Genova Anno VI - n°37 - 19.02.2009 Pagine Nazionali

del 12/03/2009

 

Colesterolo: ‘ammuffirlo’ o ‘lievitarlo’


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it 

I risultati di ricerche biomediche, pubblicati di recente su riviste scientifiche internazionali – European Journal of Endocrinology-2005; The American Society for Clinical Nutrition-‘99 – hanno dimostrato, già direttamente sia su pazienti iperlipidemici (colesterolo e trigliceridi elevati) sia preventivamente in persone sane, l’efficacia del ‘lievito del riso rosso’ nell’abbassare in maniera significativa i livelli di colesterolo, (‘cattivo’-LDL in particolare), trigliceridi e apolipoproteine B.


Si tratta di ricerche condotte correttamente in randomizzato, doppio cieco, su centinaia di soggetti di entrambi e sessi e d’età variabile dai 18 ai 78 anni, la prima durata dal 2001 al 2003, la seconda presso l’Università di California a Los Angeles, sotto il controllo dell’istituzionale Human Subject Protection Committee.
I risultati non debbono, comunque stupire: la gente non sa, ma gli specialisti sì, che i principali farmaci attualmente utilizzati per l’abbassamento del colesterolo, le statine, sono estratti o derivati da funghi microscopici, proprio com’è ben più noto per gli antibiotici.
Tanto per fare un po’ di nomi: la lovastatina e la pravastatina sono statine naturali, di diretta derivazione fungina, mentre la simvastatina è un derivato semisintetico della lovastatina. [Invece esclusivamente sintetiche atorvastatina e fluvastatina].


In questo panorama si situa ora la disponibilità del riso rosso fermentato, vagliato ora dalla scienza medica moderna, ma che ci arriva dalla Cina della Dinastia T’ang, 1200 anni fa.
L’elemento portante del ‘riso rosso fermentato’ è il lievito naturale Monascus purpureus, che fatto sviluppare sul riso appunto, viene usato da secoli, anche in molti altri Paesi asiatici compreso il Giappone, sia per fermentare ‘vino’ dal riso sia insaporire cibi.


Diversi sono attualmente gli integratori disponibili che annoverano fra i propri ingredienti anche la monacolina, il principio attivo estratto dal lievito Monascus purpureus, da cui derivano il colore e le proprietà anticolesteroliche.
L’integratore alimentare in cui la monacolina appare il costituente unico e in concentrazione (3 per cento) prossima ai dosaggi da farmaco – equivalenti a 2,5 milligrammi di farmaceutica lovastatina - risulta ora il Colenorm: a questa sua costituzione infatti si riferisce la cospicua maggioranza di studi clinici internazionali d’efficacia e sicurezza, che dichiarano la sua capacità di abbassare del 12-18 per cento, proprio il colesterolo ‘cattivo’ LDL in particolare.


“Grazie a tali documentazioni - ha osservato an passant il farmacologo dell’Università di Milano prof. Alberico L. Catapano, presidente del Congresso e della Società Italiana di Nutraceutica e Integratori Alimentari - si trova ad esser già integralmente adeguato alla nuovissima normativa ministeriale italiana, che indica infatti come le dichiarazioni in etichetta e pubblicitarie del mercato degli integratori, occorra siano da indi in poi effettivamente supportate concretamente da adeguati studi e dimostrazioni scientifiche”.

 

 






 
 
 
 

  



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