Genova Anno VI - n°37 - 19.02.2009 Pagine Nazionali

del 01/04/2009

 

La Varicella può provocare anche l’epatite autoimmune


E’ possibile sviluppare una epatite, come conseguenza di una varicella. E’ importante non dimenticare questa associazione in quanto una diagnosi tempestiva può portare ad una terapia altrettanto precoce. Sembra infatti che il connubio sia stato osservato in Arabia Saudita: un paziente con infezione da virus Varicella Zoster ha sviluppato una grave forma di epatite autoimmune, il che ha aiutato a gettare luce su questa patologia finora scarsamente compresa. L’articolo è stato pubblicato su L’artWorld J Gastroenterol 2009; (15: 1004-6) . Questo caso, come altri pubblicati, implicano il ruolo di diversi virus nella patogenesi dell'epatite autoimmune. E questo dovrebbe spingere a prendere in considerazione l'eventualità di questa diagnosi, cioè di una epatite, in ogni paziente che presenta anomalie degli enzimi epatici a seguito di un'infezione virale.

La varicela
La varicella è una malattia infettiva virale, molto contagiosa, che lascia una protezione permanente per cui, di regola, non ci si riammala una seconda volta. Il virus responsabile della malattia, tuttavia, non viene mai completamente debellato; va a localizzarsi nei gangli nervosi del midollo, dove può rimanere senza dare problemi anche per tutta la vita. In determinate situazioni però può risvegliarsi, determinando il quadro dell'Herpes Zoster (fuoco di Sant'Antonio).
La varicella è una malattia molto frequente nell'infanzia, ma è rara sotto i 6 mesi di vita, perché, in genere, il bambino è protetto dagli anticorpi trasmessi dalla mamma durante gli ultimi mesi di gravidanza (sempre che la mamma abbia già contratto la malattia).
E' molto pericolosa se viene contratta da una donna gravida tra 5 giorni prima e 2 giorni dopo il parto, per il rischio di una grave forma di varicella nel neonato.

La trasmissione della malattia avviene da persona a persona, tramite il contatto diretto delle lesioni o le goccioline delle secrezioni respiratorie.
Si è contagiosi da 1-2 giorni prima fino a 5 giorni dopo la comparsa delle prime vescichette.
Raramente è possibile essere contagiati da una persona affetta da Zoster, perché, come già detto, le malattie sono causate dallo stesso virus. La malattia si manifesta con dei piccoli pomfi (macchie rosse un po' rilevate, che ricordano la puntura di un insetto, pruriginosi), che rapidamente si trasformano nelle caratteristiche vescicole (piccole bollicine molto fragili, contenenti un liquido prima trasparente, poi più torbido), che facilmente si rompono trasformandosi in croste. Il periodo di incubazione di solito è di 14-16 giorni.

 

 

 






 
 
 
 

  



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