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Le cisti di baker posso curarle a Taranto?



Salve io in famiglia ho due casi di artrite reumatoide mia madre e mia suocera. Mia madre produce cisti così dette baker e il motivo di cui scrivo e quello di sapere se ci sono dei nuovi farmaci per poter fermare la malattia in un centro a Taranto perchè lei deve andare quasi ogni mese nell'università di Bari. Invece mia suocera ha l'artrite spondilo artrite archirosante e anche lei ha il problema di viaggiare e andare al policlinico situato a Trigoria in provincia di Roma e chiedevo se ci sono nuovi farmaci e se ci sono in Puglia qualche centro. Aspetto vostre notizie.

Cordiali saluti.

Pietro.

Risposta

 

L’artrite reumatoide e le cisti di baker sono note da molti anni (Baker descrisse le cisti alla fine dell’ 800 ) e quindi tutti i reumatologi, gli ortopedici sono in grado di curarli, anche quelli della città dove vive, cioè Taranto. Se al contrario l’ospedale non dispone di un reparto di reulmatologia o comunque di un reparto di medicina o altro che si interessi di questi problemi, allora la sanità pubblica della sua città va sicuramente ripensata. Ma non credo che sia così. A volte siamo noi pazienti che tendiamo ad essere “esterofili” e quindi la colpa è anche nostra che andiamo ala ricerca del più bravo, mentre le risposte le potremmo avere in modo molto più semplice, proprio sotto casa.
In ogni caso la cisti poplitea è sempre secondaria ad un’altra patologia del ginocchio: rotture del menisco, gonartrosi, artrite reumatoide, condizioni che determinano sinoviti.
La rottura della cisti può determinare un dolore vivo nel cavo popliteo ed al polpaccio, simulando una tromboflebite (segno di Homans positivo e dolorabilità alla regione posteriore della gamba): la rapida diffusione del liquido sinoviale o essudato lungo le fasce aponeurotiche del polpaccio, fino alla caviglia è causa di una risposta flogistica dei tessuti con dolore, calore, ed edema di tutta la gamba, con ecchimosi se c’è stata emorragia nella rottura della cisti.
L’ecografia del cavo popliteo permette la conferma dell’esistenza di una cisti, il controllo dell’evoluzione della stessa.
Per la terapia viene utilizzato il methotrexate che, in caso di inefficacia, può essere aumentato fino a 20 o 25 mg alla settimana, valutando la risposta dopo circa due mesi dal suo inizio o dall’aumento del dosaggio. In caso di parziale inefficacia, se si conferma la diagnosi, in determinate situazioni può essere utile associare una bassa dose di cortisone o praticare infiltrazioni locali di cortisone, la cui indicazione però deve essere valutata dal reumatologo che la segue. E per evitare di viaggiare sono sicuro che il suo medico prima e l’ospedale della sua città dopo le sapranno fornire le indicazioni necessarie per curare madre e suocera.