Il
caffè protegge anche dall’insorgenza di alcuni tipi di tumori. Dopo aver
fugato i dubbi sul rischio associato al consumo di caffè nei confronti
di numerose patologie, come quelle cardiovascolari, epatiche,
intestinali, tumorali, e stabilito i limiti del consumo prudente in
gravidanza, oggi numerosi studi indicano addirittura che il caffè ha
effetti protettivi per la salute umana. Il merito è da riconoscersi sia
agli effetti antiossidanti della bevanda, sia alle numerose molecole
biologicamente attive che svolgono importanti funzioni nell’organismo.
Questo il tema dell’incontro organizzato oggi al Circolo della Stampa,
nel corso del quale si è discusso del ruolo del caffè rispetto alle
principali patologie tumorali con quattro dei più noti esperti
sull’argomento: il Prof. Carlo La Vecchia, Capo del Dipartimento
di Epidemiologia dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri”
di Milano, la Dott.ssa Alessandra Tavani, Capo del Laboratorio di
Epidemiologia delle Malattie Croniche sempre dell’Istituto di Ricerche
Farmacologiche "Mario Negri", il Prof. Amleto D’Amicis, Dirigente
di ricerca già Direttore dell'Unità Documentazione e Informazione
Nutrizionale I.N.R.A.N. il Prof. Luca Scalfi, Professore
Ordinario di Nutrizione Umana e Dietetica (Società Italiana di
Nutrizione Umana – SINU).
L’incontro è stato anche l’occasione per presentare il nuovo libretto
informativo “Caffè e Tumori” che, realizzato dall’Istituto Farmacologico
Mario Negri con la collaborazione dell’INRAN (Istituto Nazionale per la
Ricerca sull’Alimentazione e Nutrizione), va ad arricchire la raccolta
Caffè e Salute realizzata negli anni passati.
Caffè, protettivo per la salute
“Le ricerche più recenti – dichiara Amleto D’Amicis –
non solo escludono i rischi nel consumo di caffè ma, attribuendo ad esso
alcune azioni protettive per la salute, possono addirittura farci
azzardare che consumare caffè può migliorare la salute”.
“Gli effetti positivi del caffè sulla salute del fegato, su alcuni
tumori e su molte funzioni fisiologiche dell’uomo sono già da tempo noti
– prosegue D’Amicis – A queste evidenze si aggiungono oggi
i risultati dei recenti studi, che evidenziano una forte azione
preventiva e protettiva del caffè nei confronti del diabete e della
malattia di Parkinson. Non ultimo uno studio sostiene, addirittura, che
il consumo moderato di caffè si associa ad un ridotto rischio di
mortalità”.
Caffè per ridurre il rischio di tumori
Il caffè non aumenta il rischio di tumore, anzi. “Da un’accurata
revisione della letteratura – afferma Alessandra Tavani –
il caffè sembra avere un effetto protettivo sul rischio di alcuni tumori
dell’apparato digerente, quali il tumore del colon e del fegato”. “Per
quanto riguarda i tumori femminili – prosegue Carlo La Vecchia
- il caffè protegge dall’insorgenza del tumore del corpo
dell’utero e non è associato al tumore della mammella e dell’ovaio”.
Anche per tutti gli altri tumori i risultati degli studi epidemiologici
mostrano un’assenza di relazione, anche se per qualche tumore a bassa
incidenza i dati sono ancora incompleti. In particolare, per i
cosiddetti tumori big killer (che oltre al tumore del colon-retto e
della mammella includono il tumore del polmone e della prostata) i dati
sono rassicuranti.
Pertanto dosi moderate di caffè, cioè 3-4 tazze al giorno, non solo non
aumentano il rischio di tumore, ma potrebbero avere un effetto
protettivo sul rischio di tumore al colon, al fegato e all’endometrio”.
Caffè come parte di una dieta equilibrata
“Per prevenire le malattie cronico degenerative, come i tumori –
sottolinea Luca Scalfi - è importante formulare linee guida
che siano orientate agli alimenti, e che prendano in considerazione
quelle variazioni salutistiche della dieta che sono fattibili in una
specifica situazione ambientale”.
“Oltre a considerare gli alimenti per le diverse sostanze che contengono
– continua Scalfi - è necessario valutare le quantità
ingerite e la loro frequenza di consumo. Poiché il caffè è parte
importante delle abitudini di tanti individui, del tutto positivo appare
un approccio che guardi agli aspetti salutistici di tale bevanda secondo
gli stessi criteri scientifici già dedicati ad altri alimenti. Questo
risponde alla legittime esigenze dell’individuo e in generale è un
argomento di interesse per la sanità pubblica."