Genova Anno VI - n°37 - 19.02.2009 Pagine Nazionali

 

Parkinson, spiragli di cura nel trattamento con le cellule staminali


Stefania Bortolotti - redazione@clicmedicina.it

Si è parlato di Parkinson nei giorni scorsi a Montecatini in occasione del 31° convegno nazionale dell’Associazione Italiana Parkinsoniani dove gli esperti si sono ritrovati per fare luce sui fatti di cronaca più recenti e per informare i pazienti anche sulle nuove prospettive aperte dalle cellule staminali nel trattamento di questa malattia. La malattia di Parkinson colpisce oltre 200.000 persone nel nostro Paese ed è una patologia molto grave che va curata agendo su più fronti, tra cui il trattamento con i farmaci. I farmaci hanno un ruolo fondamentale perché aiutano i pazienti a superare la rigidità ed il rallentamento dei movimenti, e il tremore migliorandone la qualità di vita.

 

La terapia consiste nella somministrazione di dopaminoagonisti e di un precursore della dopamina, la DOPA. Recenti fatti di cronaca hanno acceso i riflettori sugli effetti collaterali della terapia dopaminergica. “La dopamina è il neurotrasmettitore del movimento, ma anche del piacere e della motivazione. In pazienti predisposti” – spiega Ubaldo Bonuccelli, Dipartimento di Neuroscienze Università di Pisa e UO Neurologia Ospedale Versilia USL 12 Toscana – “la stimolazione dopaminergica, specie quella operata dai dopaminoagonisti, scatena un disturbo del controllo degli impulsi per cui si sviluppano alcune compulsioni”. Gioco d’azzardo, shopping compulsivo, eccessi nel rapporto con il cibo e nella vita sessuale: queste le compulsioni riscontrate in una percentuale di circa il 10% dei pazienti. Ricerche effettuate presso il Centro Parkinson degli ICP – Istituiti Clinici di Perfezionamento di Milano mostrano chiaramente che il gioco d’azzardo è associato ad una eccessiva stimolazione indotta dai farmaci antiparkinson dell’emisfero cerebrale di destra, quello della “creatività”. E’ compito del neurologo individuare i soggetti a rischio e di prevenire lo svilupparsi di questi comportamenti approfondendo i tratti comportamentali che possono portare poi allo sviluppo di disturbi dell’autocontrollo. Sul fronte della ricerca, l’uso di cellule staminali per la cura della malattia di Parkinson può aprire la strada a nuove terapie da affiancare al tradizionale trattamento farmacologico dei pazienti. “La speranza del futuro sono le cellule staminali: cellule staminali adulte della stessa persona possono infatti andare a rigenerare i neuroni morti” – conferma Gianni Pezzoli, Presidente dell'Associazione Italiana Parkinsoniani (AIP) e della Fondazione Grigioni, Direttore del Centro Parkinson degli Istituti clinici di Perfezionamento di Milano. – “Sulla scia di quanto accade già in altri Paesi, anche in Italia sono state avviate delle sperimentazioni su pazienti, non riconosciute però dalla scienza ufficiale”.

 

La Fondazione Grigioni, insieme all’Associazione Italiana Parkinson, ha condotto una ricerca innovativa per lo studio della malattia. Spiega Vania Broccoli, Istituto di Ricerca per le Cellule Staminali del San Raffaele di Milano: ”Oggi si è aperto un nuovo filone di ricerca grazie alla generazione di una nuova classe di cellule staminali chiamate iPS. La ricerca” – aggiunge Broccoli – “ha dimostrato la possibilità di derivare cellule umane iPS staminali per generare neuroni dopaminergici per i trapianti. Prossimo traguardo sarà verificare che le cellule umane iPS abbiano simili capacità”.


 

 






 
 
 
 

  



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