Gli
interventi sullo stile di vita di una famiglia che non solo modificano
la dieta e l’attività fisica, ma includono anche programmi di terapia di
comportamento, possono aiutare i bambini obesi a perdere peso e a
mantenere il risultato nei sei mesi successivi.
Inoltre in questa revisione Cochrane è emerso che negli adolescenti
l’effetto perdura a lungo, per ben 12 mesi dopo l’intervento. Se al
controllo del peso si aggiunge anche la somministrazione di farmaci come
orlistat e subutramine si potrebbe ottenere un beneficio ancora maggiore
negli adolescenti.
Questi risultati comportano un cambio di rotta rispetto alle conoscenze
che i medici avevano fino a poco tempo fa. Una revisione sistematica del
2003 non aveva trovato un numero sufficiente di dati per estrapolare
qualche conclusione riguardo gli effetti dei diversi programmi. Oggi
invece i ricercatori Cochrane sono riusciti a analizzare i dati di 64
studi randomizzati che coinvolgevano 5230 partecipanti, riuscendo così a
arrivare a conclusioni nette.
“È oggi chiaro che gli interventi sullo stile di vita delle famiglie
che includono un programma comportamentale mirato a cambiare le
abitudini di dieta e attività fisica, sono superiori rispetto ai
trattamenti standard o ai trattamenti che prevedono solo l’auto/mutuo
aiuto. Gli interventi comportamentali sullo stile di vita comportano una
maggiore diminuzione del sovrappeso e dell’obesità sia nei bambini che
negli adolescenti” ha sostenuto il ricercatore Hiltje Oude
Luttikhuis, che lavora presso il Beatrix Children’s Hospital e il
Dipartimento di Epidemiologia a Groningen.
L’obesità è divenuta un fenomeno epidemico nel mondo soprattutto nei
bambini e continua a mantenere il passo. L’International Obesity
Taskforce riporta come nel mondo il 10% dei bambini dai 5 ai 17 anni
sono sovrappeso e il 2-3% sono obesi. Il tasso di obesità pediatrica
adesso è del 30% in America e del 20% in Europa.
Nei paesi sviluppati (per es. Italia) sono i bambini svantaggiati da un
punto di vista socio-economico a essere più spesso sovrappeso, mentre
nei paesi in via di sviluppo sono i bambini di stato socio-economico
alto a essere più probabilmente sovrappeso.
“Ciò evidenza l’importanza di promuovere efficaci trattamenti per
bambini e adolescenti già colpiti dal problema dell’obesità” afferma
il collaboratore di Oude Luttikhuis, Professor Louise Baur,
pediatra del The Children’s Hospital di Westmead e dell’Università di
Sydney.
Ci sono ancora molte domande che non hanno risposta. “ E’ necessario
trovare quale parte o caratteristica dei differenti interventi sia
migliore, e capire come lavorano gli interventi comportamentali per
differenti gruppi di bambini, considerando la loro età, sesso, stato
socio-economico, religione o etnia. Dobbiamo anche capire l’effettiva
importanza dell’auto-stima nell’influenzare il successo di un
intervento, e se ci sono altre caratteristiche legate a particolari
comportamenti dei parenti che possono modificare il successo della
terapia” ci ha detto Oude Luttikhuis.