Genova Anno VI - n°37 - 19.02.2009 Pagine Nazionali

del 03/04/2009

 

Aumentano i test per combattere le stragi del sabato sera


Calo record per le stragi del sabato sera sulle strade italiane: secondo i dati raccolti dal Ministero dell'Interno ed elaborati da Asaps (Associazione sostenitori amici della Polizia stradale) nei primi 3 mesi del 2009 le morti sulle strade calano del 20% e i feriti del 17%. "Risparmiate" 38 vite per incidenti nelle ore notturne, che calano del 31%. A EuroP.A. il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi: “Molte vite sono state salvate, ma bisogna essere ancora più incisivi e dare certezza alle sanzioni”. In arrivo 500 mila euro contro gli incidenti notturni

Sessantasette vite salvate e un calo del 32% nei decessi per gli incidenti del venerdì e del sabato notte sulle strade italiane. Dal palco della Fiera di Rimini, dove il salone EuroP.A. ospita il convegno su alcol e sostanze stupefacenti alla guida, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi illustra i dati che indicano un calo record nelle stragi del sabato sera: nei primi 3 mesi del 2009 gli incidenti mortali del week-end diminuiscono del 20,3% e, tra questi, i sinistri nelle ore notturne scendono del 31,4%. I decessi sono 263, ben 67 in meno dei 330 morti sulle strade registrati nei primi 3 mesi del 2008 e i feriti sono 8 mila, ovvero 1.700 in meno rispetto all’anno scorso. Le vittime di incidenti avvenuti nelle ore notturne sono 79, 38 in meno dell’anno scorso, con una diminuzione del 32%. Anche le due ruote registrano una picchiata di incidenti: calati dell'8,7% nel 2008, sono invece scesi del 22,3% dall'inizio dell’anno. "Merito - spiega Giovanardi - dell’incremento dei controlli con l’alcoltest, passati da 250 mila nel 2006 a un milione e mezzo nel 2008, ma anche di norme più severe come quelle riguardanti il ritiro dell’auto per chi guida ubriaco".

“Bisogna insistere su repressione e prevenzione - spiega il sottosegretario Giovanardi -. I numeri rappresentano la prova che non è vero che non si può fare nulla per evitare morti e feriti sulle strade”. Giovanardi annuncia anche che è in arrivo un emendamento al disegno di legge sulla sicurezza “che rende operativo il fondo contro l’incidentalità notturna, con uno stanziamento di 500 mila euro e un’altra parte di fondi provenienti dalle multe”. Oltre alle norme che prevedono “controlli obbligatori contro alcol e droga per i conducenti professionali, stiamo facendo esperimenti pilota per vincolare il rilascio di patente e patentino al superamento dei test antidroga”. Interventi necessari anche perché “oltre alle tragedie evitate, gli incidenti stradali sono straordinari anche per il loro peso economico: si pensi che costano circa il 2% del Pil”.

Certo, c’è ancora molto da fare, e il convegno organizzato a Rimini dall’Asaps all’interno di Euro.P.A. offre l’occasione al sottosegretario di affrontare anche il tema della cosiddetta “lobby” pro-alcol: “Con sanzioni più rigorose e una prevenzione più seria possiamo arrivare al 50% di decessi in meno – spiega il sottosegretario – ma in Parlamento c’è una lobby che cerca di annullare il divieto di distribuire alcolici dopo le 2 di notte nei locali che fanno intrattenimento”. Un altro ostacolo sulla lotta all’alcol è rappresentato dal “pericolo che le norme siano svuotate dall’interno, quando i giudici non avallano le sanzioni”.

Se il 2009 si annuncia come particolarmente positivo vista la diminuzione degli incidenti del sabato sera, già nel 2008 si registrava un calo di morti e feriti. Secondo i dati divulgati da Giovanardi a Euro.P.A. , tra il 2007 e il 2008 gli incidenti del week-end sono passati da 60 mila a 54 mila, con 113 decessi in meno (da 1692 a 1579 persone) e 4.400 feriti in meno (da 47 a 43 mila). Insomma meno morti e meno incidenti anche se, spiega Giordano Biserni, presidente Asaps “gli atti di pirateria stradale sono in crescita: nel 2008 si sono registrati 323 episodi, con 93 morti e 331 feriti. Il 43% dei pirati della strada risultano positivi ai test antialcol e antidroga, ma spesso si tratta di dati in difetto visto che molte persone vengono identificate soltanto giorni dopo aver commesso il reato”.

 

 

 






 
 
 
 

  



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