Genova Anno VI - n°37 - 19.02.2009 Pagine Nazionali

del 06/03/2009

 

La Dieta Mediterranea migliora prestazioni sessuali e fertilità


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it 

Infertilità e disfunzione erettile sono determinate da comportamenti alimentari non equilibrati, così come accade per le malattie cardiovascolari, alcune forme di tumore, le patologie gastrointestinali, quelle dentali, l’osteoporosi e il diabete.

Lo sottolinea la Società Italiana di Andrologia che proprio quest’anno, con il patrocinio del Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, dedica al tema dell’alimentazione la 9° edizione della Settimana della Prevenzione Andrologica, l’iniziativa finalizzata a sensibilizzare la popolazione maschile verso una maggiore attenzione alla propria salute sessuale ed alla fertilità, che vedrà la disponibilità in tutta Italia (dal 23 al 28 marzo) di oltre 235 ambulatori pubblici e privati ad effettuare visite specialistiche gratuite.
Mentre negli Stati Uniti la Peta, nota Organizzazione per la protezione degli animali, subisce la “censura” della rete televisiva NBC per lo spot pubblicitario che promuove la dieta vegetariana quale rimedio contro i disturbi sessuali, gli andrologi italiani mettono l’accento sulla Dieta Mediterranea, per la quale è stata richiesta la candidatura transnazionale a patrimonio culturale in materiale dell’umanità.


“L’alimentazione è un elemento chiave per la salute insieme a uno stile di vita sano – sottolinea Vincenzo Gentile, Presidente della SIA – Il benessere sessuale legato all’alimentazione è dovuto ad una serie di fattori che vanno dalla qualità degli alimenti all’associazione variegata degli stessi fino alle implicazioni psicologiche per quelli che vengono spesso identificati come cibi afrodisiaci. Considerazioni che non mettono in discussione gli effetti benefici della dieta equilibrata in termini di longevità e qualità di vita, anzi rafforzano. Non possiamo dunque che essere favorevoli al tradizionale modello alimentare mediterraneo ritenuto oggi, in tutto il mondo, uno dei più efficaci per la protezione della salute, compresa quella sessuale. Una dieta troppo ricca di carboidrati, ad esempio, può provocare una risposta insulinica anomala che ha come conseguenza il calo del testosterone. Preferire alimenti freschi, ricchi di antiossidanti, ridurre al minimo il consumo di grassi animali mantiene sano il sistema circolatorio e di conseguenza efficiente anche il sistema vascolare penieno, l’importante per un’erezione valida.”

“Esiste un rapporto strettissimo tra disfunzioni sessuali, problemi cardiovascolari e obesità
– spiega Gentile - La disfunzione erettile, in particolare, è sinonimo di disfunzione endoteliale e come tale identifica un legame molto stretto tra pene e cuore. Opinione che viene confermata da recenti ricerche che hanno messo in evidenza come la comparsa di disturbi dell’erezione sia indice di un elevato rischio di infarto nei successivi 2 o 3 anni. Lo ricorda anche un recente editoriale pubblicato sulla prestigiosa rivista British Medical Journal attraverso il quale alcuni esperti esortano i medici di base a non sottovalutare le disfunzioni sessuali denunciate dai pazienti.”

Se dunque per vegetariani e vegani la carne sarebbe alla base dei disturbi cardiovascolari e quindi sessuali, bisogna fare molta attenzione sui rischi determinati da una alimentazione che limita la combinazione dei diversi alimenti.

“Essere vegetariano non vuol dire necessariamente essere in buona salute – osserva Nicola Mondaini, Dirigente Medico I Livello, Ospedale S. Maria Annunziata, Università di Firenze - Tutto dipende da quello che si mangia. Le verdure fritte, per esempio, se mangiate in eccesso non giovano alla salute ma, al contrario, possono essere causa di disordini cardiovascolari e problemi legati all’aumento del colesterolo nel sangue. Inoltre il vegetarianismo potrebbe avere effetti negativi sul desiderio sessuale determinando una deficienza di zinco, strettamente associata alla riduzione del testosterone e alla depressione dello stimolo sessuale”.

La Dieta Mediterranea, al contrario, combinando nutrienti differenti, permette di prevenire i danni al sistema cardiocircolatorio, e quindi all’apparato genitale maschile e alla sua capacità erettile.
Lo conferma anche il risultato di una meta-analisi eseguita nel 2008 dall’Università di Firenze. Prendendo in esame 12 studi, per un totale di 1,5 milioni di persone coinvolte, con follow-up 3-18 anni, l’analisi ha confermato il ruolo protettivo svolto dalla dieta mediterranea con riduzioni significative rispetto agli end-point stabiliti:
-9% di mortalità per ogni tipo di causa
-9% di mortalità ed incidenza per malattie cardiovascolari
-6% di mortalità ed incidenza per malattie tumorali
-13% di incidenza delle malattie neurodegenerative

“Seguire un regime di dieta mediterranea determina esiti diretti positivi anche sulla sfera sessuale con aumento del testosterone, controllo del colesterolo e aumento dell’attività antiossidante – sottolinea Mondaini - Sul fronte degli effetti indiretti, variare la propria alimentazione, seguendo i suggerimenti proposti dalla piramide alimentare, consente di tenere sotto controllo il peso corporeo con chiari vantaggi per la salute generale e sessuale.”

L’obesità, infatti, può compromettere nell’uomo la funzione sessuale proprio perché la presenza di massa grassa è strettamente legata alla diminuzione dei livelli di testosterone, l’ormone che gioca un ruolo fondamentale nella regolazione della funzione sessuale maschile.

“Un tempo si sosteneva che nei bambini un peso superiore al normale fosse sinonimo di benessere – evidenzia Mondaini – E’ evidente che non vi sia nulla di più sbagliato: l’obesità infantile è la causa principale di patologie come il diabete e l’ipertensione che un tempo riguardavano i soli adulti, con evidenti costi sanitari che aumentano con il passare degli anni se si considera che il rischio che un bambino obeso rimanga tale anche da adulto è pari all’80%.”

Secondo i dati del 2008 del Ministero della Salute , in Italia circa il 24% dei bambini tra i 6 ed i 9 anni è in sovrappeso e il 12% è obeso, con una ripartizione territoriale non omogenea che vede le regioni del Sud particolarmente afflitte dal problema, con punte che arrivano a calcolare casi di obesità per un bambino su 2 in Campania.

“È quindi molto probabile trovarsi tra 15-20 anni di fronte ad un aumento esponenziale di malattie cardiovascolari, diabete e tumori – spiega Mondaini – La prevenzione è molto importante perché il trattamento dell’obesità è difficile e spesso porta a risultati deludenti. Le cause sono da ricercare principalmente in un’alimentazione non corretta e in una scarsa attività fisica, e a volte in fattori genetici e psicologici”.

La 9° edizione della Settimana della Prevenzione Andrologica
con il Patrocinio per Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali e del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

Da lunedì 23 a sabato 28 marzo sarà possibile effettuare una visita specialistica gratuita in uno dei 235 centri specializzati (pubblici e privati) che hanno aderito al progetto, distribuiti sull’intero territorio nazionale, e chiedere consigli ad uno degli oltre 300 specialisti coinvolti. Per individuare il centro più vicino è sufficiente contattare da telefono fisso il numero verde 800 999277 (attivo dal 9 marzo al 4 aprile dalle ore 9 alle ore 18) o visitare il sito www.andrologiaitaliana.it – nella sezione dedicata alla Settimana della Prevenzione Andrologica.

 

 






 
 
 
 

  



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