Genova Anno VI - n°37 - 19.02.2009 Pagine Nazionali

del 28/04/2009

 

Nasce un team per il trattamento delle sindromi dolorose pelviche croniche


Più diffuso dell'emicrania e dell'asma, con conseguenze fisiche, affettive e comportamentali ben più gravi. Sono circa 4 su 100 le donne che soffrono di dolore pelvico cronico, una sindrome difficile da individuare e da trattare che colpisce a qualsiasi età e comporta importanti implicazioni psicologiche: il 17.1% di chi ne è affetto soffre di depressione, e il 4% di depressione maggiore, fino al suicidio.

Il dolore pelvico viene catalogato come cronico se persiste per 6 o più mesi e colpisce soprattutto le donne, tre volte di più che gli uomini. Diagnosticare il dolore pelvico può essere estremamente difficile, soprattutto perché può essere causato da un elevato numero di disturbi di diversa origine, ginecologici, riproduttivi, gastrointestinali, urinari, muscolo-scheletrici.

“Il tempo medio di diagnosi di una sindrome dolorosa pelvica cronica è di circa 4 anni - spiega Francesco Cappellano, responsabile Servizio di Neuro-Urologia dell'IRCCS MultiMedica di Sesto San Giovanni -. Mediamente vengono consultati 8 specialisti e vengono prescritti farmaci sintomatici che vanno dal paracetamolo alla morfina. È sempre difficile individuare con precisione questa sindrome. C'è il rischio di includere patologie non effettivamente correlate e considerare il dolore pelvico cronico come un raccoglitore di 'casi irrisolti' per i problemi urologici, ginecologici e colon-proctologici”.

Sono pochissimi i centri in Italia e in Europa in grado di garantire una copertura a 360° del problema, con una valutazione e una terapia completa e interdisciplinare.

Proprio per questo presso l'IRCCS MultiMedica è stato costituito un “Pain Team” dedicato, formato da Neuro-Urologo, Neurologo, Neurofisiologo, Psicologo Clinico, Fisiatra, Fisioterapista, infermieri specializzati in riabilitazione e diagnostica funzionale che collaborano attivamente per la diagnosi e la terapia delle sindromi dolorose pelviche croniche con approcci e tecniche all’avanguardia a livello internazionale.

“Oltre alla difficoltà diagnostica, altrettanto difficile è la scelta della terapia – spiega Cappellano - Infatti, la terapia medica funziona poco (circa nel 20% dei casi) con risultati sovrapponibili fra placebo e farmaci, e la terapia riabilitativa non è superiore con risultati che si attestano sul 30% .La terapia chirurgica è sicuramente invasiva e i risultati riportati in letteratura sono quanto meno ottimistici, visto che viene detto ai pazienti che i risultati si vedono dopo 24 – 36 mesi”.

Per quanto riguarda la terapia, presso l'IRCCS MultiMedica sono utilizzate infiltrazioni dei nervi sotto guida elettrofisiologica e neuromodulazione dei nervi periferici con sistemi elettronici impiantabili. Ad oggi sono stati circa 100 i pazienti trattati, con risultati clinici (64% di successo) incoraggianti.

 

 






 
 
 
 

  



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