Esimi medici e Professori, vorrei porre alla Vostra attenzione il problema
che affligge mia madre di 58 anni.
A Giugno di quest'anno è stato diagnosticato, dopo episodi di ematuria, un
tumore che di lì a poco (inizi di agosto) è stato asportato con TURV.
Il tumore ha interessato la lamina focale e non la mucosa.
L'istologico ha evidenziato un G3 con severo danno termico.
Dopo quasi esatti 2 mesi, è recidivato, ed è stato praticato un nuovo TURV.
L'esame istologico ha evidenziato una piccola neoformazione, ma questa volta è
stato meno severo del G3.
Dal secondo intervento (primi di settembre) mia madre ha avuto continui fasti e
bruciori resistenti anche alla prolungata terapia antibiotica...tant'è che dopo
2 mesi (nuovamente) ha manifestato di nuovo dell'ematuria, e ad esame
cistografico si sono evidenziati più di 20 piccole neoplasie, sempre non
infiltranti la mucosa.
In effetti il medico che ha oprato mia madre è propenso ad una cistectomia
completa.
Chiedo a Voi se esistono alternative e/o chemioterapie che dovrebbero o
sarebbero dovute state fatte appena asportata la neoplasia con TURV.
Inoltre giacché circa un anno fa mia madre ha avuto un volvolo intestinale con
conseguente e successiva asportazione di 30cm circa di tenue, si esclude
l'intervento ricostruttivo intestinale e dunque consigliabili le sacche
artificiali poste sulla pelle esternamente.
Anche su questo punto quali sono le vostre opinioni generali?
Le chiedo se è d'accordo con l'operato del medico che ha operato mia madre, e se
prima di effettuare la cistectonia sarebbe auspicabile la terapia chemioterapica
?
Ho letto, in generale e particolare per il tipo di malattia, che se seguita
prima dell'operazione di asportazione totale dell'organo, dà maggiori
prospettive di vita.
Ma forse parliamo di casi molto più gravi?!
In effetti che prospettive ha mia madre?
L'asportazione completa dell'organo potrebbe salvarla, o comunque non ha grosse
possibilità di sopravvivenza?
Ci sono casi simili in cui c'è stata una guarigione completa?
Vi ringrazio infinitamente per tutte le notizie e ragguagli che Vorrete
offrirmi.
Risposta
Il collega urologo le ha prospettato
una giusta soluzione: rimuovere la vescica perchè, da quello che descrive, sua
madre ha un carcinoma in situ multifocale e quindi aggressivo. la derivazione
urinaria sarà il sacchetto esterno o, se le condizioni lo consentiranno, creare
una nuova vescia con l'intestino in modo che possa continuare ad urinare come
ora.
In ogni caso, dopo una attenta "pulizia" della vescica con la turv, si potrebbe,
almeno per una volta, tentare una terapia con instillazioni locali con farmaci
tipo BCG o Gemgitabina.
Aldo Franco de Rose - Andrologo e
urologo Genova