Genova Anno VI - n°37 - 19.02.2009 Pagine Nazionali

del 23/04/2009

 

Meno dolore alla colonna vertebrale con la chirurgia mini invasiva


In Italia negli ultimi 20 anni il numero degli interventi dovuti alle patologie degenerative della colonna vertebrale è aumentato di otto volte. Le lesioni e i cedimenti strutturali della colonna vertebrale sono diventati un problema sociale poiché rappresentano la terza causa di assenza dal lavoro. Se non adeguatamente trattate, queste patologie procurano stati cronici di dolore lombare, che si possono irradiare fino agli arti inferiori, e progredire in disabilità anche permanenti. Quando i trattamenti conservativi nel trattamento delle fratture semplici come busto e gesso, le a terapia farmacologia nelle patologie degenerative, risultano fallimentari, è necessario impiegare tecniche di trattamento chirurgico.

Oggi, grazie all’adozione di un’innovativa procedura chirurgica di stabilizzazione percutanea mini-invasiva, è possibile recuperare in modo eccellente l’assetto anatomico-funzionale della colonna vertebrale, a fronte di una riduzione sostanziale delle complicazioni post operatorie –cicatrici e danni muscolari conseguenti pericolo di infezione e lunghi tempi di ripresa per il paziente – che sono legate all’impiego delle procedure chirurgiche convenzionali.

La tecnica, dal nome commerciale Longitude®, consente la stabilizzazione dei segmenti vertebrali lesionati attraverso un impianto che richiede minime incisioni: in questo modo, il trauma chirurgico, connesso alla perdita ematica e al dolore post-operatorio, si riduce in modo sostanziale, a grande beneficio del paziente. “Questa tecnica mini invasiva di stabilizzazione posteriore si realizza attraverso la sintesi, per via percutanea, di una barra di connessione ai segmenti vertebrali tramite piccole viti peduncolari. L’operazione viene eseguita attraverso mini incisioni, della misura di massimo 1,5 cm, sotto controllo scopico del chirurgo.” afferma il dottor Stefano Boriani, specialista in Ortopedia e Traumatologia “Le procedure mini-invasive di questo tipo riducono drasticamente le complicazioni chirurgiche, l’uso di sostanze farmaceutiche, e possono essere adattate al singolo paziente, permettendogli di mantenere una completa motilità della colonna e riducendo sensibilmente i tempi di ospedalizzazione”

L’età media delle persone che in Italia soffrono di patologie degenerative della colonna vertebrale è di 45-50 anni. Si tratta di problemi legati a naturale della colonna vertebrale, Il dato epidemiologico è in crescita,

Tutte queste considerazioni rendono l’utilizzo delle tecniche mini–invasive uno standard chirurgico ormai di prassi. Non sempre infatti è possibile intervenire con i trattamenti conservativi, come i busti gessati, a causa dei lunghi periodi di immobilizzazione a letto richiesti da questo tipo di terapie. Inoltre, sono trattamenti che possono provocare innumerevoli complicanze, di tipo psicologico e fisico, che difficilmente possono essere accettate in particolare dal paziente anziano o dal paziente facente ancora parte della fascia in attività della popolazione, che ha fretta di tornare alle sue normali attività quotidiane.

L’intervento mini-invasivo viene eseguito in anestesia generale, ha una durata di circa un’ora e mezzo/ due, e comporta un tempo di degenza ospedaliera di circa 4 giorni.

“Da quando nel 2005 è stata introdotta Longitude®, la procedura ha dato ottimi risultati
– ha aggiunto il Dottor Boriani - Con l’introduzione di questa innovativa metodologia, i pazienti sono in grado di ritornare da subito alla loro vita quotidiana e dopo poche settimane, di riprendere l’attività sportiva.”

 

 






 
 
 
 

  



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