Sebbene si tratti di una patologia cronica da non sottovalutare e da
curare con costanza e regolarità, almeno un paziente su tre che soffre
d’asma non aderisce alla prescrizione farmacologica del suo medico
curante. Le ragioni sono molte: per esempio, il 23% non vuole usare
troppi inalatori, altri, semplicemente, si dimenticano di assumere i
farmaci prescritti.
Ma la ragione principale di quella che i medici definiscono “compliance
insufficiente” è che il 46% dei pazienti non ritiene l'asma di cui
soffrono abbastanza grave da richiedere l'assunzione regolare di
farmaci. E il 44% tende ad interrompere l'assunzione del farmaco di
mantenimento non appena si sentono meglio.
"È per questa ragione che oggi si sta ponendo una sempre maggiore
attenzione a quelli che gli specialisti chiamano Patient Reported
Outcomes, - spiega il Prof. G. Walter Canonica, Presidente
della World Allergy Organization - che quantificano lo stato di
salute soggettivo del paziente, tenendo conto del fatto che il suo
atteggiamento e la sua aderenza alla prescrizione sono variabili
importanti nell'ambito della terapia".
In effetti, molti pazienti asmatici non hanno un controllo sufficiente
dei sintomi della malattia. Secondo studi recenti, nonostante le
regolari e corrette prescrizioni mediche, solo il 28% dei pazienti è
adeguatamente controllato e l'84% ha sperimentato, nell'ultimo anno,
periodi di peggioramento della sintomatologia, che nel 27% dei casi si
sono rivelati gravi.
Il 68% dei pazienti sperimenta quindi una limitazione significativa
della propria qualità di vita, segno di un controllo decisamente non
ottimale della malattia. "Dobbiamo ricordare, - afferma il
Prof. Fontana, professore ordinario di Medicina Interna
all'Università di Roma Tor Vergata e Presidente della Società Italiana
di Allergologia ed Immunologia Clinica - che tutti gli asmatici del
mondo subiscono, ogni anno, una perdita totale di 15 milioni di anni di
vita spesi in buona salute". Dunque, la priorità per l'asma
bronchiale è: "qualità della vita".
Il dato incoraggiante è che la compliance migliora significativamente
quando il paziente è informato correttamente ed è consapevole che la
causa dei suoi sintomi risiede nell'infiammazione delle vie aeree.
"Per raggiungere il buon controllo dell'asma, è necessario che il
paziente capisca la malattia e rispetti la prescrizione, - ricorda
il Prof. Fontana. – e per questo è necessaria una vera partnership
tra medico e paziente. Vi sono strumenti che facilitano tale
collaborazione, come il questionario dell'Asthma Control Test, uno
strumento veloce e accurato che facilita la gestione del paziente".
Il "Master Class in Allergologia", che si tiene a Venezia Mestre in
questi giorni, è un importante evento di Educazione Continua in Medicina
riservata ai medici specialisti ed ha, tra gli altri, anche l’obiettivo
di discutere sulle possibilità di migliorare ulteriormente il controllo
e la gestione dell'asma, con un'attenzione particolare alla qualità di
vita del paziente e alla relazione medico-paziente.
“Il Master Class è ormai diventato un appuntamento tradizionale che
riunisce i più importanti esperti di allergologia di tutta Italia per
fare il punto sulla situazione dell'asma, nei suoi aspetti più
significativi ed emergenti - afferma il Prof. Canonica. -
Tra questi, per esempio, il cambiamento del clima, che sta provocando
allungamenti delle stagioni di pollinazione fino a due settimane oltre i
periodi abituali. Tale maggior durata comporta anche un incremento nella
gravità della malattia".
L’asma è una patologia variabile. Se i pazienti, all’aumentare dei
sintomi, incrementano solo l’uso del farmaco broncodilatatore al
bisogno, trascurando di trattare l’infiammazione sottostante non sono in
grado di migliorare il controllo della malattia e aumenta il rischio di
incorrere in una riacutizzazione. Per prevenire queste situazioni è
possibile adottare un approccio differente: difendendosi quotidianamente
con la fase regolare di mantenimento ed andando all’attacco
dell’infiammazione in caso di insorgenza dei sintomi.
Tutto questo con un unico inalatore contenente sia un broncodilatatore,
per una pronta risoluzione dei sintomi, sia un corticosteroide per il
trattamento dell’infiammazione.
Solo con la strategia SMART, (acronimo dall’inglese: Symbicort
Maintenence And Reliever Therapy, autorizzata limitatamente
all’associazione budesonide/formoterolo), infatti, “la difesa va
all’attacco” ed il vantaggio rispetto agli approcci tradizionali è
quello di consentire elevati effetti antinfiammatori solo quando ve ne
sia maggiore e reale necessità.
"Un trattamento farmacologico regolare con corticosteroidi per
inalazione è in grado di ridurre l'infiammazione e i sintomi che vi sono
correlati, i risvegli notturni, gli attacchi di affanno sibilante,
l'irrequietezza, il senso di inadeguatezza rispetto alle attività
quotidiane, - ricorda il Prof. Costantino Troise, Direttore
del Dipartimento di Medicina Interna Generale e Malattie infettive
dell'Ospedale San Martino di Genova - Ma ormai è dimostrato che si
può raggiungere un migliore controllo dell'asma utilizzando una
combinazione di corticosteroidi inalatori e di broncodilatatori,
piuttosto che aumentare la dose di corticosteroidi. La possibilità di
utilizzare i due farmaci in associazione, nello stesso inalatore,
migliora la compliance del paziente e ne facilita l'aderenza alla
terapia, fattore decisivo nel trattamento a lungo termine in patologie
croniche come l'asma bronchiale".
L'efficacia di questa strategia terapeutica è confermata da un ampio
programma di studi clinici, che ha coinvolto oltre 12.000 pazienti
affetti da asma persistente. Comunque, sostiene il Prof. Fontana
"Una strategia terapeutica come l'approccio SMART è efficace, perché
è facilmente gestibile dal paziente, che può utilizzare la stessa
combinazione di farmaci nel medesimo inalatore. Questa consapevolezza si
basa ormai su un gran numero di pazienti trattati con successo,
indipendentemente dalla gravità della malattia: è diminuito il rischio
di sviluppare riacutizzazioni e anche di andare incontro ad episodi
potenzialmente fatali".
Sono considerazioni queste, particolarmente importanti nella stagione
delle allergie. "Non dobbiamo dimenticare che l'asma presenta
un’importante correlazione con la rinite allergica. In questo periodo di
stagionalità allergica, le fluttuazioni periodiche dei sintomi possono
aumentare fino a una riacutizzazione. Per prevenire tali situazioni, se
il paziente manifesta segni clinici, agire al bisogno può essere utile,
- dice il Prof. Fontana. - Ma prima è necessario che il paziente
conosca bene quali sono i fattori che scatenano la crisi asmatica.
L'asma è una patologia multifattoriale e poligenica: a essere implicati
non sono soltanto gli allergeni, ma vi sono diversi fattori genetici che
intervengono nei punti in cui si sviluppa la malattia. E poi non
dobbiamo dimenticare altri fattori importanti, quali l'obesità e,
naturalmente, il fumo di sigaretta".
In definitiva, dopo un’adeguata diagnosi strumentale ed una corretta
educazione del paziente – anche per informarlo dei fattori sui quali può
intervenire per prevenire una crisi asmatica - il nuovo approccio
terapeutico SMART può rappresentare un’importante opportunità
terapeutica per migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da
questa importante patologia respiratoria cronica.