Genova Anno VI - n°37 - 19.02.2009 Pagine Nazionali

 

Confermati i benefici della vaccinazione anti HPV


Gardasil® conferma la sua efficacia nelle giovani donne dai 16 ai 26 anni, indipendentemente dal fatto di essere state già esposte all’HPV o meno prima della vaccinazione . Lo confermano nuovi risultati provenienti da ampi studi clinici presentati al XX Congresso Internazionale sui Trattamenti anti Tumorali (ICACT) svoltosi recentemente a Parigi (Francia). I primi benefici della vaccinazione possono osservarsi precocemente dopo la vaccinazione, considerevolmente prima della riduzione del cancro cervicale.
Nei trial clinici, a distanza di tre anni e 6 mesi dopo l’inizio della vaccinazione, si è osservata una riduzione dei casi di malattia sia nella popolazione di donne già esposte all’HPV prima della vaccinazione sia in quelle che ancora non avevano incontrato il virus.
Si stima che il numero dei casi di lesioni precancerose prevenute (CIN2/3 o AIS) sia di 30 su 10.000 donne per il gruppo delle non esposte e di 40 su 10.000 in quello delle già esposte. Le lesioni precancerose sono gli immediati precursori del cancro del collo dell’utero che rappresenta la seconda causa più frequente di morte per tumore (dopo il cancro al seno) nelle giovani donne in Europa.
La stima delle colposcopie risparmiate è stato di 130 su 10.000 donne in entrambi i gruppi. Stessa cosa per quanto riguarda la riduzione dei Pap test anomali (130 per 10.000) nel gruppo delle non esposte e di 150 per 10.000 in quello delle donne già esposte.


Questi risultati, presentati recentemente al 20° Congresso Internazionale sui Trattamenti anti Tumorali (ICACT), illustrano i benefici che la vaccinazione può comportare nelle giovani donne che intorno ai 20 anni sono quelle a più alto rischio di esposizione all’HPV.
Oltre a tutti i benefici che la vaccinazione può offrire alle ragazze e alle giovani donne nei confronti del cancro del collo dell’utero, la protezione tramite vaccino, già a distanza dei primi anni dopo la vaccinazione, può ridurre anche lo stress e la preoccupazione relativamente all’incertezza che una lesione precancerosa possa progredire in cancro e all’eventuale necessità di dover ricorrere a interventi chirurgici o a follow up medici. I benefici sono anche per il Sistema Sanitario che può giovare della riduzione di spesa che inizia molto prima della riduzione dell’incidenza del cancro del collo dell’utero.


 

 






 
 
 
 

  



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