Genova Anno VI - n°37 - 19.02.2009 Pagine Nazionali

del 08/05/2009

 

Nuovi aggiornamenti sulla risonanza magnetica funzionale


Si conclude oggi, presso la sala conferenze dell’Azienda Ospedaliera “Santa Maria” di Terni il convegno nazionale sulla risonanza magnetica funzionale, la più recente e innovativa delle tecnologie mediche che consentono di esplorare il funzionamento del cervello.

Il convegno, che ha avuto inizio ieri mattina, è il risultato della intensa collaborazione scientifica ed un esempio della perfetta integrazione di competenze fra gli operatori dell’ospedale e dell’università (gli organizzatori sono il dr. Pierfausto Ottaviano, direttore del dipartimento di diagnostica per immagini del “Santa Maria”, il prof. Massimo Piccirilli e il prof. Roberto Quartesan).

L’occasione è rappresentata dall’acquisto di una risonanza magnetica di ultima generazione che colloca l’Azienda Ospedaliera di Terni nel polo di eccellenza del settore, non solo in Umbria ma in tutta l’Italia centrale.

Come ormai reso noto dalle continue pubblicazioni sugli organi di stampa, le possibilità offerte dall’indagine di risonanza funzionale (in sigla fMRI) appaiono fantascientifiche; per millenni il cervello è stato un oggetto misterioso, una sorta di “scatola nera” impenetrabile ad ogni tipo di valutazione; ora per la prima volta nella storia della medicina è divenuta disponibile una tecnologia che consente di vedere (e fotografare o filmare) il cervello mentre la persona esaminata sta svolgendo una qualunque attività, ad esempio mentre muove una mano, guarda un oggetto, parla o pensa.

Le notizie giornalistiche traducono lo stupore e la meraviglia di fronte alla rivoluzione scientifica innescata dalla fMRI fino ad affermare che finalmente sarà possibile comprendere i misteri della mente e del pensiero; tuttavia, oltre a rendere sperimentale lo studio delle relazioni fra mente e cervello, oggetto della curiosità dell’essere umano fin dalle sue origini, straordinarie appaiono soprattutto le potenzialità della fMRI ai fini delle applicazioni cliniche.

Potranno essere meglio affrontate patologie spesso devastanti come l’ictus, i traumi cerebrali o le neoplasie grazie alla possibilità ad esempio di definire in modo dettagliato per ogni paziente le regioni del cervello che hanno mantenuto o hanno perso la loro normale funzionalità.

Inoltre la conoscenza del modo in cui il cervello del singolo individuo reagisce al danno permette di indirizzare al meglio gli sforzi per raggiungere il maggior benessere possibile: così nel settore della neuroriabilitazione sono già disponibili programmi di interfaccia cervello-computer che consentono di utilizzare protesi ed ausili motori e cognitivi guidandoli con la sola attività cerebrale.

Accanto a settori quali l’oncologia, la neurochirurgia o la neuroriabilitazione, altrettanto rilevante potrà essere la disponibilità della fMRI nell’affrontare le problematiche delle malattie degenerative del sistema nervoso, quali la malattia di Alzheimer o la malattia di Parkinson; nella stessa ottica la fMRI rappresenta uno strumento indispensabile per i futuri progetti sulle cellule staminali.

Nel convegno ternano (il secondo di una serie che viene programmata con cadenza biennale) viene affrontato un ulteriore aspetto, relativo alla sfera delle emozioni. Come è possibile vedere cosa succede nel cervello quando parliamo, così è possibile vedere cosa succede quando proviamo un’emozione, ad esempio se siamo arrabbiati o spaventati o anche innamorati.

Nell’ambito dei disturbi emotivi esistono molte malattie che, diversamente dalle precedenti, non mostrano alterazioni anatomiche del sistema nervoso ed in cui quindi gli esami disponibili non consentono di rilevare anomalie; in generale è questa la caratteristica delle malattie psichiatriche, come la depressione, l’attacco di panico, la schizofrenia, in cui appunto spesso si va alla vana ricerca di una patologia corporea restando sconcertati di fronte al fatto che “tutti gli esami sono normali”; in questo settore ci si può anche riferire, per fare qualche esempio noto, alla dislessia o all’autismo infantile.

La fMRI sta modificando profondamente l’approccio a questo tipo di problemi proprio perché consente di verificare se esistono disturbi che riguardano non l’anatomia ma il funzionamento del sistema nervoso.

Il convegno fa quindi il punto sull’argomento coinvolgendo i professionisti di maggior spicco del panorama nazionale e tutti i principali centri italiani che utilizzano la fMRI nelle malattie psichiatriche (Milano, Roma, Pisa, Bari, Catania, Bologna, Modena, Parma, L’Aquila, Chieti; il programma completo può essere letto nel sito www.dalcervelloallamente.com).

Il focus è sui disturbi dell’umore, sia di tipo depressivo che maniacale e sulla schizofrenia nei suoi vari aspetti, ma anche sui disturbi del comportamento alimentare e sugli effetti della psicoterapia o degli psicofarmaci sul funzionamento cerebrale. Una particolare attenzione viene poi dedicata alle più recenti acquisizioni delle neuroscienze, tra cui la scoperta - tutta italiana - dei cosiddetti “neuroni specchio”, così come ai pressanti problemi etici e filosofici che le nuove tecnologie impongono di affrontare.

 

 






 
 
 
 

  



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