Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

del 17/02/2009

 

Nasce il primo centro multispecialistico dedicato al papilloma virus umano (hpv)


Sarà attivo a partire da mercoledì 18/2, presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, in via Venezian 1, a Milano, il primo Centro multispecialistico di ricerca, informazione, diagnosi e cura dell’infezione da HPV e delle patologie correlate.
“La Regione Lombardia – ha sostenuto l’Assessore alla Sanità della Regione Lombardia Luciano Bresciani, ha ritenuto con convinzione di sostenere il progetto di attivazione di questo primo Centro provinciale, partendo dalla constatazione che allo stato attuale manca una gestione complessiva del problema Papilloma virus, che garantisca l'integrazione delle metodiche di prevenzione primaria (i vaccini), secondaria (lo screening mediante Pap test e tecniche di biologia molecolare), e terziaria (prevenzione delle complicanze). In tale ottica la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori rappresenta un luogo di eccellenza dove si fa e si continua a fare un’intensa attività di prevenzione, diagnosi e cura delle patologie HPV correlate”.
“L’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano
- ha aggiunto Alberto Scanni, Direttore Generale Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori - può rappresentare un luogo privilegiato per lo sviluppo di tale progetto, in virtù dell’expertise oramai consolidato e riconosciuto nell’ambito della diagnosi e cura delle infezioni da HPV, nonché del trattamento delle sue sequele. Questo, anche grazie anche alla collaudata collaborazione con la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Attualmente sono in cura presso di noi più di 4,000 pazienti con infezione da Papilloma virus”.
“L’importanza di questo tema
– ha ricordato Marco Pierotti, Direttore Scientifico della Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori - che oramai porta ad un’applicazione clinica il concetto del ruolo dell’HPV in alcuni tumori dell’uomo è stata certificata dall’ assegnazione del Premio Nobel per la medicina al Prof. Harald zur Hausen, pioniere in questo campo d’indagine inizialmente molto sottovalutato dai più. E’ poi motivo di soddisfazione ricordare che invece INT è stato un precursore nel determinare il ruolo di HPV nei tumori della cervice uterina con studi di microscopia elettronica che dimostrarono per primi agli inizi degli anni settanta, particelle virali in lesioni pre-neoplastiche di questo distretto”.

“La disponibilità a partire dal 2007 di un vaccino profilattico
- ha spiegato Francesco Raspagliesi, Direttore S.C. Oncologia e Ginecologia - apre un nuovo scenario nella programmazione a breve e lungo termine delle metodiche di prevenzione, diagnosi e cura delle infezioni HPV correlate e delle loro ripercussioni cliniche. E’ però essenziale continuare a fare prevenzione nella popolazione non sottoposta e vaccinazione e diagnosticare precocemente i tumori del collo dell’utero invasivi, che hanno un’incidenza annua nella popolazione lombarda di 11.9 nuovi casi/100,000 donne”.
“La popolazione passibile di counselling, diagnosi e cura per infezione da Papilloma virus e delle patologie ad essa collegate -
ha aggiunto il Direttore S.C. Oncologia e Ginecologia - risulta, nella sola Provincia di Milano, essere di circa 154.000 donne. Le adolescenti, inoltre, per le quali è prevista una vaccinazione a partire dal 2008, ossia quelle nate nel 1997, sono 15.351, e considerando il possibile recupero nella fascia di età 13-26 anni, il numero complessivo di donne, potenzialmente obiettivo della vaccinazione, arriva a circa 231.000 casi. L’attività del Centro, assieme ad azioni d’arruolamento attivo, sarà impegnato in interventi capillari di informazione, comunicazione su vaccinazione, prevenzione, programmi di screening ed effetti sulla sfera sessuale rivolti ai soggetti target della campagna ed eventualmente alle loro famiglie”.


L’obiettivo del Centro, impostato in modo da agevolare la valutazione complessiva del problema, è di costituire uno strumento per informare, formare e mettere in rete gli operatori coinvolti nella problematica HPV, senza sostituirsi agli ambulatori vaccinali o ai centri ginecologici di primo livello presenti sul territorio, o mettere in discussione le linee guida consolidate circa lo screening, la diagnosi ed il trattamento delle lesioni correlate. E’ considerata fondamentale, infatti, una gestione complessiva del “problema HPV”.
Il Centro è strutturato in maniera trasversale: nel centro direzionale si svolgerà l’attività di counselling e le pazienti, eventualmente con i partner, verranno indirizzate ai singoli ambulatori specialistici in base alle problematiche specifiche. E' previsto un programma computerizzato comune in rete per la gestione delle cartelle cliniche. Una linea telefonica sarà dedicata a pazienti e operatori sanitari: numero di telefono 02/23903479, attivo il lunedì ed il venerdì dalle 14 alle 16. Il Centro sarà raggiungibile dal web tramite il sito della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori: www.istitutotumori.mi.it, con annessa casella di posta elettronica centroHPV@istitutotumori.mi.it.


Il nucleo operativo del Centro HPV è la stanza “Z” degli ambulatori generali ginecologici posti al piano interrato dell’Istituto dei Tumori. Qui si svolge l'attività di counselling delle pazienti, la programmazione delle successive visite/interventi/follow-up e, a breve, la vaccinazione volontaria per le pazienti che ne fanno richiesta al di fuori delle linee guida ministeriali.
Le visite ginecologiche per le patologie HPV correlate accertate verranno eseguite negli spazi ambulatoriali (stanza A e B ambulatori generali ginecologici); le altre consulenze e/o visite specialistiche non ginecologiche per le patologie HPV correlate (ORL, urologia, proctologia, psicologia clinica ecc.) verranno effettuate nei rispettivi spazi ambulatoriali.
I trattamenti chirurgici specifici (ad esempio conizzazioni laser) verranno eseguiti in day-hospital.


Orari:
Attività di counselling/screening/vaccinazioni: Martedì e Mercoledì dalle 8.30 alle 12.00,
Giovedì dalle ore 14.00 alle ore 16.00.
Visite ginecologiche di secondo livello: Dal Lunedì al Venerdì - Ore 9.00-13.00.
Visite ORL: Lunedì mattina dalle ore 9.30.
Visite urologiche: Venerdì mattina dalle ore 9.30.

Il Centro è costituito da una serie di figure professionali dedicate a tempo pieno e da altrettanti consulenti esterni per la gestione di problematiche specifiche. Sono operativi: 5 medici ginecologi; 4 specialisti ORL, 2 urologi, 3 endoscopisti-proctologi, 1 psicologo. E' prevista una collaborazione con consulenti per tematiche specifiche, quali , virologo, pediatra, medico specialista di medicina delle migrazioni e mediatori linguistico-culturali. Vi opera personale infermieristico e di segreteria dedicato.
In collaborazione con il Dipartimento di Anatomia Patologica verranno valutate nuove metodiche di screening citologico (thin-prep: citologia cervicale in strato sottile) e di biologia molecolare per l'identificazione dei ceppi di HPV ad elevato rischio.
E’ inoltre attiva una collaborazione con la Cattedra di Immunologia dell’Università degli Studi di Milano per la ricerca preclinica e di base.
L’aspetto informativo ha un ruolo essenziale e sarà rivolto sia ai pazienti che al personale medico esterno. Al termine del percorso informativo e diagnostico-terapeutico, al paziente verrà rilasciata una relazione completa di consulenza e dei requisiti di follow-up in modo da creare un rapporto bidirezionale con i riferimenti medici di primo livello. L’istituzione di una scheda specifica computerizzata e di un database renderà possibile lo sviluppo di specifici progetti di ricerca e il mantenimento di un adeguato follow-up.
L’Italia è il primo Paese europeo ad aver adottato una strategia vaccinale pubblica contro il virus HPV. Sono disponibili due tipi di vaccino: entrambi proteggono dai due virus ad alto rischio (HPV 16 e 18) responsabili del 70% dei tumori del collo dell’utero, ed uno dei due induce protezione anche contro due virus a basso rischio (HPV 6 e 11), responsabili dei condilomi ano-genitali . Il vaccino ha un’efficacia del 95-100% nei confronti delle lesioni precancerose e del 99% per le sole lesioni condilomatosiche (vaccino quadrivalente). La vaccinazione prevede una dose iniziale e due richiami a distanza: è proposta, a carico del Sistema Sanitario Nazionale, per le adolescenti tra 11 e 12 anni, ed è possibile, a pagamento, per le donne tra i 13 e i 26 anni che non sono ancora venute in contatto con il virus. In tutta Italia sono circa 280mila le dodicenni chiamate al vaccino, con una spesa prevista di 75 milioni di euro l’anno per il Sistema Sanitario Nazionale. Con la vaccinazione delle adolescenti di 12 anni si stima una riduzione del rischio di sviluppare un tumore del collo dell’utero nel corso della vita pari al 20-66%.
Solo nella provincia di Milano, la popolazione passibile di counselling, diagnosi e cura al di sotto dei 50 anni di età sarebbe di circa 154.000 donne considerando che le residenti sono 1.924.410, il 10% delle quali (192.000) con un’infezione attiva che, nell’80% dei casi, si verifica prima dei 50 anni di età. Con l’aggiunta delle adolescenti nate nel 1997 e il possibile reclutamento nella fascia dai 13 ai 26, il target potenziale arriva a 231.000 casi.
Un altro considerevole potenziale per prevenzione, diagnosi e cura viene dalle donne straniere che soggiornano sul territorio milanese (circa il 10% della popolazione residente nel 2006); queste, dovrebbero rappresentare una popolazione target a causa della forte prevalenza di soggetti in età riproduttiva, passibili di strategie di prevenzione primaria e secondaria, dell’alta prevalenza d’infezione da HPV nei Paesi di provenienza, nonché di una più alta incidenza di HPV ad alto rischio diversi dal 16 e 18, con conseguente possibile riduzione dell’efficacia protettiva dei vaccini attualmente in commercio.

 

 






 
 
 
 

  



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