Genova Anno VI - n°37 - 19.02.2009 Pagine Nazionali

del 28/04/2009

 

Influenza Suina: Il parere di Walter Pasini


Walter Pasini

Non vi è ormai più dubbio che l’influenza da virus suino A/H1N1 stia assumendo i caratteri di una pandemia che si diffonderà in tempi più o meni brevi in tutti i continenti. Le caratteristiche di aggressività non sono ancora chiare, ma la presenza contemporanea di casi in diversi Stati degli USA e in varie zone del Messico lasciano intendere che sarà molto difficile contenerla.

Considerando che ogni annosi registrano più di 800 milioni di arrivi alle frontiere internazionali, sarà molto difficile evitare che l’epidemia si propaghi in altri continenti.

Fin dai tempi della Grande Peste Nera del 1317, i viaggi internazionali hanno rappresentato un mezzo di diffusione delle grandi epidemie. Pur in assenza di una conoscenza degli agenti eziologici delle malattie, gli Stati ricorsero nei secoli a misure di prevenzione e controllo del contagio come la costruzione di lazzaretti per la misure di contumacia, la sospensione di fiere e mercati, l’obbligo di patenti e fedi di sanità per i viaggiatori via mare e terra.

Come dimostrato recentemente dalla SARS, i viaggi internazionali rappresentano oggi,molto più che un tempo, un mezzo di rapida diffusione del contagio, soprattutto in caso di malattie trasmesse per via aerea, come l’influenza.

Grande importanza avranno, per ritardare l’arrivo della pandemia influenzale in Italia, le misure che si adotteranno nei porti e negli aeroporti e la sorveglianza epidemiologica dei casi.

Il Giappone ha già adottato la metodica di controllo della temperatura corporea in tutti i viaggiatori provenienti dal Messico.

Un altro elemento di vantaggio di cui disponiamo è la stagionalità. I casi di influenza da virus suino che si dovessero presentare sono molto più facilmente diagnosticabili in primavera quando l’influenza stagionale è terminata. Sarebbe stato impossibile identificare questi casi in inverno. Grande importanza assume dunque la diagnosi precoce dei nuovi casi.

Quando l’epidemia si diffonderà in altri paesi, saranno praticamente inutili le misure di controllo negli aeroporti ed assumerà invece un ruolo strategico fondamentale l’uso degli antivirali nella cura dei malati e nella prevenzione specie di alcune categorie di persone, come ad esempio il personale sanitario. Per contenere la diffusione del contagio sarà di fondamentale importanza trattare i casi nelle 48 ore dall’esposizione ed adottare strategie di profilassi per i contatti.



Walter Pasini
Direttore Centro di Global Health


 

 






 
 
 
 

  



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