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Prof. Andrea
Ortensi |
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Nel mondo la vasectomia è
un metodo di sterilizzazione adottato da 42-60 milioni di uomini, in
particolare in Paesi come la Nuova Zelanda, gli Stati Uniti, l’Olanda,
la Corea del Sud, l’Australia e la Cina e scelto come sistema di
controllo delle nascite dal 5% delle coppie.
In Cina, paese che rappresenta un quinto dell’intera popolazione
mondiale e che deve intervenire per contenere l’incremento demografico,
oltre il 50% delle coppie ha un partner sterilizzato con un rapporto
uomo/donna che fino a qualche anno fa era quantificato 1 a 3. L’avvento
della vasectomia di ultima generazione, minimamente invasiva e di rapida
esecuzione, ha portato ad un sovvertimento di tale rapporto: 5 uomini
per ogni donna che si sottopone a legatura tubarica (il corrispettivo
femminile della vasectomia).
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Giovanni Andrea
Coppola |
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Al contrario in Italia,
il ricorso a questo tipo di pratica è estremamente ridotto: secondo una
ricerca effettuata dal dott Gianni Andrea Coppola del gruppo del
Prof Andrea Ortensi di Roma, presso la banca dati online del
Ministero della Salute, dal 1999 al 2005 sono stati registrati 653
ricoveri per sterilizzazione maschile. Gli interventi classificati come
“vasectomia” sono 1.717 ma solo 397 le procedure indicate come
“sterilizzazione dell’uomo”.
Lo sottolinea uno studio presentato in occasione del XXV Congresso
Nazionale della Società Italiana di Andrologia, svoltosi a Catania
(10-13 giugno - Centro Congressi Le Ciminiere), realizzato dalla scuola
del prof Andrea Ortensi, che mette in luce una situazione nella
penisola particolarmente complessa legata a ragioni ideologiche e
giuridiche.
Sebbene, infatti, negli ultimi anni la vasectomia sia stata riconosciuta
come diritto individuale grazie al lavoro di diversi giuristi ed esperti
di bioetica, continua ad essere percepita, soprattutto da chi non ne
conosce le modalità, come un atto lesivo della virilità o come una
“mutilazione chirurgica” in seguito alla quale non è più consentita una
sessualità normale ed appagante.
Con l’intervento, infatti, non ci sono cambiamenti nel desiderio e nel
modo di vivere il piacere, l’erezione resta immutata così come l’aspetto
del liquido seminale ed è l’unico metodo contraccettivo maschile sicuro
al 100%.
“La vasectomia è un
intervento semplice ed è il sistema contraccettivo maschile più sicuro e
con maggiore garanzia di efficacia – spiega il Prof. Andrea
Ortensi, Presidente della Società Internazionale di Microchirurgia -
consiste nella chiusura dei dotti deferenti, in modo da impedire agli
spermatozoi di raggiungere lo sperma e fuoriuscire all’esterno; grazie
all’utilizzo di nuove tecniche chirurgiche, l’intervento viene
effettuato in anestesia locale senza incisioni significative e con una
minore invasività. Dopo circa 30 minuti ed un’ora di osservazione il
paziente può tornare a casa da solo. Infine, non tutti sanno che la
vasectomia porta alla sterilità dopo circa 90 giorni ed è reversibile.”
A differenza degli interventi per il ripristino della sterilità, in
Italia la vasectomia non è a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
“Sebbene il divieto di sterilizzazione sia stato abrogato nel 1978,
non esiste tuttora alcuna regolamentazione giuridica organica, anche se
la legittimità della vasectomia è stata sancita da numerose sentenze e
il ricorso alla sterilizzazione è ritenuto giurisprudenzialmente lecito
- spiega Giovanni Andrea Coppola, dell’UOC di Microchirurgia
Generale – Sez. Microchirurgia Andrologica, Casa di Cura “Fabia Mater” –
Un. Degli Studi di Roma “La Sapienza” – Resta inoltre netta
discriminazione tra uomo e donna, dal momento che lo Stato si fa carico
degli interventi di legatura tubarica ma non della vasectomia”.
Il coito interrotto e il preservativo, quest’ultimo utile nella
prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse, restano le tecniche
più utilizzate, nonostante abbiano tassi di gravidanza poco accettabili
e che non consentono una libertà totale nel rapporto in termini di
“naturalezza”.
I metodi ormonali, come iniezione o posizionamento sottocute di
testosterone, sono ancora in fase di studio.
“In attesa degli studi a lungo termine sui contraccettivi ormonali,
la vasectomia è attualmente il miglior metodo contraccettivo disponibile
per l’uomo - precisa Vincenzo Gentile, Presidente della SIA –
è un dovere del medico informare il paziente dell’esistenza e delle
caratteristiche di questo sistema contraccettivo, che merita sotto tutti
gli aspetti di diventare oggetto di una legislazione più chiara e di
rientrare tra quelli che sono gli interventi sostenuti dal SSN”.
La Vasectomia
Una delle ultime tecniche chirurgiche, la “No Scalpel Vasectomy”, nasce
in Cina nel 1974.
Viene effettuata senza bisturi in anestesia locale, facendo un piccola
incisione nella cute scrotale per estrarre il dotto deferente che viene
legato, reciso e occluso.
La vasectomia è reversibile con il ripristino della continuità dei
deferenti (Vaso-vasostomia microchirurgica), che porta ad ottimi esiti
se effettuato entro 8-10 anni dal primo intervento.
La sterilità non è raggiunta immediatamente dopo l’intervento ma a
distanza di circa 90 giorni.
In passato si riteneva potessero esserci legami tra la vasectomia e il
tumore alla prostata o a malattie sistemiche ma queste supposizioni non
sono mai state confermate da nessuno studio scientifico.
John Herr, Direttore del Centro di Ricerca sulla Salute
Contraccettiva e Riproduttiva dell’università della Virginia ha, a
questo proposito, creato un kit post-vasectomia per il controllo della
fertilità che si basa sugli anticorpi che si legano alla proteina SP-10:
SpermCheck Vasectomy. Il test è approvato dalla Food and Drug
Administration e negli Stati Uniti è già in commercio sul web.
Contraccezione mediante puntura di Testosterone
Uno studio, attualmente in fase III di sviluppo, effettuato dagli
scienziati del National Research Institute for Family Planning di
Pechino e pubblicato nel mese di maggio sul “Journal of Clinical
Endocrinology and Metabolism”, ha visto coinvolti 1.045 volontari maschi
tra i 20 e 45 anni che nei due anni precedenti avevano avuto almeno un
figlio con una partner di età compresa tra i 18 e i 38 anni. Lo studio,
della durata di 30 mesi, ha dimostrato che un’iniezione contente 500 mg
di testosterone al mese inibisce la produzione di spermatozoi, con un
tasso di gravidanza tra l’1 -2%, simile a quello della pillola
anticoncezionale femminile.
Il testosterone iniettato inibisce la produzione degli ormoni ipofisari
che portano alla produzione degli spermatozoi.
Non sono stati rilevati effetti collaterali gravi, tuttavia sono
necessari altri test per valutare gli effetti della terapia a lungo
termine.
Associazione di un progestinico e di testosterone
È attualmente in corso uno studio condotto sotto l’egida
dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Si tratta di un progetto di
ricerca che coinvolge circa 400 uomini di età compresa tra i 18 e i 45
anni in buono stato di salute.
Lo studio coinvolge 9 centri in diversi paesi: Germania, Regno Unito,
Indonesia, Australia, Cile e India. In Italia è eseguito presso la
Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Ospedale S. Orsola - Malpighi di
Bologna.
L’obiettivo è quello di valutare l’efficacia di una nuova combinazione
contraccettiva per l’uomo: 200 mg di un progestinico (Noretisterone
Enantato) e 1000 mg di un androgeno (Testosterone Undecanoato). La
combinazione deve essere somministrata tramite iniezione ogni 8
settimane per un periodo di circa 2 anni.
Questo metodo di contraccezione ormonale agisce inibendo la produzione
di spermatozoi in modo reversibile senza effetti collaterali nocivi per
la salute.
Dispositivo Intra Vas Device
È un sistema nato negli Stati Uniti, in California, e oggi sperimentato
in Minnesota, Louisiana e Florida. Il dispositivo è formato da due
impianti in silicone (simili a piccoli tappi), che vengono inseriti
mediante un intervento di microchirurgia all'interno dei due dotti
deferenti, i canali all'interno dei quali scorre lo sperma proveniente
dai testicoli. Lo spazio tra i due dispositivi, che vengono ancorati
alla parete del vaso con una sutura, è minimo: se lo sperma riesce a
superare il primo blocco, è il secondo a intervenire per fermarlo.
Chiusura dei dotti deferenti mediante un telecomando
Nei laboratori dell'Università di Adelaide, in Australia, si sta
sperimentando un metodo di chiusura dei dotti mediante l'ausilio di un
telecomando. L'impulso dato dal controllo remoto è in grado di aprire e
chiudere una micro-valvola non più grande della metà di un granello di
riso, anch'essa inserita all'interno dei vasi.
Progetto di ricerca RISUG - Reversible Inhibition of Sperm Under
Guidance
In India si sta sperimentando un metodo che utilizza una sostanza a base
di anidride maleica e dimetilsolfossido iniettata direttamente nei dotti
deferenti. Secondo gli studiosi, questa sostanza è in grado di agire
bloccando da un lato il canale, dall’altro rompendo le membrane
cellulari degli spermatozoi, che in questo modo non si possono unire
all'ovocita della donna.