La
somministrazione a lungo termine del condroitinsolfato (Condral 800 mg,
1 bustine al gg) per un
periodo di 2 anni può rallentare il deterioramento radiologico e clinico
delle strutture articolari in pazienti con osteoartrosi del ginocchio e ridurre significativamente
il dolore. E’ questa la conclusione di uno studio multicentrico (studio STOPP) dal titolo “Effetti a lungo termine del Condroitin 4 e 6 solfato
sull’osteoartrosi del ginocchio” pubblicato su Arthritis & Rheumatism
2009. Fino ad oggi nell’osteoartrosi del ginocchio, considerando che gli
effetti collaterali spesso limitano l'uso della farmacoterapia e che la
terapia chirurgica in quanto inefficace, la notizia del beneficio del
condroitinsoltao assume particolare interesse. E i numeri non mancano.
In particolare è stata osservata una significativa riduzione ( P <
0.0001) della perdita minima dello spazio articolare nel gruppo trattato
con condroitinsolfato (CS) nei confronti dei soggetti trattati con il
placeb: in sostanza la percentuale di pazienti con alterazione di
progressione radiografica ≥0.25 mm era significativamente ridotta nel
gruppo CS a confronto del gruppo placebo: 28% verso 41% con una
significatività statistica importante. Inoltre migliorava anche il
dolore più rapidamente nel gruppo CS rispetto all gruppo placebo (P <
0.01).
Dall’analisi dei risulttai si potrebbe concludere che il farmaco è stato
in grado di modificare la progressione dell’osteoartrosi e ridurre
significativamente il dolore. : Il gruppo studiato comprendeva pazienti
da Francia, Belgio, Svizzera, Austria e Stati Uniti, arruolati tra
febbraio 2000 e luglio 2002. Il ginocchio sintomatico (con punteggio del
dolore di almeno 30 mm su 0-100 mm di scala analogica visuale (VAS) per
almeno 3 mesi prima della selezione e la larghezza minima dello spazio
articolare(JSW) di almeno 1 mm) veniva definito come ginocchio target.
Se ambedue le ginocchia erano sintomatici veniva preferito quello con
JSW più stretta. Se ambedue le ginocchia presentavano la stessa JSW, si
sceglieva quello più sintomatico. A due anni di distanza i risultati
sono stati dunque sorprendenti in quanto il gruppo del condroitinsolfato
ha riferito migliori risultati rispetto al gruppo placebo sia per quanto
riguarda la riduzione della rarefazione dell’osso che la riduzione dei
dolori.
L'osteoartrosi (OA), la più comune di tutte le patologie articolari: la
quasi totalità dei soggetti intorno ai 40 anni, mostra qualche
alterazione patologica delle articolazioni sottoposte al carico, benché
una parte relativamente piccola di essi presenti una sintomatologia.
Vengono colpiti entrambi i sessi con la stessa frequenza, ma l'esordio è
più precoce nel maschio. L'OA viene classificata in primaria (idiopatica)
e secondaria ad alcuni fattori causali noti. L'OA primaria generalizzata
coinvolge le articolazioni interfalangee distali e prossimali
(provocando la formazione dei noduli di Heberden e di Bouchard), la
prima articolazione carpo-metacarpale, i dischi intervertebrali e le
apofisi articolari vertebrali della colonna nei tratti cervicale e
lombare, la prima articolazione metatarso-falangea, l'anca, il
ginocchio. L'OA secondaria sembra risultare da condizioni che cambiano
il microambiente dei condrociti. Queste includono anomalie articolari
congenite, anomalie genetiche, malattie infettive, metaboliche,
endocrine o neurologiche; malattie che alterano la struttura e la
funzione della cartilagine ialina (p. es., l'AR, la gotta e la
condrocalcinosi); i traumi (comprese le fratture) a carico della
cartilagine ialina o dei tessuti circostanti (p. es., per uso eccessivo
e prolungato di una o di un gruppo di articolazioni, come si verifica in
particolari lavori, quali il lavoro di fonderia, in miniere di carbone o
come autista di autobus).