Salve.
Sono un uomo di 35 anni e da circa 1 mese e mezzo si è palesato un importante
rigonfiamento linfoghiandolare ascellare di destra, dolente.
La prima eco fatta, ha evidenziato un pacchetto linfonodale iperplastico, con
strutture linfonodali dal diametro di 3-4 cm, con alcune aree di necrosi
colliquative, utile l'esame bioptico.
Gli esami ematochimici hanno evidenziato valori alti del VES (26 A su 0-12) e
della proteina C Reattiva (1.1 A su 0.0-05), mentre gli altri valori nella
norma.
Ho provveduto a fare esami più specifici quali quelli del Complesso Torch,
nonchè TIN Test, e tutto negativo, unica nota è l'IgG del Virus Epstein BARR 3.8
(positivo da > 1.2) che potrebbe indicare anche una semplice passata influenza.
Ho fatto terapia antibiotica per 7-8 giorni con della Calritrominica, nonchè
successivamente antinfiammatoria per 7 gg. con flaminase cpr, ma senza nessun
risultato nella riduzione del pacchetto.
Solo diversi giorni da dette terapie (2 settimane circa) dopo aver usato tra
l'altro un rimedio naturale, quale l'aloe arborescens, vuoi per caso o per altro
ho avuto un ridimensionamento delle strutture linfonodali.
Infatti l'esame ecografico successivo (18 gg. successivi al primo) parla
iperplasia linfonodale di 2-3 cm (contro i 3-4 cm), presenza di imbimbizione
edematosa e presenza di aree di degenerazione necrotica linfonodale.
I valori più attuali parlano di VES da 450 circa (su max di 400).
Il medico che mi segue, pur soddisfatto del ridimensionamento dei linfonodi, ha
deciso di sottopormi all'asportazione di un linfonodo per farlo bioptizzare.
Vorrei sapere cosa ne pensate in merito giacchè potrebbe trattarsi anche di un
linfoma.
In che casi oltre che in un presunto linfoma si hanno aree di degenerazione
necrotica, ovvero di necrosi colliquative?
E' vero che un linfoma non regredisce ovvero riduce le sue dimensioni, e che
l'importante ridimensionamento linfoghiandolare potrebbe essere dovuto alla
parte sierosa dell'area?
Si rende veramente così necessario l'intervento di asportazione, o sarebbe il
caso di aspettare ancora che si riducano le strutture linfoghiandolari giacchè
anche ad esame di TAC Total Body con mezzo di contrasto non si è evidenziato
alcunchè se non quanto già evidenziato dalle due ecografie ?
Vi prego la rapidità, grazie mille.
Deferenti saluti.
Risposta
L'atteggiamento del suo medico è
stato molto corretto. Se dalla valutazione clinica e dagli esami ematochimici,
compreso un emocromo, non c'è una indicazione precisa per il tipo di malattia
che abbia potuto determinare questo ingrossamento linfonodale, è giusto
asportarne uno per una valutazione più approfondita, che possa consigliare una
terapia più mirata D'altra parte, in caso di mononucleosi, la linfoadenomegalia
è sempre più generalizzata e mai distrettuale.
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