Genova Anno VI - n°37 - 19.02.2009 Pagine Nazionali

del 11/05/2009

 

Fecondazione eterologa: il fantasma del terzo


Valeria Randone - valeriarandone@tiscali.it

Valeria Randone - Psicosessuologa

L’età della prima gravidanza si è molto spostata in avanti dal punto di vista temporale e spesso, il corpo tradisce quell’originario progetto mentale di diventare genitori. Nei casi di infertilità totale, la fecondazione eterologa è l’unica strategia terapeutica possibile, tecnica però assolutamente non consentita in Italia, divieto che ha intensificato un florido turismo procreativo, per lenire il dolore ed il vuoto ai non-genitori. La fecondazione eterologa si verifica quando il seme o l’ovulo (ovodonazione) provengono da un donatore esterno alla coppia.

 

Cosa succede nell’immaginario e nel patrimonio emozionale, oltre che genetico, di questa coppia? La paternità, così come la maternità, non è solo un fatto biologico ma un percorso emotivo, sociale e soprattutto intrapsichico del singolo e della coppia. La strada verso l’eterologa è molto complessa sul piano emotivo, spesso funge da attentato alla determinazione della coppia, alla solidità della sua unione ed alla fermezza delle sue intenzioni. I partners devono obbligatoriamente essere sostenuti e supportati psichicamente ben oltre il momento topico del concepimento. Un percorso psicoterapico pre-fecondazione, diventa indispensabile per sgombrare il campo da possibili nubi e fantasmi, oltre che da probabili grovigli psichici che ostacolerebbero la risposta positiva della donna che si sottopone alla fecondazione.

 

Quali sono i bisogni emotivi dei partners che affrontano questo percorso irto di difficoltà, strade in salita sul piano psichico e, momenti di estrema sofferenza sia emotiva che relazionale di coppia? Non esiste un’equazione univoca, uguale per tutte le coppie, ma esiste un solco invisibile di infelicità e disagio psichico, che si interseca al vuoto ed al desiderio-bisogno di un” utero pieno”, vibrante, abitato dalla vita e non dal nulla!

 

Che cosa succede nella mente e nell’immaginario delle coppie che decidono di includere nella loro unione, un donatore-donatrice? Prontamente si struttura la “fantasia di un tradimento autorizzato e medicalmente legalizzato”, che se non reso cosciente in terapia, agisce con modalità disfunzionali, minando la stabilità ed unione della coppia di oggi, e famiglia di domani.

 

 






 
 
 
 

  



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