In
Italia negli ultimi 20 anni il numero degli interventi dovuti alle
patologie degenerative della colonna vertebrale è aumentato di otto
volte. Le lesioni e i cedimenti strutturali della colonna vertebrale
sono diventati un problema sociale poiché rappresentano la terza causa
di assenza dal lavoro. Se non adeguatamente trattate, queste patologie
procurano stati cronici di dolore lombare, che si possono irradiare fino
agli arti inferiori, e progredire in disabilità anche permanenti. Quando
i trattamenti conservativi nel trattamento delle fratture semplici come
busto e gesso, le a terapia farmacologia nelle patologie degenerative,
risultano fallimentari, è necessario impiegare tecniche di trattamento
chirurgico.
Oggi, grazie all’adozione di un’innovativa procedura chirurgica di
stabilizzazione percutanea mini-invasiva, è possibile recuperare in modo
eccellente l’assetto anatomico-funzionale della colonna vertebrale, a
fronte di una riduzione sostanziale delle complicazioni post operatorie
–cicatrici e danni muscolari conseguenti pericolo di infezione e lunghi
tempi di ripresa per il paziente – che sono legate all’impiego delle
procedure chirurgiche convenzionali.
La tecnica, dal nome commerciale Longitude®, consente la stabilizzazione
dei segmenti vertebrali lesionati attraverso un impianto che richiede
minime incisioni: in questo modo, il trauma chirurgico, connesso alla
perdita ematica e al dolore post-operatorio, si riduce in modo
sostanziale, a grande beneficio del paziente. “Questa tecnica mini
invasiva di stabilizzazione posteriore si realizza attraverso la
sintesi, per via percutanea, di una barra di connessione ai segmenti
vertebrali tramite piccole viti peduncolari. L’operazione viene eseguita
attraverso mini incisioni, della misura di massimo 1,5 cm, sotto
controllo scopico del chirurgo.” afferma il dottor Stefano
Boriani, specialista in Ortopedia e Traumatologia “Le procedure
mini-invasive di questo tipo riducono drasticamente le complicazioni
chirurgiche, l’uso di sostanze farmaceutiche, e possono essere adattate
al singolo paziente, permettendogli di mantenere una completa motilità
della colonna e riducendo sensibilmente i tempi di ospedalizzazione”
L’età media delle persone che in Italia soffrono di patologie
degenerative della colonna vertebrale è di 45-50 anni. Si tratta di
problemi legati a naturale della colonna vertebrale, Il dato
epidemiologico è in crescita,
Tutte queste considerazioni rendono l’utilizzo delle tecniche
mini–invasive uno standard chirurgico ormai di prassi. Non sempre
infatti è possibile intervenire con i trattamenti conservativi, come i
busti gessati, a causa dei lunghi periodi di immobilizzazione a letto
richiesti da questo tipo di terapie. Inoltre, sono trattamenti che
possono provocare innumerevoli complicanze, di tipo psicologico e
fisico, che difficilmente possono essere accettate in particolare dal
paziente anziano o dal paziente facente ancora parte della fascia in
attività della popolazione, che ha fretta di tornare alle sue normali
attività quotidiane.
L’intervento mini-invasivo viene eseguito in anestesia generale, ha una
durata di circa un’ora e mezzo/ due, e comporta un tempo di degenza
ospedaliera di circa 4 giorni.
“Da quando nel 2005 è stata introdotta Longitude®, la procedura ha dato
ottimi risultati – ha aggiunto il Dottor Boriani - Con
l’introduzione di questa innovativa metodologia, i pazienti sono in
grado di ritornare da subito alla loro vita quotidiana e dopo poche
settimane, di riprendere l’attività sportiva.”