Possibile ruolo
patogenetico del Papilloma Virus (HPV) nell’infertilità maschile. Lo
evidenzia l’équipe di Crioconservazione dei Gameti maschili dell’Azienda
ospedaliera universitaria di Padova, diretta dal professor Carlo
Foresta, presidente della SIFR (Società Italiana di Fisiopatologia
della Riproduzione) riunita a convegno ad Abano Terme.
Quando dura l’infezione nel liquido seminale? Il 50% pazienti che
risultavano positivi un anno fa lo sono ancora adesso: dunque
l’infezione non viene eliminata facilmente dal liquido seminale. Di più:
nei pazienti infertili che non hanno nessun tipo di fattore di rischio
per la presenza di HPV (una partner per volta, nessuna presenza di
conditomi), il 10% risulta comunque positivo per HPV nel liquido
seminale. Nei maschi le cui partner risultano positive all’HPV il 40% è
positivo nel liquido seminale, negli uomini che hanno lesioni
condilomatose peniene (condilomi) il 54% risulta positivo nel liquido
seminale. Dunque la ricerca del Papilloma Virus nel liquido seminale ha
frequenze di positività diverse a seconda delle coorti di riferimento,
di abitudini e stili di vita.
Il virus dell’HPV è presente negli spermatozoi degli uomini infertili.
Non solo, può rivelarsi una delle cause dell’infertilità stessa. L’HPV
dunque come fattore causale dell’infertilità e del mancato successo
della fecondazione assistita: il Papilloma virus si rivela elemento
negativo per la fertilità perché altera le caratteristiche degli
spermatozoi e risulta pericoloso per la microiniezione degli spermatozoi
all’interno dell’ovocita. Le patologie maschili associate all’infezione
da Papilloma virus sono solo in parte documentate: è conosciuta la
correlazione con conditomi e verruche, tumori del pene, dell’ano e dell’orofaringe,
ora è noto anche il possibile ruolo che l’HPV può avere nell’infertilità
maschile.
“Questo è preoccupante – spiega il prof. Foresta -
perché è possibile che, nei pazienti infertili per alterazione della
motilità e delle caratteristiche funzionali degli spermatozoi, il
responsabile sia l’HPV che altera le peculiarità degli spermatozoi
stessi ed è causa di carente fertilità. Inoltre, se questi spermatozoi
venissero utilizzati per tecniche di fecondazione in vitro potrebbero
comportare il passaggio del Dna virale nell’ovocita, con mancanza di
sviluppo dell’embrione e quindi fallimento della fecondazione stessa.
Questi risultati sono importanti e vanno estesi perché se si confermasse
una così forte presenza di Papilloma Virus nella popolazione infertile e
soprattutto una presenza di HPV negli spermatozoi, la ricerca dell’HPV
nel liquido seminale dovrebbe diventare un’indagine di routine”.
HPV, cos’è
Il preservativo non annulla il rischio di infezione
Nei maschi l'infezione da HPV è sovente presente dai 18 anni in poi e la
sua mancata neutralizzazione ne comporta la trasmissione a tutte le
persone non vaccinate.
I Papillomavirus HPV sono membri di una grande ed eterogenea famiglia,
le papovaviridae, comprendenti oltre 100 tipi virali diversi, di cui
circa 40 attaccano le mucose anogenitali. I virus che infettano gli
apparati genitali sono classificati in genotipi a basso rischio
oncogeno, che possono causare i condilomi e lesioni di basso grado, ed
in genotipi ad alto rischio oncogeno, che sono responsabili del
carcinoma cervicale e di altri tumori del tratto anogenitale. Nello
specifico, i tipi 6 ed 11 sono responsabili del 90% dei casi di
condilomatosi genitale ed i tipi 16 e 18 del 75% dei casi di carcinoma
della cervice uterina, del 70% delle lesioni cancerose del collo
dell'utero, del 70% dei casi di cancro della vulva e della vagina.
Poca attenzione è stata rivolta ad HPV nell'uomo, dove si riscontra la
presenza di questo agente patogeno nel tratto urogenitale in percentuali
paragonabili a quelle femminili. L'80% degli uomini sessualmente attivi
contrae l'infezione da HPV in qualche momento della propria vita,
solitamente dopo i primi rapporti sessuali. Entro i 18 anni, già il
50-60% degli uomini sessualmente attivi contrae questa infezione che,
nella maggioranza dei casi, non dà sintomi e si risolve spontaneamente.
Durante un rapporto sessuale in cui uno dei partner è infetto, il
contatto fisico a livello genitale-genitale, manuale-genitale o
orale-genitale, determina la trasmissione del virus. L'utilizzo del
preservativo, pertanto, riduce di molto la trasmissione dell'infezione,
ma non l'annulla. I rischi potenziali nell'uomo non sono completamente
studiati: l'HPV, infatti, è stato individuato nel sistema riproduttivo
maschile e nel liquido seminale, ma finora non era chiaro il suo ruolo
nell'infertilità maschile.