Genova Anno VI - n°37 - 19.02.2009 Pagine Nazionali

 

Italiani a rischio per eccesso di peso: uno su tre supera i limiti


Ogni giorno 156 italiani perdono la vita per le conseguenze dell’eccesso di peso. Secondo l’OMS, nel nostro paese le morti attribuibili a sovrappeso e obesità sono state circa 57.000 nel 2002, un decimo del totale.
Sono gli effetti di un’epidemia che ormai coinvolge milioni di persone: i più recenti dati Istat indicano che più di un italiano su tre (34,2%) è in sovrappeso, mentre quasi uno su 10 (9,8%) è obeso. Gli obesi adulti sono ormai un esercito di oltre 4 milioni di persone. E il loro numero è in crescita.
Sovrappeso e obesità stanno ormai diventando una vera e propria emergenza che coinvolge tutti i paesi e non solo quelli occidentali, con pesanti ricadute in termini sanitari e socio-economici. All’eccesso di peso sono associate condizioni cliniche – malattie cardiovascolari, respiratorie, osteoarticolari, aumento della pressione arteriosa, incremento di grassi e zuccheri nel sangue - che determinano una riduzione della qualità della vita e un aumento del rischio di mortalità.

Ma invertire la rotta si può: con un approccio integrato basato sulle tre “A” - alimentazione controllata, attività fisica, aiuto medico - si possono ottenere riduzioni di peso anche piccole che assicurano significativi benefici per la salute.
È il messaggio che viene lanciato attraverso “DAI PESO AL PESO” un grande progetto presentato a Roma, che coinvolge l’Istituto Superiore di Sanità, l’IRCCS San Raffaele Pisana, la Società Italiana dell’Obesità e Acaya Formazione & Salute, in partnership con Abbott ed in collaborazione con Coop: da febbraio a giugno, milioni di italiani che hanno superato i limiti di peso potranno fare una sosta alla Coop per un check-up gratuito dei principali parametri correlati a sovrappeso e obesità.

In oltre 50 centri IperCoop di tutta Italia, tutte le persone di età compresa tra i 18 anni e i 75 anni, in sovrappeso evidente o sospetto, potranno eseguire il controllo dei valori ematologici, misurazione della pressione arteriosa, misurazione della circonferenza addominale, indice di massa corporea, valutazione della distribuzione di grasso rispetto alla massa magra, e test sul comportamento psicologico nei confronti dell’alimentazione.
L’obiettivo del progetto è quello di valutare i principali fattori di rischio legati all’eccesso di peso creando un data base unico nel suo genere, nonché quello di aumentare nelle persone il grado di consapevolezza sulla propria condizione di rischio e incoraggiarle a modificare il proprio stile di vita.

“Sovrappeso e obesità derivano essenzialmente da uno squilibrio tra assunzione di cibo ed attività fisica” – sottolinea Giuseppe Rosano, Direttore del Centro di Ricerca Clinica del San Raffaele di Roma. – “Le persone più a rischio sono quelle di età compresa tra i 55 e i 64 anni, generalmente sedentarie. Ma ci sono picchi di diffusione tra gli ansioso-depressivi ed i bambini che hanno un genitore obeso. Tra i bambini, viene considerato un fattore di rischio trascorrere davanti alla televisione più di 8 ore a settimana”.
L'obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica con un costo sociale molto elevato. “Fino al 6% delle spese sanitarie nella Regione europea dell'Oms è legato all'obesità tra gli adulti. In alcuni Paesi europei raggiunge l'1% del prodotto interno lordo e rappresenta il 6% della spesa sanitaria diretta” – aggiunge Rosano.
Oltre a costi diretti ed indiretti, come per esempio la perdita di produttività, ci sono costi difficilmente quantificabili: il minor rendimento scolastico, la discriminazione lavorativa, i problemi psicosociali e la scarsa qualità della vita.
La modificazione dello stile di vita rappresenta l’arma migliore per vincere la battaglia contro soprappeso e obesità. Nel segno delle tre “A”: alimentazione controllata, attività fisica e aiuto medico.

“Alla base dell’obesità c’è un vero e proprio organo (Organo Adiposo) che si ammala andando incontro ad una lieve infiammazione cronica che crea tutte le conseguenze negative di questa malattia – indica Saverio Cinti Professore di Anatomia Umana all'Università di Medicina e Chirurgia di Ancona e Presidente Nazionale della SIO.

“L’obesità è una vera, importante patologia. Lungi dall’essere un semplice problema estetico, è un’emergenza sanitaria di ordine metabolico che non si risolve purtroppo dando solo dei buoni consigli” – ammonisce Giovanni Spera, Dipartimento Fisiopatologia Medica, Sapienza Università di Roma e Presidente Sezione Regionale Lazio della SIO. – “Come prevenzione di base valgono i soliti semplici principi: scegliere la sana alimentazione mediterranea, più pasti nell’arco della giornata ma in quantità ridotte e qualità variata (anche se con pochi grassi e più frutta e verdura), non rinunciare ai carboidrati e fare sempre attività fisica, anche poca, se possibile ogni giorno ed a qualunque età. Ma se si è in forte sovrappeso o patologicamente obesi rivolgersi a strutture mediche accreditate nelle quali anche il trattamento farmacologico può essere inserito in un percorso diagnostico e terapeutico multidisciplinare che punti alla riabilitazione, al recupero di tutte le disabilità insite nell’obesità ed all’annullamento dei rischi per diabete, cardiopatie e tumori”.

Indicazioni e consigli che tutti coloro che parteciperanno all’iniziativa troveranno in un manuale distribuito nelle Ipercoop al termine del check-up.

“Il progetto ha una rilevanza scientifica” – dichiara Stefano Vella Direttore Dipartimento del Farmaco, Istituto Superiore di Sanità.
“La rilevanza scientifica consiste nella possibilità di creare una coorte, rigorosamente anonima, di circa 10.000 persone che ci permetterà di monitorizzare nel tempo quanto e come il sovrappeso può influire sullo stato di salute” – prosegue Vella. – “Finora, molte osservazioni sul sovrappeso della popolazione sono state fatte come fotografie “statiche”: con questo progetto possiamo ottenere un quadro “dinamico” della situazione, seguendone l’evoluzione. Di diete e sovrappeso si parla quasi ogni giorno, ma “Dai Peso al Peso” è un progetto innovativo perché, per la prima volta, porta il problema del sovrappeso all’interno della popolazione generale che diventa attiva protagonista”

“L’impegno di tutti i partner, di elevata caratura scientifica ed istituzionale, che contribuiscono alla realizzazione del progetto, permette di essere certi del risultato e degli obiettivi che verranno raggiunti” - asserisce Salvatore Puscio, Presidente di Acaya Consulting SpA.
“Il Progetto “Dai Peso al Peso” coinvolgerà su tutto il territorio nazionale oltre 50 IperCoop, 220 Medici e 100 Infermieri. Verranno effettuate circa 10.000 visite e 25.000 analisi ematochimiche nonché, 20.000 misurazioni di: pressione arteriosa, peso e circonferenza addominale. Al cittadino verrà consegnato un esame obiettivo del suo stato di salute ed un manuale “Life Style” con i consigli utili per modificare e migliorare il proprio stile di vita”.

 

 






 
 
 
 

  



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