Il Glaucoma è una delle
cause principali di cecità nel mondo, con una prevalenza superiore al 2
per cento in persone oltre i 40 anni: ma può presentarsi in forme molto
gravi anche fin dalla nascita.
La patologia (Glaucoma Congenito Primario) compare alla nascita o nei
primi mesi di vita e prevalentemente appare dovuto a cause genetiche.
Nel piccolo occhio affetto è presente una malformazione che rende
difficoltoso il deflusso dell’umor acqueo interno al bulbo oculare, con
relativo aumento della pressione intra-oculare ed una progressiva
conseguente atrofia del nervo ottico: nei primi 18 mesi di vita, quando
il tessuto collageno corneale e della sclera risulta ancora elastico,
una pressione intraoculare elevata può deformare la cornea , distendere
la sclera e determinare un aumento complessivo delle dimensioni oculari
(megalocornea).
Il Glaucoma congenitoinfantile è poi una entità clinicamente distinta
dal glaucoma giovanile e dell’adulto e fortunatamente molto rara (la
prevalenza è di 1/10000): è responsabile dello 0.01 - 0.04 % dei casi di
cecità totale.
Il gene responsabile (CYP1B1), è già identificato (nel cromosoma 2) fin
dal 1995: la patologia ad esso associata viene trasmessa in forma
autosomica recessiva: vuol dire che si manifesta solo se il bambino ha
ereditato il difetto genico da entrambi i genitori, e appare comunque
come una forma isolata e non familiare.
In particolare questo gene è coinvolto nel metabolismo di sostanze
(probabilmente degli steroidi) attive nella differenziazione e crescita
dell’occhio e nella regolazione della trasparenza corneale e della
secrezione dell’umor acqueo il che spiegherebbe l’offuscamento della
cornea e l’aumento della pressione intra-oculare: i due maggiori criteri
diagnostici per il glaucoma infantile.
In tutti i neonati con megalocornea che rivelano irritabilità e
fotofobia [grave fastidio alla luce] bisogna sospettare un glaucoma
congenito ed indirizzare i genitori verso una struttura specialistica,
che consentirà mediante particolari esami strumentali di verificare la
presenza della patologia e quindi intervenire tempestivamente prima che
il nervo ottico sia danneggiato in modo irreversibile. In alcuni casi è
sufficiente un intervento farmacologico, ma molto spesso è l’intervento
chirurgico ad essere risolutivo.
Attualmente, a conferma della diagnosi prettamente clinica, viene
eseguita la diagnosi molecolare mediante il sequenziamento del DNA del
paziente e normalmente la probabilità di identificare mutazioni nel gene
CYP1B1 aumenta in presenza di storia familiare, di consanguineità dei
genitori ed in presenza di una forma bilaterale e grave.
Polo di ricerche a Milano
Grazie alla collaborazione dei clinici della Società Oftalmologica
Italiana e della Società Italiana di Oculisti Pediatri è stato avviato
nel 2003 presso il laboratorio di Genetica Medica dell’Ospedale di
Niguarda a Milano, lo studio del gene responsabile in pazienti italiani
con glaucoma infantile congenito. Ad oggi è stata raccolta una casistica
con più di 130 pazienti, per la maggior parte afferenti alla Struttura
di Oculistica Pediatrica dell’Ospedale Niguarda.. Nel 39 per cento dei
soggetti affetti, con la manifestazione del glaucoma quasi sempre fin
dai primi mesi dopo la nascita, il cui DNA è stato sottoposto
all’analisi di sequenza del gene responsabile, si è individuato il
difetto genetico ereditato dai genitori ed in alcuni casi ciò ha
permesso di eseguire anche una diagnosi prenatale o di smascherare la
presenza nei familiari di forme più lievi non clinicamente
diagnosticate.
Incidenza di glaucoma congenito
Fortunatamente, il glaucoma congenito non è una malattia comune: viene
colpito ,all’incirca, un neonato su diecimila. Una diagnosi precoce è
fondamentale. Questi bambini, infatti, possono essere aiutati solo se la
diagnosi viene posta in tempo.
Come sospettare il glaucoma congenito?
Il primo segno e certo quello più importante è l’ingrandimento dei globi
oculari; seguono la lacrimazione, che spesso è aumentata, la fotofobia
(intolleranza alla luce) che spesso spinge i piccoli pazienti a
nascondere il viso nei cuscini per evitare i raggi luminosi, i frequenti
ammiccamenti e lo stropiccio delle palpebre.
Come si diagnostica il glaucoma congenito?
Esaminare gli occhi di un neonato o di un bambino è sicuramente più
difficile che esaminare quelli di un adulto. Se vi è il sospetto di
glaucoma, si richiede un approfondito esame in anestesia generale.
Questo è il solo modo per misurare in modo corretto la pressione
intraoculare in un bambino piccolo. Oltre tale misurazione l’anestesia
generale consente un approfondito esame di tutte le parti dell'occhio e
del fondo oculare (nervo Ottico).
Trattamento del glaucoma congenito
Il trattamento dipende dalla severità della malattia: nei casi moderati,
si inizia tentando di abbassare la pressione intraoculare con dei
colliri. In genere, però, è indispensabile ricorrere alla chirurgia: il
chirurgo oftalmico deciderà quando e quale tipo di procedura adottare.
Giornata mondiale del
Glaucoma
Giovedì 12 marzo
AMBULATORIO Fond. Frat. S.FRANCESCO Onlus
Via R. Bertoni 9 [Moscova/S.Angelo]
Tutto il giorno, con
orario continuato 9-18, nell’Ambulatorio visite specialistiche e
documentazione gratuite per chi ‘ha l’età’ o precedenti in famiglia.