È
arrivata da qualche giorno nelle farmacie italiane l'ultima pillola
contraccettiva che promette di funzionare anche per tutti quei sintomi
che affliggono molte donne durante il periodo mestruale. Yaz,
questo è il nome con cui sarà in vendita, è stata messa a punto nei
laboratori di ricerca della Bayer-Schering Pharma, azienda leader
mondiale nel campo della contraccezione, ed è dal 2006, data del suo
esordio oltreoceano, la più venduta sul mercato statunitense. In realtà
questa pillola, che contiene, come la precedente, 20 microgrammi di
estrogeno, l'Etinilestradiolo, e 3 milligrammi di drospirenone, un
progestinico di quarta generazione molto simile al progesterone
naturale, ha invece una formulazione nuova e diversa: non più le solite
21 pillole consecutive ma 24, quindi tre giorni in più di principio
attivo, e altri 4 di placebo, di pillole, cioè, che non contengono alcun
farmaco, ma che servono a dare una quotidianità di assunzione che si
spera possa scoraggiare le dimenticanze tanto diffuse soprattutto tra le
giovani.
Inoltre, proprio perché viene assunta per un periodo più lungo, evita le
fluttuazioni ormonali responsabili della cosiddetta sindrome
premestruale, di quei sintomi che precedono e seguono l'ovulazione:
alterazioni dell'umore anche importanti, irritabilità, aggressività,
tristezza e depressione, ma anche fastidi legati alla ritenzione idrica,
come gonfiore, tensione mammaria, cefalea. "Una vera funzione
terapeutica", precisa la professoressa Anna Maria Paoletti,
della Clinica Ginecologica e di Fisiopatologia della Riproduzione
dell'università di Cagliari, "per una sindrome che ha una quantità
enorme di sintomi, basti pensare che ne sono stati descritti oltre
duecento. Con 24 pillole si gestiscono meglio rispetto alle 21: i
sintomi avversi sono infatti molto più frequenti nei periodi in cui non
c'è somministrazione di ormoni".
Non a caso, secondo un recentissimo sondaggio online (su vari siti,
sceglitu.it e anche su kataweb) presentato a Berlino e coordinato dalla
professoressa Alessandra Graziottin, direttore del centro di
Ginecologia dell'ospedale San Raffaele Resnati di Milano, "il 24 per
cento delle 1892 donne che ha risposto dichiara di usare la pillola per
motivi terapeutici e non contraccettivi".
Le non utilizzatrici di pillola (in Italia usata da una media di circa
il 19%, bassa rispetto ai paesi del Nord Europa, ma uguale a quella
degli USA) soffrono di sintomi prima del ciclo in percentuale doppia
rispetto a chi invece la prende.
"I vantaggi elencati dalle utilizzatrici", precisa Graziottin,
"sono ovviamente la sicurezza contraccettiva (89%), la facilità di
utilizzo (46) e poi, di filata, la riduzione o la scomparsa del dolore
mestruale (44), cosa che fa della pillola la prima terapia contro la
dismenorrea, la riduzione del flusso abbondante (43) che può provocare
anemia e aumenta il dolore mestruale, il miglioramento della sindrome
premestruale (35) e uno significativo della sessualità, con una
percentuale di circa il 31 per cento. La pillola inoltre può essere
un'alleata per prevenire recidive dell'endometriosi".