Genova Anno VI - n°37 - 19.02.2009 Pagine Nazionali

del 11/03/2009

 

Allarme Europeo sull’insufficienza renale cronica e l’ipertensione


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it 

E’ necessario che l’Unione Europea agisca per promuovere una maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica e diagnosi e trattamento precoci dell’insufficienza renale cronica e delle patologie ed essa correlate, quali malattie cardiovascolari, ipertensione e diabete. E’ questo il monito lanciato ieri dalla European Kidney Health Alliance – Alleanza Europea per la Salute dei Reni - e dal Gruppo di Parlamentari europei per la Salute dei Reni, riuniti presso la sede del Parlamento europeo di Strasburgo con un gruppo di nefrologi, politici e associazioni di pazienti provenienti da diversi paesi europei, fra cui l’Italia, per fare il punto sull’insufficienza renale cronica in Europa in vista della Giornata Mondiale del Rene.

Nel corso del suo intervento, il Professor Andrew Rees, Presidente della European Kidney Health Alliance ha commentato: “Nonostante il 10% delle persone in Europa soffra di insufficienza renale cronica, la consapevolezza dei problemi a essa correlati è piuttosto scarsa”.

A dimostrazione di come siano necessari maggiori sforzi per prevenire la malattie renali croniche, i dati di un sondaggio realizzato in occasione della Giornata Mondiale del Rene con il sostegno di Amgen in 5 paesi europei (Italia, Francia, Spagna, Gran Bretagna e Germania) su pazienti affetti da malattie cardiovascolari e diabete: 73% dei pazienti non erano consapevoli del loro accresciuto rischio di danno renale cronico, solo metà (47%) degli intervistati aveva fatto controllare la propria funzione renale a un medico e, ancor peggio, oltre l’80% non aveva mai neanche discusso con il proprio medico delle misure da adottare per preservare la salute dei propri reni.

I dati specifici relativi agli intervistati italiani sono ugualmente preoccupanti: solo il 21% era consapevole di tutte le funzioni dei reni e oltre l’80% non era a conoscenza della loro funzione nel controllo della pressione sanguigna. Inoltre, il 41% dei soggetti diabetici e meno di 1 su 5 (16%) tra quelli affetti da malattie cardiovascolari avevano discusso con il proprio medico delle possibili misure da adottare per la salute dei propri reni e appena più di un terzo (39%) dei pazienti con malattie cardiovascolari e circa metà (59%) di coloro affetti da diabete aveva fatto monitorare la propria funzione renale a un medico. Solo il 13% dei pazienti italiani intervistati ha dichiarato di conoscere tutte le possibili conseguenze dell’insufficienza renale cronica mentre il 55% ha riconosciuto la necessità di un periodico trattamento con dialisi o del trapianto del rene. Tuttavia, solo il 9% era al corrente delle altre conseguenze, come l’anemia.

“Questi risultati sono allarmanti e richiedono una maggiore consapevolezza nelle persone affette da malattie cardiovascolari, come l’ipertensione, per minimizzare il loro rischio di sviluppare un danno renale cronico” ha commentato il Professor Carmine Zoccali dell’Istituto di Biomedicina, Epidemiologia Clinica e Fisiopatologia delle Malattie Renali e dell'Ipertensione dell'Ospedale Riuniti di Reggio Calabria “Semplici test e un programma di screening possono contribuire alla riduzione del numero di soggetti che soffrono di malattie renali e delle sue conseguenze, fattori di grave impatto sulla salute e qualità della vita dei pazienti”.

Negli stadi più avanzati, l’insufficienza renale cronica richiede una terapia sostitutiva con dialisi o trapianto. Il dibattito attualmente in corso a livello europeo sulla donazione e il trapianto di organi pone l’accento sulla necessità di rimediare alla carenza di organi destinati ai trapianti. La risoluzione ufficiale del Parlamento Europeo a tal proposito riconosce l’importanza non solo della collaborazione tra gli Stati Membri per combattere tale carenza, ma anche della necessità di misure di sanità pubblica per facilitare la diagnosi precoce e la gestione di malattie croniche come l’insufficienza renale. Le strategie preventive sono l'unico metodo in grado di minimizzare il numero di casi di trapianto futuri.

La Parlamentare europea Frieda Brepoels ha dichiarato: “Sono fortemente convinta che l’Unione Europea possa giocare un ruolo significativo nell’incoraggiare gli Stati Membri ad adottare misure urgenti per riconoscere l’entità del problema dell’insufficienza renale cronica, dell’ipertensione e delle altre patologie a esse correlate, e per prevenire la relativa mortalità e sofferenza. Il progresso è possibile grazie allo scambio di esperienze tra Stati Membri e al miglioramento delle tecnologie esistenti per il rilevamento delle patologie renali per garantire a ogni cittadino europeo pari accesso a cure sanitarie di elevata qualità”.

Il legame tra insufficienza renale cronica e malattie cardiovascolari è bidirezionale: l’ipertensione e altre malattie cardiovascolari causano le malattie renali e queste sono a loro volta causa di ipertensione e aumentano il rischio di sviluppo di altri tipi di patologia cardiovascolare. In verità, nelle persone affette da insufficienza renale cronica è più probabile che si verifichi mortalità per un evento cardiovascolare che per un blocco renale.

 

 






 
 
 
 

  



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