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Il riscaldamento a pavimento genera problemi di circolazione?



Buongiorno; ho da poco acquistato casa e sto scegliendo la pavimentazione ed il tipo di riscaldamento; vorrei sapere se il riscaldamento a pavimento ha ripercussioni sulla circolazione sanguigna e linfatica degli arti inferiori o ripercussioni di altro genere: naturalmente mi riferisco ad un tipo di riscaldamento a pavimento di ultima generazione.
Vi ringrazio molto per la cortese risposta e vi inoltro i miei più sinceri complimenti per il vostro lavoro nel web: siete esaustivi e molto chiari.
Complimenti

Risposta

 

Il problema della circolazione dipendente dal riscaldamento a pavimento è legato alle iniziali e cattive progettazioni/installazioni di qualche decennio addietro. Oggi la progettazione e l’installazione deve seguire le normative vigenti della UNI EN 1264, che stabilisce temperatura massima delle piastrelle non superi i 29°C in ambienti quali la camera da letto o il soggiorno. Nei bagni è consentito raggiungere i 33°C per poter avere un ambiente più caldo. Tali temperature sono perfettamente compatibili con la temperatura corporea e non creano i problemi di circolazione sanguigna che si avevano un volta. Ecco comunque alcuni dei vantaggi del riscaldamento a pavimento:
L’emissione di calore prodotta dall’intero pavimento consente di avere una temperatura uniforme, evitando i classici punti freddi che si riscontrano negli impianti con i radiatori.
• Non vi è il fenomeno dell’aria secca.
• Nessuna parete è occupata dai radiatori consentendo di disporre di più spazio nelle abitazioni.
• Inoltre con gli stessi impianti è possibile il raffrescamento estivo.

 

 redazione@clicmedicina.it

Curiosità del riscaldamento a pavimento
Il primo impianto di riscaldamento a pavimento fu realizzato dai Cinesi più di 2000 anni fa, facendo scorrere fumi del fuoco dentro cunicoli posti sotto il pavimento. I Romani affinarono questa tecnica nelle terme, convogliando i fumi di un focolare interno sotto i cunicoli del pavimento e nelle intercapedini ricavate dentro le murature.
Nel secolo scorso fu realizzato un tipo di riscaldamento a pavimento con una tubazione in acciaio percorsa da acqua calda. Questa tecnica non ebbe grande diffusione soprattutto perché l’elevata temperatura dell’acqua immessa nel circuito creava fastidiosi effetti alla circolazione sanguigna delle gambe.
A partire dagli anni ’80 è mutata completamente la tecnica del riscaldamento a pavimento, sia per l’impiego di materiali diversi, sia per la bassa temperatura dell’acqua del circuito che non supera mai i 35-40° C.
La conferma della validità di questa tecnologia è la crescente diffusione di questo tipo di riscaldamento soprattutto nell’Europa centro-settentrionale, dove la quota di mercato nelle nuove costruzioni supera il 50%..
Il primo a realizzare e a coprire con brevetto un sistema di riscaldamento a pavimento, che utilizzava acqua calda, fu un professore inglese di nome Barker. All’inizio del XX secolo il brevetto fu ceduto alla Crittal Company che lo utilizzò per la prima volta a Liverpool nel 1909.

 

redazione@clicmedicina.it