Sarà attivo a partire da mercoledì 18/2, presso la Fondazione
IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, in via Venezian 1, a Milano, il
primo Centro multispecialistico di ricerca, informazione, diagnosi e
cura dell’infezione da HPV e delle patologie correlate.
“La Regione Lombardia – ha sostenuto l’Assessore alla Sanità
della Regione Lombardia Luciano Bresciani, ha ritenuto con
convinzione di sostenere il progetto di attivazione di questo primo
Centro provinciale, partendo dalla constatazione che allo stato attuale
manca una gestione complessiva del problema Papilloma virus, che
garantisca l'integrazione delle metodiche di prevenzione primaria (i
vaccini), secondaria (lo screening mediante Pap test e tecniche di
biologia molecolare), e terziaria (prevenzione delle complicanze). In
tale ottica la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori
rappresenta un luogo di eccellenza dove si fa e si continua a fare
un’intensa attività di prevenzione, diagnosi e cura delle patologie HPV
correlate”.
“L’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano - ha aggiunto Alberto
Scanni, Direttore Generale Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei
Tumori - può rappresentare un luogo privilegiato per lo sviluppo di
tale progetto, in virtù dell’expertise oramai consolidato e riconosciuto
nell’ambito della diagnosi e cura delle infezioni da HPV, nonché del
trattamento delle sue sequele. Questo, anche grazie anche alla
collaudata collaborazione con la Lega Italiana per la Lotta contro i
Tumori. Attualmente sono in cura presso di noi più di 4,000 pazienti con
infezione da Papilloma virus”.
“L’importanza di questo tema – ha ricordato Marco Pierotti,
Direttore Scientifico della Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei
Tumori - che oramai porta ad un’applicazione clinica il concetto del
ruolo dell’HPV in alcuni tumori dell’uomo è stata certificata dall’
assegnazione del Premio Nobel per la medicina al Prof. Harald zur Hausen,
pioniere in questo campo d’indagine inizialmente molto sottovalutato dai
più. E’ poi motivo di soddisfazione ricordare che invece INT è stato un
precursore nel determinare il ruolo di HPV nei tumori della cervice
uterina con studi di microscopia elettronica che dimostrarono per primi
agli inizi degli anni settanta, particelle virali in lesioni
pre-neoplastiche di questo distretto”.
“La disponibilità a partire dal 2007 di un vaccino profilattico - ha
spiegato Francesco Raspagliesi, Direttore S.C. Oncologia e
Ginecologia - apre un nuovo scenario nella programmazione a breve e
lungo termine delle metodiche di prevenzione, diagnosi e cura delle
infezioni HPV correlate e delle loro ripercussioni cliniche. E’ però
essenziale continuare a fare prevenzione nella popolazione non
sottoposta e vaccinazione e diagnosticare precocemente i tumori del
collo dell’utero invasivi, che hanno un’incidenza annua nella
popolazione lombarda di 11.9 nuovi casi/100,000 donne”.
“La popolazione passibile di counselling, diagnosi e cura per infezione
da Papilloma virus e delle patologie ad essa collegate - ha aggiunto
il Direttore S.C. Oncologia e Ginecologia - risulta, nella sola
Provincia di Milano, essere di circa 154.000 donne. Le adolescenti,
inoltre, per le quali è prevista una vaccinazione a partire dal 2008,
ossia quelle nate nel 1997, sono 15.351, e considerando il possibile
recupero nella fascia di età 13-26 anni, il numero complessivo di donne,
potenzialmente obiettivo della vaccinazione, arriva a circa 231.000
casi. L’attività del Centro, assieme ad azioni d’arruolamento attivo,
sarà impegnato in interventi capillari di informazione, comunicazione su
vaccinazione, prevenzione, programmi di screening ed effetti sulla sfera
sessuale rivolti ai soggetti target della campagna ed eventualmente alle
loro famiglie”.
L’obiettivo del Centro, impostato in modo da agevolare la valutazione
complessiva del problema, è di costituire uno strumento per informare,
formare e mettere in rete gli operatori coinvolti nella problematica HPV,
senza sostituirsi agli ambulatori vaccinali o ai centri ginecologici di
primo livello presenti sul territorio, o mettere in discussione le linee
guida consolidate circa lo screening, la diagnosi ed il trattamento
delle lesioni correlate. E’ considerata fondamentale, infatti, una
gestione complessiva del “problema HPV”.
Il Centro è strutturato in maniera trasversale: nel centro direzionale
si svolgerà l’attività di counselling e le pazienti, eventualmente con i
partner, verranno indirizzate ai singoli ambulatori specialistici in
base alle problematiche specifiche. E' previsto un programma
computerizzato comune in rete per la gestione delle cartelle cliniche.
Una linea telefonica sarà dedicata a pazienti e operatori sanitari:
numero di telefono 02/23903479, attivo il lunedì ed il venerdì dalle 14
alle 16. Il Centro sarà raggiungibile dal web tramite il sito della
Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori: www.istitutotumori.mi.it,
con annessa casella di posta elettronica centroHPV@istitutotumori.mi.it.
Il nucleo operativo del Centro HPV è la stanza “Z” degli ambulatori
generali ginecologici posti al piano interrato dell’Istituto dei Tumori.
Qui si svolge l'attività di counselling delle pazienti, la
programmazione delle successive visite/interventi/follow-up e, a breve,
la vaccinazione volontaria per le pazienti che ne fanno richiesta al di
fuori delle linee guida ministeriali.
Le visite ginecologiche per le patologie HPV correlate accertate
verranno eseguite negli spazi ambulatoriali (stanza A e B ambulatori
generali ginecologici); le altre consulenze e/o visite specialistiche
non ginecologiche per le patologie HPV correlate (ORL, urologia,
proctologia, psicologia clinica ecc.) verranno effettuate nei rispettivi
spazi ambulatoriali.
I trattamenti chirurgici specifici (ad esempio conizzazioni laser)
verranno eseguiti in day-hospital.
Orari:
Attività di counselling/screening/vaccinazioni: Martedì e Mercoledì
dalle 8.30 alle 12.00,
Giovedì dalle ore 14.00 alle ore 16.00.
Visite ginecologiche di secondo livello: Dal Lunedì al Venerdì - Ore
9.00-13.00.
Visite ORL: Lunedì mattina dalle ore 9.30.
Visite urologiche: Venerdì mattina dalle ore 9.30.
Il Centro è costituito da una serie di figure professionali dedicate a
tempo pieno e da altrettanti consulenti esterni per la gestione di
problematiche specifiche. Sono operativi: 5 medici ginecologi; 4
specialisti ORL, 2 urologi, 3 endoscopisti-proctologi, 1 psicologo. E'
prevista una collaborazione con consulenti per tematiche specifiche,
quali , virologo, pediatra, medico specialista di medicina delle
migrazioni e mediatori linguistico-culturali. Vi opera personale
infermieristico e di segreteria dedicato.
In collaborazione con il Dipartimento di Anatomia Patologica verranno
valutate nuove metodiche di screening citologico (thin-prep: citologia
cervicale in strato sottile) e di biologia molecolare per
l'identificazione dei ceppi di HPV ad elevato rischio.
E’ inoltre attiva una collaborazione con la Cattedra di Immunologia
dell’Università degli Studi di Milano per la ricerca preclinica e di
base.
L’aspetto informativo ha un ruolo essenziale e sarà rivolto sia ai
pazienti che al personale medico esterno. Al termine del percorso
informativo e diagnostico-terapeutico, al paziente verrà rilasciata una
relazione completa di consulenza e dei requisiti di follow-up in modo da
creare un rapporto bidirezionale con i riferimenti medici di primo
livello. L’istituzione di una scheda specifica computerizzata e di un
database renderà possibile lo sviluppo di specifici progetti di ricerca
e il mantenimento di un adeguato follow-up.
L’Italia è il primo Paese europeo ad aver adottato una strategia
vaccinale pubblica contro il virus HPV. Sono disponibili due tipi di
vaccino: entrambi proteggono dai due virus ad alto rischio (HPV 16 e 18)
responsabili del 70% dei tumori del collo dell’utero, ed uno dei due
induce protezione anche contro due virus a basso rischio (HPV 6 e 11),
responsabili dei condilomi ano-genitali . Il vaccino ha un’efficacia del
95-100% nei confronti delle lesioni precancerose e del 99% per le sole
lesioni condilomatosiche (vaccino quadrivalente). La vaccinazione
prevede una dose iniziale e due richiami a distanza: è proposta, a
carico del Sistema Sanitario Nazionale, per le adolescenti tra 11 e 12
anni, ed è possibile, a pagamento, per le donne tra i 13 e i 26 anni che
non sono ancora venute in contatto con il virus. In tutta Italia sono
circa 280mila le dodicenni chiamate al vaccino, con una spesa prevista
di 75 milioni di euro l’anno per il Sistema Sanitario Nazionale. Con la
vaccinazione delle adolescenti di 12 anni si stima una riduzione del
rischio di sviluppare un tumore del collo dell’utero nel corso della
vita pari al 20-66%.
Solo nella provincia di Milano, la popolazione passibile di counselling,
diagnosi e cura al di sotto dei 50 anni di età sarebbe di circa 154.000
donne considerando che le residenti sono 1.924.410, il 10% delle quali
(192.000) con un’infezione attiva che, nell’80% dei casi, si verifica
prima dei 50 anni di età. Con l’aggiunta delle adolescenti nate nel 1997
e il possibile reclutamento nella fascia dai 13 ai 26, il target
potenziale arriva a 231.000 casi.
Un altro considerevole potenziale per prevenzione, diagnosi e cura viene
dalle donne straniere che soggiornano sul territorio milanese (circa il
10% della popolazione residente nel 2006); queste, dovrebbero
rappresentare una popolazione target a causa della forte prevalenza di
soggetti in età riproduttiva, passibili di strategie di prevenzione
primaria e secondaria, dell’alta prevalenza d’infezione da HPV nei Paesi
di provenienza, nonché di una più alta incidenza di HPV ad alto rischio
diversi dal 16 e 18, con conseguente possibile riduzione dell’efficacia
protettiva dei vaccini attualmente in commercio.