FULL PAP test è il nuovo esame messo a punto dal Centro Analisi
A.Fleming di Brescia, che associa in modo innovativo, il pap-test in
fase liquida, il test molecolare per individuare il papilloma virus,
causa del carcinoma del collo dell’utero, e la determinazione dei
marcatori p16 e L1, unici fattori oggi in grado di segnalare se la
trasformazione neoplastica è già avvenuta ed è irreversibile, o se
esiste una possibilità di guarigione spontanea.
«Sulla base dei risultati della più moderna medicina di laboratorio
– afferma il dr Roberto Colombo, responsabile sanitario del
Centro Analisi A.Fleming - abbiamo deciso di introdurre un’attenzione
particolare al ciclo vitale del Papilloma Virus per stabilire la
possibile evoluzione in senso aggressivo neoplastico o, al contrario, la
possibile risoluzione e guarigione dell’infezione. I marcatori specifici
che individuano lo stato della malattia sono p16 ed L1 - sottolinea
Colombo -. Il marcatore p16 evidenzia le potenzialità oncologiche ed
aggressive del virus risultando un test predittivo di aggravamento della
malattia e il marcatore L1 esprime invece il potenziale di guarigione
spontanea».
«FULL PAP test si presenta per la donna come un normale pap-test
– spiega la dott.ssa Ernestina Valagussa, responsabile sezione
anatomia e istologia patologica Fleming – ovvero un semplice prelievo
del materiale cervicovaginale, effettuato dal ginecologo. Il test che ne
segue prevede la ricerca del Papilloma Virus e, qualora fosse
necessario, la determinazione automatica dei marcatori predittivi p16 ed
L1. Il ginecologo avrà così un referto completo con dati sicuri e potrà
dare alla donna indicazioni cliniche accurate sul suo stato di salute
Tutto questo per meglio prevenire e per curare il temibile tumore del
collo dell’utero».
Il cancro cervicale è al secondo posto tra i tumori che colpiscono le
donne nel mondo, preceduto solamente dal carcinoma della mammella. La
migliore soluzione è la prevenzione: con un esame accurato si può agire
tempestivamente e con più precisione a livello clinico.
«Le tecnologie di identificazione e diagnosi precoce del cancro
cervicale ad oggi disponibili – commenta Valagussa -
presentano alcuni limiti perché gli esami attualmente diffusi non
permettono di dare un giudizio completo e sicuro sulla malattia presente
o meno, e sullo stato della malattia».
Il Pap-test, infatti, è in grado di individuare la presenza delle
alterazioni precancerose e cancerose delle cellule, e si configura come
l’esame più tradizionale per individuare il carcinoma del collo
dell’utero. Nella diagnostica da oltre 60 anni, è stato recentemente
migliorato con l’adozione del Pap-test IN FASE LIQUIDA che si
differenzia da quello classico perché permette una migliore lettura
microscopica.
A questo studio morfologico, fatto in maniera più accurata con la fase
liquida, il Centro Analisi Fleming con FULL PAP test associa l’esame che
ricerca, con metodologia di biologia molecolare (HPV test), la presenza
o meno di un’infezione del Papilloma Virus.
«I due test combinati – continua Valagussa - danno la
sicurezza della presenza di alterazioni precancerose. Non sono però in
grado, neanche associati, di segnalare se la trasformazione neoplastica
è già avvenuta ed è irreversibile, o se esiste una possibilità di
guarigione spontanea. Ecco perché – sottolinea Valagussa –
abbiamo scelto di far eseguire automaticamente la determinazione dei p16
ed L1».