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La presenza di papillomi multipli è comunque il sintomo di un peggioramento?



Esimio professore, la ringrazio per la già preziosissima risposta che mi ha fornito a proposito di mia madre (l'oggetto era: mia madre ha un tumore alla vescica).
A tal proposito vorrei avere maggiori chiarimenti.
Come mi diceva è giusta la soluzione di rimuovere la vescica, perchè, da quello che le avevo descritto, mia madre ha un carcinoma in situ multifocale e quindi aggressivo.
Ma volevo sottolineare che il tumore si presentava la prima volta come un solo nodulo di circa 2,5 cm, e l'esame istologico parlava di un CA papillare G3 (ripeto, infiltrante la lamina propria e non la mucosa).
Dopo la prima TUR-V, dopo circa 2 mesi si ripresenta sempre un solo papilloma, questa volta dalle cellule atipiche.
Attualmente la cistografia ha rivelato papillomi multipli (minimo 10) disseminati da 1,5 cm.

Ecco, e arrivo al dunque.
Giacchè Lei consigliava dopo una attenta "pulizia" della vescica con la turv, almeno per una volta, tentare una terapia con instillazioni locali con farmaci tipo BCG o Gemgitabina.
Le chiedo se le istillazioni avrebbero avuto un effetto più incisivo e/o risolutivo prima che arrivassero i papillomi multipli, ovvero se tale terapia doveva essere opportunamente eseguita dopo la prima o seconda TUR-V quando si palesava ancora un nodulo isolato.
La presenza di papillomi multipli è comunque il sintomo di un peggioramento?
Grazie sempre per le preziosissime risposte.
Deferenti ossequi.

Risposta

 

Molti studi dicono che le terapie endovescicali possono rallentare l'evolvere della neoplasia ma non abbiamo alcuna certezza di sapere in quali di questi singoli casi la terapia endovescicale possa modificare l'evoluzione. Comunque ne parli con i colleghi urologi. Sicuramente le forniranno tutte le spiegazioni del caso.

 

Aldo Franco de Rose