Si conclude oggi, presso
la sala conferenze dell’Azienda Ospedaliera “Santa Maria” di Terni il
convegno nazionale sulla risonanza magnetica funzionale, la più recente
e innovativa delle tecnologie mediche che consentono di esplorare il
funzionamento del cervello.
Il convegno, che ha avuto inizio ieri mattina, è il risultato della
intensa collaborazione scientifica ed un esempio della perfetta
integrazione di competenze fra gli operatori dell’ospedale e
dell’università (gli organizzatori sono il dr. Pierfausto Ottaviano,
direttore del dipartimento di diagnostica per immagini del “Santa
Maria”, il prof. Massimo Piccirilli e il prof. Roberto
Quartesan).
L’occasione è rappresentata dall’acquisto di una risonanza magnetica di
ultima generazione che colloca l’Azienda Ospedaliera di Terni nel polo
di eccellenza del settore, non solo in Umbria ma in tutta l’Italia
centrale.
Come ormai reso noto dalle continue pubblicazioni sugli organi di
stampa, le possibilità offerte dall’indagine di risonanza funzionale (in
sigla fMRI) appaiono fantascientifiche; per millenni il cervello è stato
un oggetto misterioso, una sorta di “scatola nera” impenetrabile ad ogni
tipo di valutazione; ora per la prima volta nella storia della medicina
è divenuta disponibile una tecnologia che consente di vedere (e
fotografare o filmare) il cervello mentre la persona esaminata sta
svolgendo una qualunque attività, ad esempio mentre muove una mano,
guarda un oggetto, parla o pensa.
Le notizie giornalistiche traducono lo stupore e la meraviglia di fronte
alla rivoluzione scientifica innescata dalla fMRI fino ad affermare che
finalmente sarà possibile comprendere i misteri della mente e del
pensiero; tuttavia, oltre a rendere sperimentale lo studio delle
relazioni fra mente e cervello, oggetto della curiosità dell’essere
umano fin dalle sue origini, straordinarie appaiono soprattutto le
potenzialità della fMRI ai fini delle applicazioni cliniche.
Potranno essere meglio affrontate patologie spesso devastanti come
l’ictus, i traumi cerebrali o le neoplasie grazie alla possibilità ad
esempio di definire in modo dettagliato per ogni paziente le regioni del
cervello che hanno mantenuto o hanno perso la loro normale funzionalità.
Inoltre la conoscenza del modo in cui il cervello del singolo individuo
reagisce al danno permette di indirizzare al meglio gli sforzi per
raggiungere il maggior benessere possibile: così nel settore della
neuroriabilitazione sono già disponibili programmi di interfaccia
cervello-computer che consentono di utilizzare protesi ed ausili motori
e cognitivi guidandoli con la sola attività cerebrale.
Accanto a settori quali l’oncologia, la neurochirurgia o la
neuroriabilitazione, altrettanto rilevante potrà essere la disponibilità
della fMRI nell’affrontare le problematiche delle malattie degenerative
del sistema nervoso, quali la malattia di Alzheimer o la malattia di
Parkinson; nella stessa ottica la fMRI rappresenta uno strumento
indispensabile per i futuri progetti sulle cellule staminali.
Nel convegno ternano (il secondo di una serie che viene programmata con
cadenza biennale) viene affrontato un ulteriore aspetto, relativo alla
sfera delle emozioni. Come è possibile vedere cosa succede nel cervello
quando parliamo, così è possibile vedere cosa succede quando proviamo
un’emozione, ad esempio se siamo arrabbiati o spaventati o anche
innamorati.
Nell’ambito dei disturbi emotivi esistono molte malattie che,
diversamente dalle precedenti, non mostrano alterazioni anatomiche del
sistema nervoso ed in cui quindi gli esami disponibili non consentono di
rilevare anomalie; in generale è questa la caratteristica delle malattie
psichiatriche, come la depressione, l’attacco di panico, la
schizofrenia, in cui appunto spesso si va alla vana ricerca di una
patologia corporea restando sconcertati di fronte al fatto che “tutti
gli esami sono normali”; in questo settore ci si può anche riferire, per
fare qualche esempio noto, alla dislessia o all’autismo infantile.
La fMRI sta modificando profondamente l’approccio a questo tipo di
problemi proprio perché consente di verificare se esistono disturbi che
riguardano non l’anatomia ma il funzionamento del sistema nervoso.
Il convegno fa quindi il punto sull’argomento coinvolgendo i
professionisti di maggior spicco del panorama nazionale e tutti i
principali centri italiani che utilizzano la fMRI nelle malattie
psichiatriche (Milano, Roma, Pisa, Bari, Catania, Bologna, Modena,
Parma, L’Aquila, Chieti; il programma completo può essere letto nel sito
www.dalcervelloallamente.com).
Il focus è sui disturbi dell’umore, sia di tipo depressivo che maniacale
e sulla schizofrenia nei suoi vari aspetti, ma anche sui disturbi del
comportamento alimentare e sugli effetti della psicoterapia o degli
psicofarmaci sul funzionamento cerebrale. Una particolare attenzione
viene poi dedicata alle più recenti acquisizioni delle neuroscienze, tra
cui la scoperta - tutta italiana - dei cosiddetti “neuroni specchio”,
così come ai pressanti problemi etici e filosofici che le nuove
tecnologie impongono di affrontare.