I
bambini sono definiti vulnerabili quando non sono in grado di
auto-proteggersi e si trovano in condizioni di insicurezza perché hanno
un genitore affetto da malattia invalidante, vivono nella povertà, hanno
subito violenza fisica o sessuale o sono loro stessi affetti da gravi
patologie.
Per i bambini più vulnerabili, la possibilità di vivere insieme ai
parenti stretti può essere l’opzione migliore, suggerisce un nuovo
studio dei ricercatori Cochrane. Nell’ambito dei recenti casi di abusi
su minori, lo studio potrebbe avere importanti implicazioni politiche.
“Noi non sappiamo quale tipo di cura “fuori-dalla-propria-casa” sia
migliore per i bambini. Ma la nostra ricerca suggerisce che i coloro i
quali rimangono con i parenti stanno meglio di quelli che vengono
inviati presso famiglie in affido” afferma il capo ricercatore
Marc Winokur, che lavora al Social Work Research Center presso
l’Università di Stato del Colorado, USA.
Da 20 anni circa un numero crescente di bambini allontanata dalla
propria casa e dai propri genitori per abusi o negligenza, è stata
affidata alle cure dei parenti.
Questo riflette un cambiamento nel welfare e nelle politiche per
favorire il benessere dei bambini vulnerabili. Nel 2005, circa 125mila
bambini negli USA sono stati affidati ai parenti più stretti; lo stesso
è avvenuto in Inghilterra, dove si è registrato un incremento dei
bambini accuditi dalle famiglie o da amici, passando dal 6% del 1989 al
12% del 2005. Poca ricerca è stata effettuata sull'impatto delle
cosiddette cure in famiglia rispetto ai tradizionali affidamenti –
ovvero la custodia dei bambini da parte di genitori volontari, non
legati da parentela.
I ricercatori hanno revisionato i dati di 62 studi su bambini che hanno
dovuto lasciare la propria casa. Le evidenze cumulate di questi studi
hanno evidenziato che i bambini affidati ai parenti sviluppavano meno
problemi di salute mentale e comportamentali. Inoltre rimanevano più a
lungo nella nuova casa rispetto ai bambini dati in affidamento, che
cambiavano più spesso famiglia.
I ricercatori hanno evidenziato come la scelta della soluzione migliore
sia strettamente legata alla storia personale del singolo bambino.
Inoltre sottolineano come si sappia ancora molto poco dei fattori che in
famiglia condizionano il benessere di questi bambini.
Winokur ha invitato i politici a riflettere sui risultati positivi che
hanno i trasferimenti dei bambini vulnerabili presso i loro parenti,
trasferimenti che possono essere incoraggiati anche per i loro minor
costi rispetto agli affidi. Infine ha sottolineato come gli affidi non
devono essere dimenticati: ”Gli affidi rimangono un essenziale
opzione di cura fuori-casa, siccome anche i bambini in affido positive
ottengono importanti benefici e opportune sistemazioni dai parenti non
sono sempre possibili”.
Fonte: Centro Cochrane Italiano - Istituto Mario Negri