Genova Anno VI - n°37 - 19.02.2009 Pagine Nazionali

del 15/04/2009

 

Tubercolosi – Ricercatori italiani scoprono il “bersaglio magico”


Giovanni Andrea Coppola - redazione@clicmedicina.it

Giovanni Andrea Coppola

Identificato a Pavia il “bersaglio magico” di un nuovo farmaco molto efficace nel trattamento della tubercolosi multiresistente ai farmaci. Il gruppo di ricerca internazionale vede la presenza di scienziati italiani dell’Università di Pavia.

La scoperta di un nuovo farmaco estremamente efficace nel trattamento della tubercolosi multiresistente è pubblicata sull’ultimo numero di “Science”. Alla scoperta, portata avanti da un gruppo di ricerca multidisciplinare ed internazionale, ha dato un fondamentale contributo anche l’Italia, grazie ai ricercatori dell’Università di Pavia, guidati da Giovanna Riccardi, che hanno identificato il bersaglio cellulare di una nuova classe di farmaci antitubercolari.

Un terzo della popolazione mondiale, circa 2 miliardi di persone, è stato infettato dalla tubercolosi, e ogni anno nel mondo si hanno circa 8 milioni di nuovi casi, con oltre 2 milioni di morti, di cui il 98% nei Paesi sottosviluppati. Ogni giorno quasi 25000 persone sviluppano la malattia e 5000 ne muoiono. Sono questi solo alcuni dei dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulla tubercolosi.
Africa e Asia sono i Continenti più colpiti, ma anche in Italia si contano 5 mila nuovi casi ogni anno di cui il 40% si verifica tra gli stranieri. È di pochi giorni fa la notizia di una donna nigeriana morta a Bari, di un bambino colpito da TBC in Val di Non e di un ragazzo di 22 a Trento. Il micobatterio sarebbe presente nelle carceri italiane in una percentuale allarmante: il 25% dei detenuti risulta positivo al test per l'infezione da tubercolosi.
Inoltre l'insorgenza di ceppi multiresistenti ai farmaci antitubercolari di prima e seconda generazione (MDR e XDR) costituisce una minaccia per il controllo della malattia. Per oltre 550.000 casi l’anno, infatti, ci sono poche speranze di salvezza a causa della multiresistenza sviluppata dal batterio.
Da molto tempo, quindi, i ricercatori sentono l’esigenza di trovare nuovi farmaci e nuovi bersagli terapeutici per cercare di controllare e prevenire su larga scala le infezioni tubercolari.
Il lavoro pubblicato su Science dal gruppo di Microbiologia Molecolare dell’Università di Pavia diretto dalla Prof.ssa Giovanna Riccardi è collegato a questa importante problematica.
La ricerca si inserisce in un progetto finanziato dalla Commissione Europea dal titolo “NEW MEDICINES FOR TUBERCULOSIS” coordinato dal Prof. Stewart Cole, grazie al quale i ricercatori di Pavia hanno identificato il bersaglio cellulare di una nuova classe di farmaci antitubercolari: i Benzotiazinoni.
Il bersaglio dei benzotiazinoni identificato a Pavia è l’enzima Rv3790 essenziale per la vita del Mycobacterium tuberculosis e coinvolto nella sintesi dell’arabinogalattano, un componente principale della parete cellulare micobatterica. La parete micobatterica è fondamentale per questo gruppo di batteri in quanto è molto più spessa rispetto a quella degli altri microrganismi e determinante per la sopravvivenza nell’uomo e la resistenza intrinseca agli antibiotici.
L’identificazione dell’enzima Rv3790 quale bersaglio dei benzotiazinoni e della cisteina quale amminoacido responsabile del legame del farmaco al bersaglio ha spinto i ricercatori pavesi verso nuovi possibili studi, tra cui l’individuazione di altri microrganismi patogeni contro cui utilizzare i benzotiazinoni.
Molte altre specie micobatteriche (M. bovis, M. leprae,M. gilvum, M. vanbalenii, M. ulcerans, etc.) e alcuni attinomiceti (Nocardia farcinica, Corynebacterium spp., Rhodococcus spp.), infatti, sono dotati di enzimi riconducibili a strutture simili all’Rv3790 e sarebbero di conseguenza molto sensibili ai benzotiazinoni.
Il M. bovis è responsabile della tubercolosi bovina, trasmissibile anche all'uomo, mentre il M. leprae è l'agente eziologico della lebbra. La Nocardia può causare infezioni opportunistiche nell’uomo e negli animali. Fra i Corinebatteri la specie patogena più importante per l’uomo è il C. diphtheriae, agente eziologico della difterite.


“Questa scoperta – spiega la prof.ssa Giovanna Riccardi, responsabile del progetto presso l’Università di Pavia e coordinatrice del gruppo di ricercatori pavesi - sarà importante sia per fini diagnostici sia per lo studio di nuovi farmaci antitubercolari. Infatti, anche se in letteratura sono stati identificati numerosi ipotetici bersagli antitubercolari, la loro validità rimane da dimostrare. La proteina Rv3790 appare invece fondamentale non solo per la vita di patogeni estremamente pericolosi quali M. tuberculosis e M. leprae, ma anche per microrganismi Gram-positivi strettamente correlati quali: Corynebacterium, Nocardia e Rhodococcus. In passato l’isoniazide, molecola antitubercolare per eccellenza, è stata definita un ‘proiettile magico’ per la lotta alla tubercolosi: alla luce dei risultati ottenuti presso l’Università di Pavia possiamo affermare che l’enzima Rv3790 è un ‘bersaglio magico’.”
La scoperta del gruppo di Pavia oltre che essere stata fondamentale per la pubblicazione dell’articolo sulla rivista Science, è stata oggetto di un brevetto internazionale.
 

 

 






 
 
 
 

  



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