Le
ultime tre decadi sono state caratterizzate da un notevole aumento nella
prevalenza delle malattie allergiche, in particolar modo nell’infanzia.
Questo dato emerge da un recentissimo studio multicentrico e
internazionale pubblicato sulla rivista Allergy: European Journal of
Allergy and Clinical Immunology, che ha indagato lo stato di
sensibilizzazione allergica nei primi due anni di vita dei bambini ad
alto rischio di sviluppare malattie allergiche e la possibile relazione
con l’esposizione a diversi fattori, tra cui quelli ambientali.
Acari della polvere di
casa: il primo alleato delle allergie
Nei bambini studiati la
percentuale di sensibilizzazione agli allergeni inalanti è elevata
(31%): 23% dei bambini è allergico agli acari della polvere della casa,
il 13% alla forfora del gatto, l’8% al polline degli alberi, l’8% al
polline delle graminacee, il 3% all’alternaria; in molti casi la
sensibilizzazione è nei confronti di più allergeni. In generale, in
tutti i Paesi analizzati la sensibilizzazione allergica più frequente
tra gli aeroallergeni è quella verso gli acari della polvere di casa.
Il Prof. Fernando Maria de Benedictis, Direttore dell’Unità
Operativa di Pediatria dell’Ospedale Pediatrico Salesi di Ancona, che ha
partecipato allo studio, afferma che la sensibilizzazione agli acari
della polvere è quella più diffusa, sia nella popolazione infantile
italiana sia nella popolazione adulta. “Il rischio di
sensibilizzazione per un bambino figlio di genitori entrambi atopici è
notevolmente più elevato (circa 60% di probabilità di sviluppare
l’allergia) rispetto a quello di un figlio di genitori sani (circa 10%
di rischio allergico); essendo comunque bassa l’incidenza di coppie di
genitori entrambi atopici, la maggior parte dei bambini atopici proviene
da genitori normali; in questi casi i fattori ambientali hanno
evidentemente un ruolo determinante”.
In Italia negli ultimi 10 anni si è rilevato un incremento
significativo, del 10%, alla sensibilizzazione allergica agli acari
della casa.
I rischi e le strategie preventive
I bambini che presentano sensibilizzazione allergica ed eczema atopico
in tenera età sono maggiormente predisposti allo sviluppo di asma e
malattie allergiche respiratorie in età adulta.
È importante dunque la prevenzione che, come spiega il Prof. de
Benedictis, è di due tipi: una prevenzione primaria per evitare che
un individuo geneticamente predisposto, cioè figlio di genitori atopici,
si sensibilizzi e una prevenzione secondaria, nei confronti dei soggetti
già sensibilizzati con elevato rischio di contrarre l’allergia.
Nel primo caso la prevenzione più efficace si ottiene associando una
serie di misure di intervento, quali la dieta alimentare della mamma,
l’allattamento al seno e la prevenzione ambientale; nel secondo caso
invece assume un ruolo importante l’adozione di attente misure verso i
fattori ambientali, responsabili di manifestazioni allergiche.
Le manifestazioni delle allergie derivano dunque sia da fattori genetici
che da fattori ambientali ed è per questo che gli interventi di
prevenzione, come sottolinea il Prof. de Benedictis, “devono
essere multipli e agire su più livelli; è poco verosimile che le singole
misure preventive siano da sole sufficienti a impedire l’insorgere delle
allergie respiratorie”.
Precauzioni in casa: il primo passo per proteggere i bambini
In ambito di prevenzione
ambientale è stato osservato che l’esposizione domestica ad alte
concentrazioni di acari della polvere e al fumo di sigaretta è in grado
di favorire la progressione delle malattie allergiche nei soggetti
predisposti.
La Società Italiana di Allergologia e Immunologia Clinica fornisce
alcuni consigli utili nella pratica quotidiana per la riduzione degli
acari e dei loro allergeni, tra cui l’utilizzo di coprimaterassi e
copricuscini antiallergici, lavaggio della biancheria della casa almeno
una volta alla settimana con acqua calda, pulizia frequente degli
ambienti con aspirapolvere con filtro HEPA ed eliminazione di moquette.
Sono queste le principali strategie che si possono facilmente adottare
tutti i giorni in maniera simultanea per ottimizzare la riduzione degli
aeroallergeni in casa a beneficio soprattutto dei più piccoli.
La tecnologia: un valido aiuto nella prevenzione
Moderne tecnologie
facilitano l’applicazione di tali misure preventive nell’ambito della
vita quotidiana.
Esistono strumenti innovativi di lavaggio che, utilizzando il vapore,
sono in grado di igienizzare il bucato riducendo allergeni, batteri e
funghi.
La lavatrice a vapore LG è un ottimo esempio di tecnologia innovativa a
beneficio della salute: su di essa sono stati effettuati nel 2008 studi
scientifici presso l’Università degli Studi di Milano, che hanno
dimostrato la capacità di riduzione degli allergeni, della carica
microbica e della carica virale nel bucato, attraverso lavaggi a basse
temperature (30°) e anche in assenza di detersivi, grazie all’utilizzo
del vapore.
Nello specifico degli allergeni, gli studi hanno valutato la riduzione
dell’allergene del pelo di gatto e dell’aeroallergene dell’acaro della
polvere di casa in seguito a due diversi programmi di lavaggio della
lavabiancheria LG: la funzione vapore ed il programma Allergy Care, con
e senza detersivi.
I risultati mostrano che sia i cicli a bassa temperatura che quelli
specifici come l’Allergy Care, combinati con il vapore sono un mezzo
efficace per l’eliminazione di allergeni molto diffusi quale il pelo di
gatto e l’acaro della polvere.