Genova Anno VI - n°37 - 19.02.2009 Pagine Nazionali

 

Infarto e disturbi sessuali. Un aiuto anche dal testosterone


Aldo Franco De Rose, Specialista Urologo e Andrologo,  Genova – Roma

Bassi livelli di testosterone possono favorire le malattie cardiovascolari e quindi l’infarto del miocardio. Dunque la carenza del testosterone nell’uomo non solo sarebbe responsabile della diminuzione del desiderio sessuale e dell’impotenza, della riduzione della potenza muscolare e dell’affaticamento, dell’aumento di peso e dell’innalzamento del colesterolo, della diminuzione dell’attenzione e dell’osteoporosi ma, come risulta da una serie di studi scientifici pubblicati recentemente sul Journal of Urology, il calo dei livelli di testosterone costituisce un importante fattore di rischio per malattie cardiovascolari, quali l’infarto, al pari dell’ipertensione, dell’ipercolesterolemia e del diabete.

 

E l’aspetto è preoccupante in quanto una diminuzione dei livelli di testosterone plasmatici sono presenti in circa il 7% degli uomini e delle donne fra i 40 e 60 anni. Tale percentuale sale al 20% nei soggetti tra i 60 e gli 80 anni e al 35% in quelli di età superiore agli 80 anni. Comunque i livelli di testosterone possono differire da soggetto a soggetto, in base a fattori ereditari, al contesto socio-ambientale e allo stile di vita. Sembra anche che molteplici fattori possano influenzare negativamente i livelli dell’ormone, primo fra tutti il fumo di sigaretta: l’azione della nicotina e della cotonina, inibirebbero la formazione della steroidogenesi e quindi del testosterone. Inoltre, un’analisi di regressione multivariata, rivela che il fumo (bastano anche meno di 10 sigarette al giorno) sembra associarsi ad una più precoce insorgenza dei sintomi derivanti della carenza di testosterone, abbassando l’età di insorgenza a meno di 50 anni. La terapia sostitutiva con testosterone in pazienti con bassi livelli dell’ormone e angina cronica stabile, senza dubbio, riduce il rischio di infarto, inibisce il processo di aterosclerosi, riducendo la severità e il tempo di ischemia, e migliora anche tutti gli altri disturbi.

 

Ma il testosterone non sarebbe importante solo per il maschio. Molte esperienze scientifiche, hanno evidenziato che la somministrazione di androgeni in donne con disturbi della funzione sessuale, è stato in grado di migliorare tutti gli aspetti della sessualità, agendo sulla libido e qualità dell’orgasmo. “In particolare, nelle donne esaminate, dice il prof Furio Pirozzi Farina, è aumentata di due o tre volte la frequenza dei rapporti sessuali e l’81% del campione ha riferito un aumento della soddisfazione sessuale rispetto al periodo precedente l’inizio della terapia con testosterone”

 

 






 
 
 
 

  



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