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Giovanni Andrea
Coppola |
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Identificato a Pavia il “bersaglio magico” di un nuovo farmaco molto
efficace nel trattamento della tubercolosi multiresistente ai farmaci.
Il gruppo di ricerca internazionale vede la presenza di scienziati
italiani dell’Università di Pavia.
La scoperta di un nuovo farmaco estremamente efficace nel trattamento
della tubercolosi multiresistente è pubblicata sull’ultimo numero di “Science”.
Alla scoperta, portata avanti da un gruppo di ricerca multidisciplinare
ed internazionale, ha dato un fondamentale contributo anche l’Italia,
grazie ai ricercatori dell’Università di Pavia, guidati da Giovanna
Riccardi, che hanno identificato il bersaglio cellulare di una nuova
classe di farmaci antitubercolari.
Un terzo della popolazione mondiale, circa 2 miliardi di persone, è
stato infettato dalla tubercolosi, e ogni anno nel mondo si hanno circa
8 milioni di nuovi casi, con oltre 2 milioni di morti, di cui il 98% nei
Paesi sottosviluppati. Ogni giorno quasi 25000 persone sviluppano la
malattia e 5000 ne muoiono. Sono questi solo alcuni dei dati diffusi
dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulla tubercolosi.
Africa e Asia sono i Continenti più colpiti, ma anche in Italia si
contano 5 mila nuovi casi ogni anno di cui il 40% si verifica tra gli
stranieri. È di pochi giorni fa la notizia di una donna nigeriana morta
a Bari, di un bambino colpito da TBC in Val di Non e di un ragazzo di 22
a Trento. Il micobatterio sarebbe presente nelle carceri italiane in una
percentuale allarmante: il 25% dei detenuti risulta positivo al test per
l'infezione da tubercolosi.
Inoltre l'insorgenza di ceppi multiresistenti ai farmaci antitubercolari
di prima e seconda generazione (MDR e XDR) costituisce una minaccia per
il controllo della malattia. Per oltre 550.000 casi l’anno, infatti, ci
sono poche speranze di salvezza a causa della multiresistenza sviluppata
dal batterio.
Da molto tempo, quindi, i ricercatori sentono l’esigenza di trovare
nuovi farmaci e nuovi bersagli terapeutici per cercare di controllare e
prevenire su larga scala le infezioni tubercolari.
Il lavoro pubblicato su Science dal gruppo di Microbiologia Molecolare
dell’Università di Pavia diretto dalla Prof.ssa Giovanna Riccardi
è collegato a questa importante problematica.
La ricerca si inserisce in un progetto finanziato dalla Commissione
Europea dal titolo “NEW MEDICINES FOR TUBERCULOSIS” coordinato dal
Prof. Stewart Cole, grazie al quale i ricercatori di Pavia hanno
identificato il bersaglio cellulare di una nuova classe di farmaci
antitubercolari: i Benzotiazinoni.
Il bersaglio dei benzotiazinoni identificato a Pavia è l’enzima Rv3790
essenziale per la vita del Mycobacterium tuberculosis e coinvolto nella
sintesi dell’arabinogalattano, un componente principale della parete
cellulare micobatterica. La parete micobatterica è fondamentale per
questo gruppo di batteri in quanto è molto più spessa rispetto a quella
degli altri microrganismi e determinante per la sopravvivenza nell’uomo
e la resistenza intrinseca agli antibiotici.
L’identificazione dell’enzima Rv3790 quale bersaglio dei benzotiazinoni
e della cisteina quale amminoacido responsabile del legame del farmaco
al bersaglio ha spinto i ricercatori pavesi verso nuovi possibili studi,
tra cui l’individuazione di altri microrganismi patogeni contro cui
utilizzare i benzotiazinoni.
Molte altre specie micobatteriche (M. bovis, M. leprae,M. gilvum, M.
vanbalenii, M. ulcerans, etc.) e alcuni attinomiceti (Nocardia farcinica,
Corynebacterium spp., Rhodococcus spp.), infatti, sono dotati di enzimi
riconducibili a strutture simili all’Rv3790 e sarebbero di conseguenza
molto sensibili ai benzotiazinoni.
Il M. bovis è responsabile della tubercolosi bovina, trasmissibile anche
all'uomo, mentre il M. leprae è l'agente eziologico della lebbra. La
Nocardia può causare infezioni opportunistiche nell’uomo e negli
animali. Fra i Corinebatteri la specie patogena più importante per
l’uomo è il C. diphtheriae, agente eziologico della difterite.
“Questa scoperta – spiega la prof.ssa Giovanna Riccardi,
responsabile del progetto presso l’Università di Pavia e coordinatrice
del gruppo di ricercatori pavesi - sarà importante sia per fini
diagnostici sia per lo studio di nuovi farmaci antitubercolari. Infatti,
anche se in letteratura sono stati identificati numerosi ipotetici
bersagli antitubercolari, la loro validità rimane da dimostrare. La
proteina Rv3790 appare invece fondamentale non solo per la vita di
patogeni estremamente pericolosi quali M. tuberculosis e M. leprae, ma
anche per microrganismi Gram-positivi strettamente correlati quali:
Corynebacterium, Nocardia e Rhodococcus. In passato l’isoniazide,
molecola antitubercolare per eccellenza, è stata definita un ‘proiettile
magico’ per la lotta alla tubercolosi: alla luce dei risultati ottenuti
presso l’Università di Pavia possiamo affermare che l’enzima Rv3790 è un
‘bersaglio magico’.”
La scoperta del gruppo di Pavia oltre che essere stata fondamentale per
la pubblicazione dell’articolo sulla rivista Science, è stata oggetto di
un brevetto internazionale.