La
lacrimazione eccessiva (epifora) è un disturbo molto antipatico e
abbastanza diffuso che spinge le persone ad asciugarsi spesso l'occhio e
può alterare la vita sociale. Secondo quanto stimato dalla Mayo Clinic
di Rochester, Minnesota, l'ostruzione delle vie lacrimali interessa
infatti circa 30 persone ogni 100mila abitanti, con un'incidenza del 73%
più frequente nelle donne. «I pazienti affetti da ostruzione del
dotto naso-lacrimale sono infatti spesso donne sopra i 40 anni e bambini
nati con il dotto naso-lacrimale ostruito: due condizioni molto diverse,
nelle cause e nelle soluzioni», precisa Francesco Bernardini,
chirurgo oculoplastico di Genova, oculista super specialista, esperto
nella gestione di questo problema.
«Nei bambini, la lacrimazione è dovuta ad un ritardo della
perforazione spontanea del dotto lacrimale nel naso; questo ritardo
solitamente si completa in modo spontaneo entro il primo anno d'età.
Solamente nel 5 per cento dei casi la lacrimazione, da uno o da entrambi
gli occhi, non si ferma: conseguenza sono le frequenti congiuntiviti per
la formazione di materia (muco-pus) nel sacco lacrimale». Cosa fare?
«Il pediatra dovrebbe raccomandare ai pazienti visite oculistiche
specialistiche prima che il bimbo compia un anno e massaggi "forzati"
del sacco lacrimale -prosegue Bernardini-. Con il passare del
tempo, si abbassano le possibilità che il dotto si riapra da solo».
Poi, l'unico rimedio è nella chirurgia. «L'intervento è semplice e
prevede un sondaggio del dotto lacrimale associato ad un lavaggio oppure
ad una intubazione del condotto stesso, il cosiddetto "stenting" delle
vie lacrimali. Se questa procedura viene fatta entro i due anni di età,
le percentuali di successo sono molto elevate, intorno al 98%».
Negli adulti, il problema si può manifestare sopra i 40 anni. Le cause
non sono ancora ben conosciute e nella maggior parte dei casi si parla
di ostruzioni "idiopatiche", cioè non conseguenti a cause specifiche;
«si sa però con certezza che deviazione del setto nasale e sinusiti
croniche non hanno nessun ruolo nella loro insorgenza», precisa il
chirurgo. Anche negli adulti, l'ostruzione delle vie lacrimali porta ad
una lacrimazione continua, con lacrime che scendono lungo le guance,
oppure con un accumulo di lacrime tra le palpebre che può procurare
problemi alla vista. L'iperlacrimazione può essere associata ad
infezione del sacco lacrimale, fino ad arrivare ad infezioni acute con
dolore intenso, rossore e gonfiore del sacco lacrimale. «La causa è
una ostruzione del condotto lacrimale che va dalle palpebre al naso,
attraversando le ossa della piramide nasale -spiega Bernardini-.
Le donne, che hanno un canale lacrimale più stretto, hanno un'incidenza
10 volte maggiore rispetto agli uomini. Per risolvere questo problema
non ci sono trattamenti medici, o per semplificare "idraulici liquidi in
gocce" che possano migliorare la situazione. Esiste però un intervento
chirurgico che oggi ha quasi il 95% di possibilità di risolvere
definitivamente il problema. La tecnica storica, che è stata rinnovata
nei modi e nei tempi, si chiama "dacriocistorinostomia" e prevede un
taglio invisibile della cute di circa 1 centimetro nella zona dove
appoggiano gli occhiali».
Più complessa la situazione di chi ha un'ostruzione "alta" delle vie
lacrimali, con ostruzione completa dei canalini lacrimali superiore ed
inferiore. Conclude il chirurgo genovese: «In questi casi non è
possibile ricostruire le vie lacrimali normali, ma è necessario eseguire
un by-pass dall'occhio al naso utilizzando un tubo di vetro (detto tubo
di Jones) con una tecnica che si chiama
congiuntivo-dacriocistorinostomia e che viene oggi eseguita per via
endoscopica endonasale, senza cicatrici ed in regime di day surgery».