Lunedì scorso, Merck
Serono, divisione di Merck KGaA, ha presentato i risultati dello studio
CLARITY, uno studio di Fase 3 controllato con placebo, della durata di
due anni (96 settimane), che ha utilizzato Cladribina compresse – (la
formulazione orale sperimentale della cladribina) - nel trattamento di
pazienti con sclerosi multipla (SM) recidivante-remittente. I risultati
di questo studio registrativo dimostrano come un ciclo annuale di
trattamento con Cladribina in compresse abbia portato a una riduzione
significativa della percentuale di ricadute cliniche, della progressione
della disabilità e delle lesioni cerebrali, nonché a un notevole aumento
della proporzione di pazienti liberi da ricadute. In data odierna, i
dati sono stati presentati per la prima volta nel corso di una relazione
orale tenutasi durante il 61° meeting annuale dell’American Academy of
Neurology (AAN) a Seattle, (Washington, USA).
“Tutti gli endpoint, sia primari che secondari, dello studio CLARITY
sono statisticamente significativi e dimostrano l’efficacia di un breve
ciclo di trattamento annuale con Cladribina compresse su molteplici ed
importanti parametri clinici e sui risultati alla RMN,” ha affermato
il dott. Gavin Giovannoni, sperimentatore principale dello studio
presso l’Institute of Cell and Molecular Science, Barts and The London
School of Medicine and Dentistry di Londra, Regno Unito.
“Siamo molto soddisfatti dell’esito positivo dello studio CLARITY
– ha affermato Elmar Schnee, Presidente di Merck Serono.
“Questo è un entusiasmante progresso nella ricerca clinica nella
sclerosi multipla ed un importantissimo passo avanti verso una terapia
orale per i pazienti che convivono con questa condizione.”
I risultati emersi da entrambi i gruppi sottoposti a trattamento con
Cladribina compresse inclusi in questo studio hanno dimostrato una
riduzione statisticamente significativa della quota di ricadute
annualizzate, rispetto al gruppo placebo (end-point primario). I
pazienti del gruppo con il dosaggio totale più basso hanno manifestato
una riduzione relativa del 58% nel tasso di recidive annualizzato
rispetto al gruppo placebo (0,14 versus 0,33 nel gruppo placebo ;
p<0,001). I pazienti del gruppo con il dosaggio totale più alto hanno
registrato una riduzione relativa del 55% nella quota di ricadute
annualizzate rispetto al gruppo placebo (0,15 versus 0,33; p<0,001).
La proporzione di pazienti liberi da ricadute (uno degli end-point
secondari dello studio) è stata significativamente più elevata nei
gruppi di trattamento con Cladribina compresse rispetto al gruppo
placebo. Nei due anni dello studio, l’80% dei pazienti trattati con
Cladribina compresse a basso dosaggio e il 79% di quelli trattati con
dosaggio totale più alto non hanno manifestato recidive cliniche
rispetto al 61% dei pazienti del gruppo placebo (p<0,001 per entrambi i
dosaggi). Ne consegue che il rischio relativo di ricadute nei pazienti
trattati con le compresse di Cladribina era circa la metà di quello
osservato nei pazienti placebo.
Durante i due anni di svolgimento dello studio, il trattamento con
Cladribina compresse ha ridotto di oltre il 30% il rischio di
progressione della disabilità (un altro endpoint secondario) rispetto al
placebo (regime a bassa dosaggio: hazard ratio=0,67; p=0,018 – regime ad
alto dosaggio: hazard ratio=0,69; p=0,026). La progressione della
disabilità era determinata dall’aumento di uno o più punti nella scala
di valutazione EDSS (Expanded Disability Status Scale) confermato negli
ultimi tre mesi (o di almeno 1,5 punti se l’EDSS alla basale era 0;
oppure di 0,5 punti se l’EDSS alla basale era pari o superiore a 5
punti).
Riduzioni continuative e statisticamente significative nei diversi tipi
di lesioni cerebrali - come evidenziato da ogni principale endpoint
secondario prespecificato, determinate mediante risonanza magnetica per
immagini - sono state coerenti con gli esiti clinici. Nei due anni di
durata dello studio, entrambi i dosaggi con Cladribina compresse hanno
dimostrato una riduzione statisticamente significativa di almeno il 70%
nel numero medio di lesioni attive captanti gadolinio in T1 per soggetto
per esame, nel numero medio di lesioni in T2 per soggetto per esame,
nonché nel numero medio di lesioni uniche combinate per soggetto per
esame rispetto al placebo (le riduzioni erano comprese tra il 73% e
l’88% a seconda del parametro RMN e del gruppo di dosaggio; p<0,001 per
ciascuno di questi parametri RMN e per entrambi i dosaggi).
Nel complesso, la frequenza degli eventi avversi secondo la
classificazione per sistemi ed organi MedDRA (MedDRA System Organ Class)
in entrambi i gruppi di trattamento con Cladribina è sovrapponibile a
quella osservata nel gruppo placebo. Gli eventi avversi segnalati con
maggior frequenza sono stati: cefalea, nasofaringite, infezioni delle
alte vie respiratorie e nausea. La linfopenia, un evento previsto sulla
base del presunto meccanismo d'azione della cladribina, si è manifestata
con maggior frequenza nei gruppi di trattamento con Cladribina compresse
(regime a basso dosaggio: 22%; regime ad alto dosaggio: 31%; placebo:
2%).
Il tasso totale e l'incidenza delle infezioni nei pazienti trattati con
Cladribina compresse e con placebo sono state simili. Sono state
segnalate infezioni da herpes zoster nel 2,3% dei pazienti trattati con
la formulazione orale di Cladribina. Queste infezioni erpetiche erano
localizzate a livello cutaneo ed hanno risposto positivamente dopo
essere state opportunamente trattate.
Nel corso dello studio sono stati segnalati quattro casi di neoplasie
maligne nei pazienti trattati con Cladribina compresse (carcinoma
cervicale di stadio 0, melanoma, carcinoma ovarico e tumore del
pancreas); un caso di coriocarcinoma, sopravvenuto alla 14ª settimana di
gestazione, è stato riportato in una paziente che era stata trattata con
Cladribina e che aveva iniziato la gravidanza 6 mesi dopo la conclusione
dello studio. Le neoplasie maligne osservate sono state casi isolati,
che si sono manifestati in sistemi ed organi diversi. Gli studi clinici
attualmente in corso con Cladribina compresse hanno lo scopo di ottenere
dati su una più ampia popolazione di pazienti e in un periodo di
trattamento più lungo, che consentiranno di raccogliere informazioni più
complete sulla sicurezza.
Merck Serono ha in programma di richiedere la registrazione di
Cladribina compresse all'Agenzia Europea per i Medicinali (EMEA) e alla
Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti nella metà del
2009.
Informazioni sullo studio CLARITY
CLARITY è uno studio internazionale, randomizzato, in doppio cieco verso
placebo, della durata di due anni (96 settimane), in cui sono stati
arruolati 1.326 pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente,
diagnosticata in base ai criteri di McDonald riveduti. I pazienti che
hanno partecipato allo studio sono stati randomizzati ed inseriti in uno
di tre diversi gruppi di trattamento, che prevedevano due diversi regimi
di dosaggio di Cladribina compresse o di compresse corrispondenti di
placebo (rapporto 1:1:1). Durante il primo anno, le compresse di
cladribina sono state somministrate in due o quattro cicli di
trattamento, ognuno dei quali consisteva in una somministrazione
quotidiana per quattro o cinque giorni consecutivi. Ciò significa che
ciascun paziente arruolato ha assunto, nel primo anno, le compresse di
cladribina per un periodo che andava da 8 a 20 giorni. Nel secondo anno,
sono stati somministrati due cicli di trattamento a tutti i gruppi di
pazienti. L’endpoint primario dello studio CLARITY era la percentuale di
recidive qualificate alla 96ª settimana. Gli endpoint secondari hanno
incluso i risultati della risonanza magnetica per immagini, la
proporzione di soggetti liberi da ricadute e la progressione della
disabilità alla 96ª settimana. Su 1.326 pazienti randomizzati, il 90%
dei trattati con Cladribina compresse ha completato lo studio (92% nel
gruppo con il dosaggio totale più basso e 89% nel gruppo con dosaggio
totale più alto) rispetto all’87% del gruppo placebo.
Informazioni su Cladribina compresse
La formulazione orale della Cladribina (Cladribina compresse), proprietà
esclusiva di Merck Serono è attualmente sperimentata in Fase III come
trattamento in pazienti con forme recidivanti di sclerosi multipla. La
cladribina è una piccola molecola in grado di interferire con il
comportamento e la proliferazione di alcuni globuli bianchi, in
particolare i linfociti, che sono coinvolti nel processo patologico
della SM.
Il programma di sviluppo clinico delle compresse di cladribina include:
ampliamento dello studio CLARITY (CLAdRIbine Tablets Treating MS OrallY):
un ampliamento dello studio CLARITY a due anni, controllato con placebo,
messo a punto per fornire dati sulla sicurezza ed efficacia a lungo
termine della somministrazione prolungata di Cladribina compresse per un
periodo massimo di quattro anni;
lo studio ORACLE MS (ORAl CLadribine in Early MS): uno studio a due anni
di Fase III, controllato con placebo, disegnato a valutare l’efficacia e
la sicurezza di Cladribina compresse in monoterapia nei pazienti a
rischio di sviluppare sclerosi multipla (pazienti che hanno manifestato
un primo evento clinico indicativo di SM). Questo studio è stata
annunciato nel settembre 2008;
lo studio ONWARD (Oral Cladribine Added ON To Rebif New Formulation in
Patients With Active Relapsing Disease): uno studio di Fase II
controllato con placebo, disegnato principalmente per valutare la
sicurezza e tollerabilità dell’impiego aggiuntivo del trattamento con
Cladribina compresse nei pazienti con forme recidivanti di SM, nei quali
si è verificata una progressione della malattia breakthrough nel corso
di una terapia consolidata con interferone beta. Questo studio è stata
annunciato nel gennaio 2007.
La Cladribina compresse ha ottenuto dalla Food and Drug Administration
il riconoscimento del “fast track”, una procedura di registrazione
abbreviata, basata sulla necessità di una terapia orale in un
sottoinsieme di pazienti con forme recidivanti di sclerosi multipla.