Genova Anno VI - n°37 - 19.02.2009 Pagine Nazionali

del 02/03/2009

 

L’infertilità maschile fattore di rischio per HPV


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it 

Possibile ruolo patogenetico del Papilloma Virus (HPV) nell’infertilità maschile. Lo evidenzia l’équipe di Crioconservazione dei Gameti maschili dell’Azienda ospedaliera universitaria di Padova, diretta dal professor Carlo Foresta, presidente della SIFR (Società Italiana di Fisiopatologia della Riproduzione) riunita a convegno ad Abano Terme.
Quando dura l’infezione nel liquido seminale? Il 50% pazienti che risultavano positivi un anno fa lo sono ancora adesso: dunque l’infezione non viene eliminata facilmente dal liquido seminale. Di più: nei pazienti infertili che non hanno nessun tipo di fattore di rischio per la presenza di HPV (una partner per volta, nessuna presenza di conditomi), il 10% risulta comunque positivo per HPV nel liquido seminale. Nei maschi le cui partner risultano positive all’HPV il 40% è positivo nel liquido seminale, negli uomini che hanno lesioni condilomatose peniene (condilomi) il 54% risulta positivo nel liquido seminale. Dunque la ricerca del Papilloma Virus nel liquido seminale ha frequenze di positività diverse a seconda delle coorti di riferimento, di abitudini e stili di vita.

Il virus dell’HPV è presente negli spermatozoi degli uomini infertili. Non solo, può rivelarsi una delle cause dell’infertilità stessa. L’HPV dunque come fattore causale dell’infertilità e del mancato successo della fecondazione assistita: il Papilloma virus si rivela elemento negativo per la fertilità perché altera le caratteristiche degli spermatozoi e risulta pericoloso per la microiniezione degli spermatozoi all’interno dell’ovocita. Le patologie maschili associate all’infezione da Papilloma virus sono solo in parte documentate: è conosciuta la correlazione con conditomi e verruche, tumori del pene, dell’ano e dell’orofaringe, ora è noto anche il possibile ruolo che l’HPV può avere nell’infertilità maschile.
“Questo è preoccupante – spiega il prof. Foresta - perché è possibile che, nei pazienti infertili per alterazione della motilità e delle caratteristiche funzionali degli spermatozoi, il responsabile sia l’HPV che altera le peculiarità degli spermatozoi stessi ed è causa di carente fertilità. Inoltre, se questi spermatozoi venissero utilizzati per tecniche di fecondazione in vitro potrebbero comportare il passaggio del Dna virale nell’ovocita, con mancanza di sviluppo dell’embrione e quindi fallimento della fecondazione stessa. Questi risultati sono importanti e vanno estesi perché se si confermasse una così forte presenza di Papilloma Virus nella popolazione infertile e soprattutto una presenza di HPV negli spermatozoi, la ricerca dell’HPV nel liquido seminale dovrebbe diventare un’indagine di routine”.

HPV, cos’è
Il preservativo non annulla il rischio di infezione

Nei maschi l'infezione da HPV è sovente presente dai 18 anni in poi e la sua mancata neutralizzazione ne comporta la trasmissione a tutte le persone non vaccinate.
I Papillomavirus HPV sono membri di una grande ed eterogenea famiglia, le papovaviridae, comprendenti oltre 100 tipi virali diversi, di cui circa 40 attaccano le mucose anogenitali. I virus che infettano gli apparati genitali sono classificati in genotipi a basso rischio oncogeno, che possono causare i condilomi e lesioni di basso grado, ed in genotipi ad alto rischio oncogeno, che sono responsabili del carcinoma cervicale e di altri tumori del tratto anogenitale. Nello specifico, i tipi 6 ed 11 sono responsabili del 90% dei casi di condilomatosi genitale ed i tipi 16 e 18 del 75% dei casi di carcinoma della cervice uterina, del 70% delle lesioni cancerose del collo dell'utero, del 70% dei casi di cancro della vulva e della vagina.


Poca attenzione è stata rivolta ad HPV nell'uomo, dove si riscontra la presenza di questo agente patogeno nel tratto urogenitale in percentuali paragonabili a quelle femminili. L'80% degli uomini sessualmente attivi contrae l'infezione da HPV in qualche momento della propria vita, solitamente dopo i primi rapporti sessuali. Entro i 18 anni, già il 50-60% degli uomini sessualmente attivi contrae questa infezione che, nella maggioranza dei casi, non dà sintomi e si risolve spontaneamente. Durante un rapporto sessuale in cui uno dei partner è infetto, il contatto fisico a livello genitale-genitale, manuale-genitale o orale-genitale, determina la trasmissione del virus. L'utilizzo del preservativo, pertanto, riduce di molto la trasmissione dell'infezione, ma non l'annulla. I rischi potenziali nell'uomo non sono completamente studiati: l'HPV, infatti, è stato individuato nel sistema riproduttivo maschile e nel liquido seminale, ma finora non era chiaro il suo ruolo nell'infertilità maschile.

 

 






 
 
 
 

  



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