Ecco una lettera ricevuta in redazione da parte di un nostro lettore con le sue
annotazione, ricerche e punti di vista sulle cause della malattia neuromuscolare
Sla.
"Dopo una ricerca per capire le cause di alcune malattie neurodegenerative ho
intuito questa plausibile realtà: la causa della malattia neuromuscolare
Sclerosi Laterale Amiotrofica, è la carenza di ossigeno al cervello, più
precisamente: la riduzione delle compensazioni di ossigeno alla Corteccia
Cerebrale Motoria, la quale costantemente valuta, quantifica, e memorizza il
proprio afflusso sanguigno, la propria ossigenazione, diventando in seguito,
(tramite il suo sistema di autoregolazione), dipendente dell’ossigeno
compensativo che ottiene svolgendo una qualunque attività fisica intensa,
affaticante e continuata nel tempo.
Spiego meglio: Grazie all’indagine del procuratore di Torino Raffaele
Guariniello abbiamo saputo che gli ex giocatori di calcio si ammalano di SLA sei
volte di più della media di altre persone, questa indagine è stata per me una
conferma straordinaria di quello che avevo già intuito, perché indica alcune
evidenze che ora descriverò.
Prima evidenza: i sintomi della SLA compaiono sempre dopo un certo tempo,
generalmente alcuni anni, dal termine dell’attività calcistica,la malattia non
colpisce mai gli atleti finché svolgono la stessa attività sportiva.
Seconda evidenza: i portieri non si ammalano mai di SLA, il motivo di questa
immunità è chiaro, il ruolo di portiere non prevede la corsa, quindi alla loro
Corteccia Cerebrale Motoria non sono necessarie forti compensazioni di ossigeno.
Infatti i calciatori che si ammalano di sclerosi laterale amiotrofica sono gli
atleti che corrono di più, in modo troppo affaticante, senza concedersi le
necessarie pause, respirando non correttamente.
Quando gli atleti correndo superano certi limiti, i neuroni della loro Corteccia
Motoria richiedono un forte apporto di ossigeno queste richieste di maggiore
ossigeno sono compensabili tramite il sistema di autoregolazione che possiede il
Cervello per quanto riguarda il proprio afflusso di sangue, la propria
ossigenazione.
Più l’attività dei motoneuroni è intensa, maggiori dovranno essere le
compensazioni di ossigeno, permettendo così ai neuroni della Corteccia Motoria
di generare gli impulsi che, trasmessi alle cellule del midollo spinale azionano
i muscoli.
Finché il giocatore di calcio è in attività, la sua Corteccia Motoria può
beneficiare di importanti compensazioni di ossigeno, quando però l’atleta
terminando la pratica sportiva non si adegua con un costante e graduale
esercizio fisico, le compensazioni di ossigeno si riducono, ma i neuroni della
loro Corteccia Cerebrale Motoria essendo dipendenti dell’ossigenazione
compensativa ottenuta per lungo tempo, non possono adattarsi ad un apporto di
ossigeno di minore quantità, i motoneuroni si deteriorano lentamente e non
generano più gli impulsi che azionano i muscoli, causando una progressiva
atrofia muscolare che indica la sclerosi laterale amiotrofica.
Comprendiamo così che anche le altre persone ammalate di SLA pur non essendo
calciatori, hanno svolto una qualche attività fisico-motoria affaticante,
continuata, a causa della quale si sono provocati la stessa dipendenza da
ossigenazione alla Corteccia Motoria, terminando poi in modo drastico l’intensa
attività fisica praticata a lungo, faranno subire ai loro motoneuroni la stessa
riduzione compensativa di ossigeno provocandosi dopo un certo tempo la SLA.
Sappiamo dunque che, quando si pratica un’attività fisico-motoria intensa e
prolungata, sono indispensabili le opportune pause, respirando correttamente,
decidendo poi di terminarla, è necessario continuare gradualmente con un leggero
ma costante esercizio fisico, in questo modo si potrà evitare la SLA.
Quindi ci rendiamo conto di questa realtà: tutte le dipendenze che può avere il
Cervello, sono riconducibili alla dipendenza Cerebrale da compensazione di
ossigeno.
Siamo così consapevoli che certi automatismi neurodegenerativi coinvolgendo aree
Cerebrali diverse possono provocare altre malattie neurologiche che descriverò
brevemente:
quando noi invecchiando riduciamo le nostre attività mentali e fisiche,
causeremo la stessa carenza da compensazione di ossigeno in aree del cervello
che ci permettono di utilizzare la memoria il pensiero e l’intelligenza,
provocandoci nel tempo anche il morbo di Alzheimer e le altre malattie simili.
Comprendiamo in questo modo che, anche in un’età avanzata è necessario evitando
di affaticarci, continuare le attività Cerebrali e fisiche, attueremo uno stile
di vita sano, corretto, potremo far prevenzione verso le malattie
neurodegenerative, rafforzeremo le nostre difese immunitarie rallentando anche
l’invecchiamento.
Un Saluto Cordiale."
Pino Fronzi