Genova Anno VI - n°37 - 19.02.2009 Pagine Nazionali

del 03/04/2009

 

Asma: la difesa va all’attacco


Sebbene si tratti di una patologia cronica da non sottovalutare e da curare con costanza e regolarità, almeno un paziente su tre che soffre d’asma non aderisce alla prescrizione farmacologica del suo medico curante. Le ragioni sono molte: per esempio, il 23% non vuole usare troppi inalatori, altri, semplicemente, si dimenticano di assumere i farmaci prescritti.
Ma la ragione principale di quella che i medici definiscono “compliance insufficiente” è che il 46% dei pazienti non ritiene l'asma di cui soffrono abbastanza grave da richiedere l'assunzione regolare di farmaci. E il 44% tende ad interrompere l'assunzione del farmaco di mantenimento non appena si sentono meglio.

"È per questa ragione che oggi si sta ponendo una sempre maggiore attenzione a quelli che gli specialisti chiamano Patient Reported Outcomes, - spiega il Prof. G. Walter Canonica, Presidente della World Allergy Organization - che quantificano lo stato di salute soggettivo del paziente, tenendo conto del fatto che il suo atteggiamento e la sua aderenza alla prescrizione sono variabili importanti nell'ambito della terapia".

In effetti, molti pazienti asmatici non hanno un controllo sufficiente dei sintomi della malattia. Secondo studi recenti, nonostante le regolari e corrette prescrizioni mediche, solo il 28% dei pazienti è adeguatamente controllato e l'84% ha sperimentato, nell'ultimo anno, periodi di peggioramento della sintomatologia, che nel 27% dei casi si sono rivelati gravi.
Il 68% dei pazienti sperimenta quindi una limitazione significativa della propria qualità di vita, segno di un controllo decisamente non ottimale della malattia. "Dobbiamo ricordare, - afferma il Prof. Fontana, professore ordinario di Medicina Interna all'Università di Roma Tor Vergata e Presidente della Società Italiana di Allergologia ed Immunologia Clinica - che tutti gli asmatici del mondo subiscono, ogni anno, una perdita totale di 15 milioni di anni di vita spesi in buona salute". Dunque, la priorità per l'asma bronchiale è: "qualità della vita".

Il dato incoraggiante è che la compliance migliora significativamente quando il paziente è informato correttamente ed è consapevole che la causa dei suoi sintomi risiede nell'infiammazione delle vie aeree.
"Per raggiungere il buon controllo dell'asma, è necessario che il paziente capisca la malattia e rispetti la prescrizione, - ricorda il Prof. Fontana. – e per questo è necessaria una vera partnership tra medico e paziente. Vi sono strumenti che facilitano tale collaborazione, come il questionario dell'Asthma Control Test, uno strumento veloce e accurato che facilita la gestione del paziente".

Il "Master Class in Allergologia", che si tiene a Venezia Mestre in questi giorni, è un importante evento di Educazione Continua in Medicina riservata ai medici specialisti ed ha, tra gli altri, anche l’obiettivo di discutere sulle possibilità di migliorare ulteriormente il controllo e la gestione dell'asma, con un'attenzione particolare alla qualità di vita del paziente e alla relazione medico-paziente.

“Il Master Class è ormai diventato un appuntamento tradizionale che riunisce i più importanti esperti di allergologia di tutta Italia per fare il punto sulla situazione dell'asma, nei suoi aspetti più significativi ed emergenti - afferma il Prof. Canonica. - Tra questi, per esempio, il cambiamento del clima, che sta provocando allungamenti delle stagioni di pollinazione fino a due settimane oltre i periodi abituali. Tale maggior durata comporta anche un incremento nella gravità della malattia".

L’asma è una patologia variabile. Se i pazienti, all’aumentare dei sintomi, incrementano solo l’uso del farmaco broncodilatatore al bisogno, trascurando di trattare l’infiammazione sottostante non sono in grado di migliorare il controllo della malattia e aumenta il rischio di incorrere in una riacutizzazione. Per prevenire queste situazioni è possibile adottare un approccio differente: difendendosi quotidianamente con la fase regolare di mantenimento ed andando all’attacco dell’infiammazione in caso di insorgenza dei sintomi.
Tutto questo con un unico inalatore contenente sia un broncodilatatore, per una pronta risoluzione dei sintomi, sia un corticosteroide per il trattamento dell’infiammazione.
Solo con la strategia SMART, (acronimo dall’inglese: Symbicort Maintenence And Reliever Therapy, autorizzata limitatamente all’associazione budesonide/formoterolo), infatti, “la difesa va all’attacco” ed il vantaggio rispetto agli approcci tradizionali è quello di consentire elevati effetti antinfiammatori solo quando ve ne sia maggiore e reale necessità.

"Un trattamento farmacologico regolare con corticosteroidi per inalazione è in grado di ridurre l'infiammazione e i sintomi che vi sono correlati, i risvegli notturni, gli attacchi di affanno sibilante, l'irrequietezza, il senso di inadeguatezza rispetto alle attività quotidiane, - ricorda il Prof. Costantino Troise, Direttore del Dipartimento di Medicina Interna Generale e Malattie infettive dell'Ospedale San Martino di Genova - Ma ormai è dimostrato che si può raggiungere un migliore controllo dell'asma utilizzando una combinazione di corticosteroidi inalatori e di broncodilatatori, piuttosto che aumentare la dose di corticosteroidi. La possibilità di utilizzare i due farmaci in associazione, nello stesso inalatore, migliora la compliance del paziente e ne facilita l'aderenza alla terapia, fattore decisivo nel trattamento a lungo termine in patologie croniche come l'asma bronchiale".

L'efficacia di questa strategia terapeutica è confermata da un ampio programma di studi clinici, che ha coinvolto oltre 12.000 pazienti affetti da asma persistente. Comunque, sostiene il Prof. Fontana "Una strategia terapeutica come l'approccio SMART è efficace, perché è facilmente gestibile dal paziente, che può utilizzare la stessa combinazione di farmaci nel medesimo inalatore. Questa consapevolezza si basa ormai su un gran numero di pazienti trattati con successo, indipendentemente dalla gravità della malattia: è diminuito il rischio di sviluppare riacutizzazioni e anche di andare incontro ad episodi potenzialmente fatali".

Sono considerazioni queste, particolarmente importanti nella stagione delle allergie. "Non dobbiamo dimenticare che l'asma presenta un’importante correlazione con la rinite allergica. In questo periodo di stagionalità allergica, le fluttuazioni periodiche dei sintomi possono aumentare fino a una riacutizzazione. Per prevenire tali situazioni, se il paziente manifesta segni clinici, agire al bisogno può essere utile, - dice il Prof. Fontana. - Ma prima è necessario che il paziente conosca bene quali sono i fattori che scatenano la crisi asmatica. L'asma è una patologia multifattoriale e poligenica: a essere implicati non sono soltanto gli allergeni, ma vi sono diversi fattori genetici che intervengono nei punti in cui si sviluppa la malattia. E poi non dobbiamo dimenticare altri fattori importanti, quali l'obesità e, naturalmente, il fumo di sigaretta".

In definitiva, dopo un’adeguata diagnosi strumentale ed una corretta educazione del paziente – anche per informarlo dei fattori sui quali può intervenire per prevenire una crisi asmatica - il nuovo approccio terapeutico SMART può rappresentare un’importante opportunità terapeutica per migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da questa importante patologia respiratoria cronica.

 

 






 
 
 
 

  



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