Genova Anno VI - n°37 - 19.02.2009 Pagine Nazionali

del 31/03/2009

 

Lavoratori europei a rischio per la presenza di sostanze pericolose


"Si stima che ogni anno si verifichino 74 000 decessi associati al lavoro attribuibili all'esposizione a sostanze pericolose presenti nel luogo di lavoro. Ciò significa che le sostanze pericolose causano un numero di decessi 10 volte maggiore rispetto agli infortuni sul lavoro. Molte aziende non danno abbastanza importanza all'eliminazione o alla sostituzione delle sostanze pericolose. La gestione dei rischi chimici è particolarmente carente presso le PMI e le aziende subappaltatrici", afferma Jukka Takala, direttore dell'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro.
Circa il 15% dei lavoratori europei riferisce di essere a contatto con prodotti chimici per un quarto del tempo trascorso lavorando, mentre il 10% riferisce di inalare vapori e il 19% di respirare polveri e fumi nel luogo di lavoro.


La Previsione degli esperti sui rischi chimici emergenti, elaborata da 49 esperti da tutta Europa, pone le nanoparticelle in cima all'elenco delle sostanze dalle quali devono essere protetti i lavoratori. La nanotecnologia trova applicazione, per esempio, nella cosmetica e nei prodotti informatici e rappresenta un settore di cui si prevede una rapida crescita, destinata a farne un mercato globale del valore di miliardi di euro. Sebbene sia necessaria una maggiore ricerca sul grado del danno imputabile alle nanoparticelle sulla salute umana, sono disponibili informazioni sufficienti per sviluppare procedure operative temporanee al fine di ridurre l'esposizione sul luogo di lavoro.
In molte professioni la cute dei lavoratori è esposta a prodotti chimici che inducono un incremento del numero di persone affette da malattie allergiche. Si stima che le sostanze chimiche siano responsabili dell'80-90% delle malattie della pelle, che si collocano al secondo posto (13,6%) nella scala delle malattie professionali, dopo i disturbi muscolo-scheletrici. Nonostante ciò, non esistono metodi scientifici approvati per valutare l'effetto di queste sostanze sulla pelle o per stabilire livelli di sicurezza per l'esposizione cutanea.
La previsione mette inoltre in evidenza sostanze probabilmente cancerogene, quali ad esempio le emissioni dei motori diesel. Per quanto riguarda i reprotossici, sostanze che possono danneggiare la salute riproduttiva, l'interesse è tuttora molto scarso e considerato un problema di salute femminile. Troppo raramente sono presi in considerazione nella valutazione e nella prevenzione dei rischi sul luogo di lavoro.
Tra le attività che creano crescenti preoccupazioni, in cui i lavoratori affrontano rischi elevati di contatto con sostanze pericolose figurano la gestione dei rifiuti, le attività edili e di servizio, quali la pulizia o l'assistenza sanitaria domiciliare.


L'esposizione combinata a più sostanze chimiche rappresenta la regola, non l'eccezione, e quando si considera ciascun rischio in modo indipendente, è probabile che le dimensioni effettive del problema siano sottovalutate. Attualmente la preoccupazione riguardante le esposizioni multiple è in aumento. Ciò è stato anche indicato nelle previsioni dell'EU-OSHA sui nuovi rischi biologici, fisici e psicosociali. Quest'anno inizierà uno studio di previsione su larga scala che sarà focalizzato sui rischi sul luogo di lavoro indotti dalle nuove tecnologie nel prossimo decennio.
L'EU-OSHA ha organizzato un seminario nel quale si sono discussi i risultati delle previsioni con i responsabili delle politiche comunitarie, con le parti sociali e con gli esperti OSH. Le conclusioni del workshop si aggiungono all'ampia gamma di informazioni sulle buone pratiche che l'EU-OSHA offre agli imprenditori, ai professionisti sanitari, nonché ai lavoratori e ai loro rappresentanti.


Note sulla legislazione italiane sulle sostanze pericolose:
In Italia, vi sono importanti novità nel campo legislativo sulle sostanze pericolose.
Infatti il D.Lgs.81/08 emanato il 9 aprile 2008, ha abrogato il D.Lgs. 626/94 e la normativa precedente in tema di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e ha riorganizzato nel titolo IX “Sostanze pericolose” la normativa in materia di prevenzione e protezione dagli agenti chimici (capo I) da agenti cancerogeni e mutageni (capo II) e dai rischi connessi all’esposizione all’amianto (capo III).
Inoltre l’entrata in vigore del Regolamento (CE) n. 1907/2006 del 18 dicembre 2006 concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), ha introdotto nel Titolo IV e nell’allegato II novità nella Scheda dei dati di sicurezza (SDS) riconoscendo tale strumento fondamentale per la circolazione delle informazioni nella catena di approvvigionamento e per la valutazione dei rischi negli ambienti di lavoro.
Infine l’emanazione del Regolamento (CE) n.1272/2008 del 16 dicembre 2008 relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele rivoluzionerà tutto il sistema di classificazione attuale adottando il GHS (Globally Harmonized System) il sistema mondiale armonizzato di classificazione ed etichettatura apportando variazioni rilevanti sulle etichette delle sostanze e delle miscele.
 

 

 






 
 
 
 

  



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