I risultati di ricerche biomediche, pubblicati di recente su riviste
scientifiche internazionali – European Journal of Endocrinology-2005;
The American Society for Clinical Nutrition-‘99 – hanno dimostrato, già
direttamente sia su pazienti iperlipidemici (colesterolo e trigliceridi
elevati) sia preventivamente in persone sane, l’efficacia del ‘lievito
del riso rosso’ nell’abbassare in maniera significativa i livelli di
colesterolo, (‘cattivo’-LDL in particolare), trigliceridi e
apolipoproteine B.
Si tratta di ricerche condotte correttamente in randomizzato, doppio
cieco, su centinaia di soggetti di entrambi e sessi e d’età variabile
dai 18 ai 78 anni, la prima durata dal 2001 al 2003, la seconda presso
l’Università di California a Los Angeles, sotto il controllo
dell’istituzionale Human Subject Protection Committee.
I risultati non debbono, comunque stupire: la gente non sa, ma gli
specialisti sì, che i principali farmaci attualmente utilizzati per
l’abbassamento del colesterolo, le statine, sono estratti o derivati da
funghi microscopici, proprio com’è ben più noto per gli antibiotici.
Tanto per fare un po’ di nomi: la lovastatina e la pravastatina sono
statine naturali, di diretta derivazione fungina, mentre la simvastatina
è un derivato semisintetico della lovastatina. [Invece esclusivamente
sintetiche atorvastatina e fluvastatina].
In questo panorama si situa ora la disponibilità del riso rosso
fermentato, vagliato ora dalla scienza medica moderna, ma che ci arriva
dalla Cina della Dinastia T’ang, 1200 anni fa.
L’elemento portante del ‘riso rosso fermentato’ è il lievito naturale
Monascus purpureus, che fatto sviluppare sul riso appunto, viene usato
da secoli, anche in molti altri Paesi asiatici compreso il Giappone, sia
per fermentare ‘vino’ dal riso sia insaporire cibi.
Diversi sono attualmente gli integratori disponibili che annoverano fra
i propri ingredienti anche la monacolina, il principio attivo estratto
dal lievito Monascus purpureus, da cui derivano il colore e le proprietà
anticolesteroliche.
L’integratore alimentare in cui la monacolina appare il costituente
unico e in concentrazione (3 per cento) prossima ai dosaggi da farmaco –
equivalenti a 2,5 milligrammi di farmaceutica lovastatina - risulta ora
il Colenorm: a questa sua costituzione infatti si riferisce la cospicua
maggioranza di studi clinici internazionali d’efficacia e sicurezza, che
dichiarano la sua capacità di abbassare del 12-18 per cento, proprio il
colesterolo ‘cattivo’ LDL in particolare.
“Grazie a tali documentazioni - ha osservato an passant il
farmacologo dell’Università di Milano prof. Alberico L. Catapano,
presidente del Congresso e della Società Italiana di Nutraceutica e
Integratori Alimentari - si trova ad esser già integralmente adeguato
alla nuovissima normativa ministeriale italiana, che indica infatti come
le dichiarazioni in etichetta e pubblicitarie del mercato degli
integratori, occorra siano da indi in poi effettivamente supportate
concretamente da adeguati studi e dimostrazioni scientifiche”.