Genova Anno VI - n°37 - 19.02.2009 Pagine Nazionali

del 16/04/2009

 

Haring e il Futurismo rivisitati dai bambini ammalati


Dal 20 aprile al 30 maggio all’Istituto dei Tumori di Milano saranno esposte le opere realizzate dai bambini e ragazzi ricoverati nel reparto di Pediatria Oncologica. In due percorsi distinti si potranno vedere riproduzioni di opere di Haring – Visitando Haring – e dei Futuristi – Pillole…di Futurismo –. La mostra, con il Patrocinio degli Assessorati alla Cultura ,alla Famiglia, Scuola e Politiche Sociali e alla Salute del Comune di Milano, è stata realizzata grazie alla generosa collaborazione delle educatrici del Reparto di Pediatria che hanno proposto ai piccoli pazienti ricoverati di riprodurre le opere.


L’Accademia di Belle Arti di Brera, con il Prof. Luca Ghirardosi, docente di Allestimento degli spazi espositivi, e i suoi studenti hanno curato l’allestimento e l’Agenzia Cabrini Associati si è occupata di tutta la grafica della mostra. Si ringraziano per il contributo alla realizzazione del catalogo e all’allestimento Bipiemme Gestioni e la casa editrice Gruner+Jahr/Mondadori.
“La malattia è destabilizzante e lo diventa ancor più quando il paziente è ricoverato. – ha dichiarato Alberto Scanni, Direttore Generale dell’INT – In questa situazione può accadere che le capacità espressive, se sollecitate, emergano prepotentemente e divengano elementi di equilibrio e serenità, soprattutto nelle prime fasi della vita in cui, ingenuità, creatività, voglia di sperimentare sono particolarmente forti. Nella nostra pediatria si è lavorato per trasferire queste capacità nella rielaborazione di alcune opere di Keith Haring, interessante caposcuola del “graffitismo” in cui il linguaggio semplice e simbolico si avvicina particolarmente alla sensibilità infantile. Educatori e volontari hanno collaborato alla realizzazione di questo volume che esprime in maniera concreta il lavoro dei nostri piccoli pazienti. E’ un lavoro che presentiamo con orgoglio, giacchè , oltre ad esprimere l’impegno di tutti i nostri operatori, è una tappa di un percorso della Fondazione che ha non solo nel “curare”, ma nel prendersi cura a “tutto tondo” dei nostri piccoli malati, un obiettivo rilevante."
 

 

 






 
 
 
 

  



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