 |
|
Sergio Ortolani |
|
Il 90% delle donne
italiane conosce l’osteoporosi. Dunque per la maggior parte c’è la
consapevolezza che l’osteoporosi è una malattia che rende le ossa più
fragili nelle donne in menopausa. La percentuale di donne che non ha
sentito mai parlare di osteoporosi è paradossalmente però più alta
proprio nella fascia di età più interessata dalla malattia, quella delle
over 70: su cento donne oltre i 70 anni 11 non sanno che cosa sia
l’osteoporosi, mentre fra le 50-59enni è solo 1l 3% a non conoscere
questa malattia.
Ma ben 88 donne su 100 sanno che l’osteoporosi provoca danni seri.
Conoscono la malattia, conoscono i danni che provoca ma in poche fanno
controlli. Infatti 64 donne su 100 non eseguono controlli regolarmente:
28 su cento dichiarano di non aver mai fatto una MOC o di averla fatta
una sola volta (26 per cento) o, addirittura, di non conoscere
l’esistenza di un esame per diagnosticare l’osteoporosi (10 per cento).
Quindi, le donne sanno che cosa è l’osteoporosi, conoscono i danni che
provoca eppure non eseguono i controlli del caso e non si affidano alle
terapie. Soprattutto perché non le conoscono o non le ritengono
efficaci. Ben 32 donne su cento non sanno che esistono terapie o pensano
che quelle che ci sono non sono efficaci (37 per cento) o addirittura
ritengono che per l’osteoporosi non ci sia niente da fare (9 per cento).
Solo 22 donne su cento sanno che esistono terapie efficaci per
fronteggiare l’osteoporosi.
La dieta e le ossa fragili
Ragazze, non mettete a dura prova le vostre ossa per la prova vestito.
Inseguendo il mito della magrezza a tutti i costi spesso le donne non si
rendono conto che, su quella bilancia, non perdono solo peso ma anche
massa ossea. Non è ovviamente il caso di quelle ragazze che,
occasionalmente, si mettono a dieta per riprendere la forma perduta ma
per quelle giovani che fanno della magrezza una religione alla quale
sottostare.
E così in nome della linea a tutti i costi, meglio se ai limiti
dell’anoressia, si bandiscono dalle tavole latticini e alimenti ricchi,
tra l’altro, anche di calcio. Un bicchiere di latte al mattino? Giammai.
Un pezzetto di grana a cena? Mai sia. E allora, di chilo in chilo, addio
al calcio nelle ossa. Un addio per sempre.
“Quello che le ragazze non sanno- dice Sergio Ortolani
Direttore del Centro Malattie del Metabolismo Osseo dell’Istituto
Auxologico Italiano e Presidente della Lega Italiana Osteoporosi (LIOS)
- è che il patrimonio minerale delle ossa si costruisce dalla nascita
fino verso i 20-25 anni. Il 50 per cento della massa ossea si mette
insieme tra gli 11 e i 18 anni. E intorno ai 20-25 si raggiunge il picco
di massa ossea ovvero il 90 per cento del patrimonio che accompagna una
donna tutta la vita. Un patrimonio solo apparentemente poco importante.
Se ne renderanno conto quelle ragazze quando, arrivate alla menopausa,
le loro ossa inizieranno la battaglia contro l’impoverimento di calcio
legato all’osteoporosi. Fortunate saranno quelle donne che potranno
contare su un patrimonio maggiore di minerale. Vedranno allontanarsi il
momento in cui fratture e cattiva qualità di vita si affacceranno”.