Genova Anno VI - n°37 - 19.02.2009 Pagine Nazionali

del 06/04/2009

 

Farmaci, una rivoluzione nella ricetta


Stefania Bortolotti - redazione@clicmedicina.it

Cambia la strategia della terapia. Il paziente si cura meglio. Il Servizio Sanitario Nazionale soffre di meno. Una rivoluzione, solo per le malattie cardiovascolari, da tre miliardi e trecento milioni di euro l’anno che non escono dalle casse dello Stato. Ma il modello – condiviso dai medici di famiglia e dalle Asl – è estensibile a tutte le patologie. “Il progetto dei medici di famiglia – dice Giacomo Milillo, Segretario Generale della Federazione Italiana Medici di Medici Generale (FIMMG) – non è una delle tante idee su un foglio bianco, ma si sta già concretizzando con quattro corsi nazionali a Roma fra medici e famiglia e dirigenti del settore farmaceutico delle Asl per un percorso condiviso. Questa volta ai medici di famiglia e ai dirigenti del SSN si aggiungeranno gli specialisti, cento corsi in 88 Asl in tutte le Regioni. La filosofia è la concreta appropriatezza terapeutica. In uno slogan: il farmaco giusto al paziente giusto, senza condizionamenti tenendo, ovviamente conto del contesto economico. Andrebbero a goal il paziente, curato meglio, e il SSN con il “rosso” meno profondo”.

 

Sottolinea Donatella Alesso, responsabile della divisione formazione FIMMG/METIS che ha programmato l’iniziativa dei corsi: “Una strategia con in farmaco appropriato, anche se costoso, eviterà una spesa molto più pesante in termini di ospedalizzazione, invalidità, perdita di lavoro e addirittura di decessi, oltre naturalmente il grande dramma per il paziente e la sua famiglia. Resta inteso che il farmaco più innovativo ed efficace va riservato al paziente che ne ha effettivo bisogno per evitare il rischio di gravi complicanze”. Lo dicono i numeri che è una strategia positiva. Lo dicono i risultati di un’indagine di medici ed economisti, coordinata da Vincenzo Atella, Professore di economia alla Facoltà di Economia dell’Università “Tor Vergata” di Roma. “Abbiamo scelto le malattie cardiovascolari – dice Vincenzo Atella – ponendo una particolare attenzione all’ipercolesterolemia, perché rappresentano in Italia il 41,3% delle morti. Con una task force di medici ed economisti, abbiamo condotto un’indagine su un campione di 15.000 pazienti di medici di medicina generale per definire economicamente, nel complesso della realtà italiana, ma anche delle singole regioni, il risparmio annuo che si otterrebbe in termini di riduzione delle ospedalizzazioni se un maggior numero di pazienti con malattie cardiovascolari iniziasse al momento giusto e con il farmaco giusto una terapia ipolipidemizzante. E’ emerso che i vantaggi sarebbero già tangibili a breve termine: già alla fine del 2010 il risparmio sarebbe notevolissimo."

 

Aggiunge Roberto Vanesia, responsabile Commissione nazionale FIMMG Politica del Farmaco e coordinatore dei corsi: “Proprio per fare un discorso comune sulla cultura dell’appropriatezza terapeutica, la FIMMG è convinta che tutto ha origine nella Formazione e nella condivisione fra gli attori del sistema e cioè nella consapevole valutazione a più voci del problema. formare attraverso l’informazione." Conclude Enzo Manzato, Professore di Medicina Interna all’Università di Padova: “Le malattie cardiovascolari rappresentano la maggiore incidenza nel panorama della salute. Le terapie hanno un peso economico non indifferente. Non curare in modo precoce, con il farmaco giusto e per i tempi giusti questi pazienti a grande rischio con ipercolesterolemia può significare l’anticamera dell’ictus e dell’infarto."
 

 

 






 
 
 
 

  



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