E’
possibile sviluppare una epatite, come conseguenza di una varicella. E’
importante non dimenticare questa associazione in quanto una diagnosi
tempestiva può portare ad una terapia altrettanto precoce. Sembra
infatti che il connubio sia stato osservato in Arabia Saudita: un
paziente con infezione da virus Varicella Zoster ha sviluppato una grave
forma di epatite autoimmune, il che ha aiutato a gettare luce su questa
patologia finora scarsamente compresa. L’articolo è stato pubblicato su
L’artWorld J Gastroenterol 2009; (15: 1004-6) . Questo caso, come altri
pubblicati, implicano il ruolo di diversi virus nella patogenesi
dell'epatite autoimmune. E questo dovrebbe spingere a prendere in
considerazione l'eventualità di questa diagnosi, cioè di una epatite, in
ogni paziente che presenta anomalie degli enzimi epatici a seguito di
un'infezione virale.
La varicela
La varicella è una malattia infettiva virale, molto contagiosa, che
lascia una protezione permanente per cui, di regola, non ci si riammala
una seconda volta. Il virus responsabile della malattia, tuttavia, non
viene mai completamente debellato; va a localizzarsi nei gangli nervosi
del midollo, dove può rimanere senza dare problemi anche per tutta la
vita. In determinate situazioni però può risvegliarsi, determinando il
quadro dell'Herpes Zoster (fuoco di Sant'Antonio).
La varicella è una malattia molto frequente nell'infanzia, ma è rara
sotto i 6 mesi di vita, perché, in genere, il bambino è protetto dagli
anticorpi trasmessi dalla mamma durante gli ultimi mesi di gravidanza
(sempre che la mamma abbia già contratto la malattia).
E' molto pericolosa se viene contratta da una donna gravida tra 5 giorni
prima e 2 giorni dopo il parto, per il rischio di una grave forma di
varicella nel neonato.
La trasmissione della malattia avviene da persona a persona, tramite il
contatto diretto delle lesioni o le goccioline delle secrezioni
respiratorie.
Si è contagiosi da 1-2 giorni prima fino a 5 giorni dopo la comparsa
delle prime vescichette.
Raramente è possibile essere contagiati da una persona affetta da
Zoster, perché, come già detto, le malattie sono causate dallo stesso
virus. La malattia si manifesta con dei piccoli pomfi (macchie rosse un
po' rilevate, che ricordano la puntura di un insetto, pruriginosi), che
rapidamente si trasformano nelle caratteristiche vescicole (piccole
bollicine molto fragili, contenenti un liquido prima trasparente, poi
più torbido), che facilmente si rompono trasformandosi in croste. Il
periodo di incubazione di solito è di 14-16 giorni.