Infertilità
e disfunzione erettile sono determinate da comportamenti alimentari non
equilibrati, così come accade per le malattie cardiovascolari, alcune
forme di tumore, le patologie gastrointestinali, quelle dentali,
l’osteoporosi e il diabete.
Lo sottolinea la Società Italiana di Andrologia che proprio quest’anno,
con il patrocinio del Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali e
del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, dedica al
tema dell’alimentazione la 9° edizione della Settimana della Prevenzione
Andrologica, l’iniziativa finalizzata a sensibilizzare la popolazione
maschile verso una maggiore attenzione alla propria salute sessuale ed
alla fertilità, che vedrà la disponibilità in tutta Italia (dal 23 al 28
marzo) di oltre 235 ambulatori pubblici e privati ad effettuare visite
specialistiche gratuite.
Mentre negli Stati Uniti la Peta, nota Organizzazione per la protezione
degli animali, subisce la “censura” della rete televisiva NBC per lo
spot pubblicitario che promuove la dieta vegetariana quale rimedio
contro i disturbi sessuali, gli andrologi italiani mettono l’accento
sulla Dieta Mediterranea, per la quale è stata richiesta la candidatura
transnazionale a patrimonio culturale in materiale dell’umanità.
“L’alimentazione è un elemento chiave per la salute insieme a uno
stile di vita sano – sottolinea Vincenzo Gentile, Presidente
della SIA – Il benessere sessuale legato all’alimentazione è dovuto
ad una serie di fattori che vanno dalla qualità degli alimenti
all’associazione variegata degli stessi fino alle implicazioni
psicologiche per quelli che vengono spesso identificati come cibi
afrodisiaci. Considerazioni che non mettono in discussione gli effetti
benefici della dieta equilibrata in termini di longevità e qualità di
vita, anzi rafforzano. Non possiamo dunque che essere favorevoli al
tradizionale modello alimentare mediterraneo ritenuto oggi, in tutto il
mondo, uno dei più efficaci per la protezione della salute, compresa
quella sessuale. Una dieta troppo ricca di carboidrati, ad esempio, può
provocare una risposta insulinica anomala che ha come conseguenza il
calo del testosterone. Preferire alimenti freschi, ricchi di
antiossidanti, ridurre al minimo il consumo di grassi animali mantiene
sano il sistema circolatorio e di conseguenza efficiente anche il
sistema vascolare penieno, l’importante per un’erezione valida.”
“Esiste un rapporto strettissimo tra disfunzioni sessuali, problemi
cardiovascolari e obesità – spiega Gentile - La disfunzione
erettile, in particolare, è sinonimo di disfunzione endoteliale e come
tale identifica un legame molto stretto tra pene e cuore. Opinione che
viene confermata da recenti ricerche che hanno messo in evidenza come la
comparsa di disturbi dell’erezione sia indice di un elevato rischio di
infarto nei successivi 2 o 3 anni. Lo ricorda anche un recente
editoriale pubblicato sulla prestigiosa rivista British Medical Journal
attraverso il quale alcuni esperti esortano i medici di base a non
sottovalutare le disfunzioni sessuali denunciate dai pazienti.”
Se dunque per vegetariani e vegani la carne sarebbe alla base dei
disturbi cardiovascolari e quindi sessuali, bisogna fare molta
attenzione sui rischi determinati da una alimentazione che limita la
combinazione dei diversi alimenti.
“Essere vegetariano non vuol dire necessariamente essere in buona
salute – osserva Nicola Mondaini, Dirigente Medico I Livello,
Ospedale S. Maria Annunziata, Università di Firenze - Tutto dipende
da quello che si mangia. Le verdure fritte, per esempio, se mangiate in
eccesso non giovano alla salute ma, al contrario, possono essere causa
di disordini cardiovascolari e problemi legati all’aumento del
colesterolo nel sangue. Inoltre il vegetarianismo potrebbe avere effetti
negativi sul desiderio sessuale determinando una deficienza di zinco,
strettamente associata alla riduzione del testosterone e alla
depressione dello stimolo sessuale”.
La Dieta Mediterranea, al contrario, combinando nutrienti differenti,
permette di prevenire i danni al sistema cardiocircolatorio, e quindi
all’apparato genitale maschile e alla sua capacità erettile.
Lo conferma anche il risultato di una meta-analisi eseguita nel 2008
dall’Università di Firenze. Prendendo in esame 12 studi, per un totale
di 1,5 milioni di persone coinvolte, con follow-up 3-18 anni, l’analisi
ha confermato il ruolo protettivo svolto dalla dieta mediterranea con
riduzioni significative rispetto agli end-point stabiliti:
-9% di mortalità per ogni tipo di causa
-9% di mortalità ed incidenza per malattie cardiovascolari
-6% di mortalità ed incidenza per malattie tumorali
-13% di incidenza delle malattie neurodegenerative
“Seguire un regime di dieta mediterranea determina esiti diretti
positivi anche sulla sfera sessuale con aumento del testosterone,
controllo del colesterolo e aumento dell’attività antiossidante –
sottolinea Mondaini - Sul fronte degli effetti indiretti,
variare la propria alimentazione, seguendo i suggerimenti proposti dalla
piramide alimentare, consente di tenere sotto controllo il peso corporeo
con chiari vantaggi per la salute generale e sessuale.”
L’obesità, infatti, può compromettere nell’uomo la funzione sessuale
proprio perché la presenza di massa grassa è strettamente legata alla
diminuzione dei livelli di testosterone, l’ormone che gioca un ruolo
fondamentale nella regolazione della funzione sessuale maschile.
“Un tempo si sosteneva che nei bambini un peso superiore al normale
fosse sinonimo di benessere – evidenzia Mondaini – E’ evidente
che non vi sia nulla di più sbagliato: l’obesità infantile è la causa
principale di patologie come il diabete e l’ipertensione che un tempo
riguardavano i soli adulti, con evidenti costi sanitari che aumentano
con il passare degli anni se si considera che il rischio che un bambino
obeso rimanga tale anche da adulto è pari all’80%.”
Secondo i dati del 2008 del Ministero della Salute , in Italia circa il
24% dei bambini tra i 6 ed i 9 anni è in sovrappeso e il 12% è obeso,
con una ripartizione territoriale non omogenea che vede le regioni del
Sud particolarmente afflitte dal problema, con punte che arrivano a
calcolare casi di obesità per un bambino su 2 in Campania.
“È quindi molto probabile trovarsi tra 15-20 anni di fronte ad un
aumento esponenziale di malattie cardiovascolari, diabete e tumori –
spiega Mondaini – La prevenzione è molto importante perché il
trattamento dell’obesità è difficile e spesso porta a risultati
deludenti. Le cause sono da ricercare principalmente in un’alimentazione
non corretta e in una scarsa attività fisica, e a volte in fattori
genetici e psicologici”.
La 9° edizione della Settimana della Prevenzione Andrologica
con il Patrocinio per Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali e
del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali
Da lunedì 23 a sabato 28 marzo sarà possibile effettuare una
visita specialistica gratuita in uno dei 235 centri specializzati
(pubblici e privati) che hanno aderito al progetto, distribuiti
sull’intero territorio nazionale, e chiedere consigli ad uno degli oltre
300 specialisti coinvolti. Per individuare il centro più vicino è
sufficiente contattare da telefono fisso il numero verde 800 999277
(attivo dal 9 marzo al 4 aprile dalle ore 9 alle ore 18) o visitare il
sito www.andrologiaitaliana.it – nella sezione dedicata alla Settimana
della Prevenzione Andrologica.