E’
necessario che l’Unione Europea agisca per promuovere una maggiore
sensibilizzazione dell’opinione pubblica e diagnosi e trattamento
precoci dell’insufficienza renale cronica e delle patologie ed essa
correlate, quali malattie cardiovascolari, ipertensione e diabete. E’
questo il monito lanciato ieri dalla European Kidney Health Alliance –
Alleanza Europea per la Salute dei Reni - e dal Gruppo di Parlamentari
europei per la Salute dei Reni, riuniti presso la sede del Parlamento
europeo di Strasburgo con un gruppo di nefrologi, politici e
associazioni di pazienti provenienti da diversi paesi europei, fra cui
l’Italia, per fare il punto sull’insufficienza renale cronica in Europa
in vista della Giornata Mondiale del Rene.
Nel corso del suo intervento, il Professor Andrew Rees,
Presidente della European Kidney Health Alliance ha commentato:
“Nonostante il 10% delle persone in Europa soffra di insufficienza
renale cronica, la consapevolezza dei problemi a essa correlati è
piuttosto scarsa”.
A dimostrazione di come siano necessari maggiori sforzi per prevenire la
malattie renali croniche, i dati di un sondaggio realizzato in occasione
della Giornata Mondiale del Rene con il sostegno di Amgen in 5 paesi
europei (Italia, Francia, Spagna, Gran Bretagna e Germania) su pazienti
affetti da malattie cardiovascolari e diabete: 73% dei pazienti non
erano consapevoli del loro accresciuto rischio di danno renale cronico,
solo metà (47%) degli intervistati aveva fatto controllare la propria
funzione renale a un medico e, ancor peggio, oltre l’80% non aveva mai
neanche discusso con il proprio medico delle misure da adottare per
preservare la salute dei propri reni.
I dati specifici relativi agli intervistati italiani sono ugualmente
preoccupanti: solo il 21% era consapevole di tutte le funzioni dei reni
e oltre l’80% non era a conoscenza della loro funzione nel controllo
della pressione sanguigna. Inoltre, il 41% dei soggetti diabetici e meno
di 1 su 5 (16%) tra quelli affetti da malattie cardiovascolari avevano
discusso con il proprio medico delle possibili misure da adottare per la
salute dei propri reni e appena più di un terzo (39%) dei pazienti con
malattie cardiovascolari e circa metà (59%) di coloro affetti da diabete
aveva fatto monitorare la propria funzione renale a un medico. Solo il
13% dei pazienti italiani intervistati ha dichiarato di conoscere tutte
le possibili conseguenze dell’insufficienza renale cronica mentre il 55%
ha riconosciuto la necessità di un periodico trattamento con dialisi o
del trapianto del rene. Tuttavia, solo il 9% era al corrente delle altre
conseguenze, come l’anemia.
“Questi risultati sono allarmanti e richiedono una maggiore
consapevolezza nelle persone affette da malattie cardiovascolari, come
l’ipertensione, per minimizzare il loro rischio di sviluppare un danno
renale cronico” ha commentato il Professor Carmine Zoccali
dell’Istituto di Biomedicina, Epidemiologia Clinica e Fisiopatologia
delle Malattie Renali e dell'Ipertensione dell'Ospedale Riuniti di
Reggio Calabria “Semplici test e un programma di screening possono
contribuire alla riduzione del numero di soggetti che soffrono di
malattie renali e delle sue conseguenze, fattori di grave impatto sulla
salute e qualità della vita dei pazienti”.
Negli stadi più avanzati, l’insufficienza renale cronica richiede una
terapia sostitutiva con dialisi o trapianto. Il dibattito attualmente in
corso a livello europeo sulla donazione e il trapianto di organi pone
l’accento sulla necessità di rimediare alla carenza di organi destinati
ai trapianti. La risoluzione ufficiale del Parlamento Europeo a tal
proposito riconosce l’importanza non solo della collaborazione tra gli
Stati Membri per combattere tale carenza, ma anche della necessità di
misure di sanità pubblica per facilitare la diagnosi precoce e la
gestione di malattie croniche come l’insufficienza renale. Le strategie
preventive sono l'unico metodo in grado di minimizzare il numero di casi
di trapianto futuri.
La Parlamentare europea Frieda Brepoels ha dichiarato: “Sono
fortemente convinta che l’Unione Europea possa giocare un ruolo
significativo nell’incoraggiare gli Stati Membri ad adottare misure
urgenti per riconoscere l’entità del problema dell’insufficienza renale
cronica, dell’ipertensione e delle altre patologie a esse correlate, e
per prevenire la relativa mortalità e sofferenza. Il progresso è
possibile grazie allo scambio di esperienze tra Stati Membri e al
miglioramento delle tecnologie esistenti per il rilevamento delle
patologie renali per garantire a ogni cittadino europeo pari accesso a
cure sanitarie di elevata qualità”.
Il legame tra insufficienza renale cronica e malattie cardiovascolari è
bidirezionale: l’ipertensione e altre malattie cardiovascolari causano
le malattie renali e queste sono a loro volta causa di ipertensione e
aumentano il rischio di sviluppo di altri tipi di patologia
cardiovascolare. In verità, nelle persone affette da insufficienza
renale cronica è più probabile che si verifichi mortalità per un evento
cardiovascolare che per un blocco renale.