimentari. In base ai dati del Ministero della Salute e della stessa SIUCP, questi problemi interessano quasi 8 milioni di cittadini del nostro Paese.
Obiettivo della Campagna è stimolare le persone, in particolare quelle che già soffrono di questi disturbi, ad effettuare, prima di partire per le vacanze, una visita dal colonproctologo. Questo specialista, infatti, è in grado di formulare una diagnosi precisa relativa all’origine del disturbo intestinale e di individuare la terapia più adatta, alimentare oppure comportamentale, medica oppure chirurgica. Per sapere qual è la struttura ospedaliera più vicina in cui una visita effettuare specialistica, in normale regime di Servizio Sanitario Nazionale, quindi con l’impegnativa del medico di famiglia ed il successivo pagamento del ticket, sono a disposizione il Numero Verde 800 77 66 62 (attivo dal lunedì al venerdì) ed il sito Internet www.siucp.org.

“Attraverso questa Campagna ci proponiamo di fornire ai cittadini un’informazione completa ma soprattutto un aiuto concreto prima di partire per le vacanze” – spiega il professor Antonio Longo, Presidente SIUCP – “oltre che di ridurre le cure fai da te, spesso inutili e talvolta dannose, come l’abuso di creme per le emorroidi: possono essere irritanti e procurare complicazioni. Oppure, per la stipsi, il ricorso sistematico a lassativi che curano i sintomi ma mai la causa del disturbo”.
Tra le possibilità di cura, trovano posto due lifting intimi. “Si tratta di due interventi chirurgici mininvasivi che rappresentano la soluzione alla maggior parte dei problemi di emorroidi e nei casi più gravi di stipsi” - continua il professor Longo - “Disponibili da diversi anni in quasi tutti gli ospedali italiani, sono rapidi e poco dolorosi dato che vengono eseguiti in una zona priva di recettori del dolore. Sono, quindi, ben sopportati dai pazienti e permettono di eliminare le sofferenze e gli imbarazzi tipici di queste patologie. La degenza, così come la convalescenza, è di pochi giorni”.
Questa una delle notizie che verranno presentate in occasione del Terzo Congresso Mondiale di Colonproctologia e Malattie del Pavimento Pelvico, in programma a Roma dal 21 al 23 giugno, presieduto dal professor Antonio Longo, Presidente SIUCP, Società Italiana Unitaria di Colonproctologia, in collaborazione con il dottor Vincenzo Landofi, Garante della Società Scientifica ed il dottor Dino Villani, Past President. Oltre 200 relatori italiani e stranieri, più di 800 chirurghi provenienti da tutto il mondo, dalla Cina al Sudafrica, dagli Stati Uniti al Kuwait per imparare le tecniche più innovative dai chirurghi italiani.

Estate: caldo e viaggi contribuiscono all’insorgere dei problemi
In estate, in particolare, le emorroidi peggiorano: il caldo, infatti, aumenta la vasodilatazione e di conseguenza anche i vasi emorroidari possono gonfiarsi e quindi provocare dolore. Per quanto riguarda la stipsi, le persone ne soffrono spesso in occasione di viaggi a causa del diverso regime alimentare, dei cambiamenti dalla routine giornaliera e della mancanza di un habitat familiare

Auto, moto e biciclette favoriscono la fuoriuscita delle emorroidi
I lunghi viaggi in auto o in moto per raggiungere la meta delle vacanze possono favorire l’insorgere di problemi legati alle emorroidi: stare seduti per molte ore, infatti, senza la possibilità di alzarsi o muoversi, può alterare la circolazione sanguigna e favorire la formazione di trombi (o coaguli) alle emorroidi, che possono quindi sanguinare e provocare dolore. Il caldo accumulato sui sedili di un’auto o di una moto rimaste a lungo sotto il sole, inoltre, può provocare un edema, cioè un gonfiore, e peggiorare la sensazione di bruciore e fastidio.
Con la bella stagione, poi, aumentano anche le uscite in bicicletta: il caldo e soprattutto le continue sollecitazioni del pavimento pelvico possono provocare la fuoriuscita delle emorroidi.

Le due tecniche chirurgiche e la loro diffusione
“La tecnica per la cura chirurgica della malattia emorroidaria consiste nella correzione del prolasso rettale” – spiega il professor Longo “e consente di eliminare definitivamente il problema. Con un solo atto chirurgico, che dura circa mezz’ora ed è praticamente indolore, si effettua la rimozione del prolasso, il riposizionamento delle emorroidi nella loro sede fisiologica e la devascolarizzazione del tessuto emorroidario”. Il paziente può essere dimesso anche la sera stessa dell’intervento, ma in genere il giorno dopo, e la convalescenza dura circa una settimana. Nel nostro Paese nel 2000 il 12% della popolazione ne ha potuto usufruire, il 40% nel 2004, ed il 55% nel 2006. In Europa sono 340.000 gli interventi eseguiti con questa procedura mentre nel mondo sono oltre 3.000.000.
L’intervento per la cura della stitichezza si esegue in anestesia epidurale (quella del parto), non provoca quasi dolore e dura circa mezzora. Anche in questo caso, prevede l’asportazione del prolasso rettale, che rappresenta l’ostacolo alla defecazione. Il paziente dopo due giorni esce dall’ospedale ed in una settimana può riprendere una normale attività. La tecnica agisce anche sulla muscolatura del perineo che viene risollevata: tutto il pavimento pelvico funziona meglio. In base ai dati della Società Italiana Unitaria di Colonproctologia, oltre 300mila donne e poco meno di 100mila uomini potranno beneficiare di questa innovativa procedura chirurgica.

Emorroidi e stipsi, colpiti quasi 8 milioni di italiani
Gli italiani che soffrono di emorroidi sono circa 3,7 milioni; i cittadini affetti da stipsi sono invece 4 milioni. Di questi, circa il 10%, cioè quasi mezzo milione, soffre di una forma severa di stipsi dovuta a ostruita defecazione. Questi pazienti sono i candidati all’intervento mininvasivo secondo Longo. Complessivamente, quindi, quasi otto milioni di italiani, di cui oltre un milione e duecentomila nella sola Lombardia.

 

 






 
 
 
 

  



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