Genova Anno VI - n°37 - 19.02.2009 Pagine Nazionali

del 21/04/2009

 

Difetti di memoria e demenza


I difetti cognitivi non necessariamente sfociano nella demenza. E’ quanto si sostiene in uno studio pubblicato su Acta Psychiatr Scand. 2009 (119: 252-65). Sembra infatti che il numero dei pazienti con lievi difetti cognitivi che progrediscono verso la demenza è al massimo la metà di quanto finora era stato previsto: un'ampia meta-analisi ha infatti dimostrato che il rischio cumulativo di progressione nell'arco di 10 anni varia fra il 30 ed il 50 percento, a fronte dell'opinione comune in base alla quale la progressione doveva essere del 10 percento all'anno, giungendo quindi al 100 percento nell'arco di 10 anni.

 

Anziché essere un invariabile stato di transizione fra il normale invecchiamento e la demenza, i lievi difetti cognitivi sono una condizione in cui alcuni pazienti rimangono statici, ed altri giungono anche a migliorare.

 

 

 






 
 
 
 

  



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