Genova Anno VI - n°37 - 19.02.2009 Pagine Nazionali

del 24/04/2009

 

Sono andato in africa per operare i bisognosi


“Abbiamo avuto un’accoglienza splendida proprio nella settimana in cui sono stati rapiti i medici nel Darfur. Noi, invece, siamo stati visti come una salvezza, accolti come se avessimo portato l’acqua. Questo deve farci comprendere quanto in Africa ci sia bisogno di noi medici”. Il Professor Giampiero Campanelli, Ordinario di Chirurgia generale all’Università dell’Insubria di Varese, che vive e opera a Milano e a Castellanza, è appena tornato dalla sua missione nel Wenchi, una zona rurale del Ghana, dove è stato con la sua equipe per curare i malati di ernia della parete addominale, e invita la comunità medica a non lasciarsi intimorire dal rapimento dei medici avvenuto in Darfur giorni fa. “Abbiamo lavorato dalle 7 del mattino alle 7 di sera, operato 40 persone tra adulti e bambini in un ospedale primitivo con sale operatorie dai sistemi di sterilizzazione rudimentali, abbiamo aiutato la gente per strada. Quando si è sparsa la voce del nostro arrivo, abbiamo ricevuto richieste di aiuto ovunque e per diversi tipi di patologie. Abbiamo così deciso di fare il maggior numero di visite e consultazioni possibile”.

Il Professor Campanelli è alla sua sesta missione umanitaria: quattro nella Repubblica Dominicana e due in Africa. Questa volta la scelta è ricaduta su una zona completamente rurale del Ghana, a 7 ore di auto dalla capitale Accra: il Wenchi. L’area è popolata da 150mila abitanti che per la maggior parte vivono in casa di legno e fango e non godono della minima assistenza sanitaria. Il 90% dei pazienti non viene curato e la fascia più colpita è quella giovanile.

“L’ernia in Ghana, per diffusione, è la seconda malattia e ha un enorme impatto sanitario ed economico. Questo si traduce in un alto tasso di mortalità pari al 10% e nell’impossibilità di svolgere la principale attività del Paese che per il 55% è l’agricoltura. Abbiamo sfruttato al massimo il tempo che avevamo a disposizione, ma sarà necessario per molti anni effettuare un alto numero di interventi per eliminare la quantità enorme di casi accumulati. Abbiamo operato bambini soprattutto ai testicoli, ad ernie addominale ed ombelicali. Gli adulti per idroceli, varicoceli e ricostruzione della parete addominale. La scelta di tornare per la seconda volta in Ghana è motivata dal fatto che è ormai necessario fronteggiare un dramma purtroppo ancora ignorato. Il Governo non prevede l’ospedalizzazione e quindi sono veramente pochi quelli che a pagamento possono farsi operare”.

A due anni dalla prima missione in Ghana, a Takoradi, il Professor Campanelli sottolinea i primi risultati e la soddisfazione per un grande progetto realizzato grazie alla campagna di solidarietà europea: il centro chirurgico nell’ospedale di Takoradi, realizzato nell’ambito dell’Hernia Project, è oggi diventato il punto di riferimento di tutte le missioni umanitarie dei paesi europei aderenti alla European Hernia Society. “Ogni anno vengono promosse sei o sette delegazione di medici dall’Europa verso il Ghana poiché grazie al nostro progetto è stato individuato un canale attraverso il quale portare il proprio aiuto” conclude Campanelli.

 

 






 
 
 
 

  



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