Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

del 11/02/2009

 

Una nuova pillola, ora in vendita in Italia, darebbe buoni risultati nella sindrome dolorosa premestruale


dal nostro inviato Elvira Naselli salute repubblica 5 Febbraio 2009 Berlino

È arrivata da qualche giorno nelle farmacie italiane l'ultima pillola contraccettiva che promette di funzionare anche per tutti quei sintomi che affliggono molte donne durante il periodo mestruale. Yaz, questo è il nome con cui sarà in vendita, è stata messa a punto nei laboratori di ricerca della Bayer-Schering Pharma, azienda leader mondiale nel campo della contraccezione, ed è dal 2006, data del suo esordio oltreoceano, la più venduta sul mercato statunitense. In realtà questa pillola, che contiene, come la precedente, 20 microgrammi di estrogeno, l'Etinilestradiolo, e 3 milligrammi di drospirenone, un progestinico di quarta generazione molto simile al progesterone naturale, ha invece una formulazione nuova e diversa: non più le solite 21 pillole consecutive ma 24, quindi tre giorni in più di principio attivo, e altri 4 di placebo, di pillole, cioè, che non contengono alcun farmaco, ma che servono a dare una quotidianità di assunzione che si spera possa scoraggiare le dimenticanze tanto diffuse soprattutto tra le giovani.
Inoltre, proprio perché viene assunta per un periodo più lungo, evita le fluttuazioni ormonali responsabili della cosiddetta sindrome premestruale, di quei sintomi che precedono e seguono l'ovulazione: alterazioni dell'umore anche importanti, irritabilità, aggressività, tristezza e depressione, ma anche fastidi legati alla ritenzione idrica, come gonfiore, tensione mammaria, cefalea. "Una vera funzione terapeutica", precisa la professoressa Anna Maria Paoletti, della Clinica Ginecologica e di Fisiopatologia della Riproduzione dell'università di Cagliari, "per una sindrome che ha una quantità enorme di sintomi, basti pensare che ne sono stati descritti oltre duecento. Con 24 pillole si gestiscono meglio rispetto alle 21: i sintomi avversi sono infatti molto più frequenti nei periodi in cui non c'è somministrazione di ormoni".


Non a caso, secondo un recentissimo sondaggio online (su vari siti, sceglitu.it e anche su kataweb) presentato a Berlino e coordinato dalla professoressa Alessandra Graziottin, direttore del centro di Ginecologia dell'ospedale San Raffaele Resnati di Milano, "il 24 per cento delle 1892 donne che ha risposto dichiara di usare la pillola per motivi terapeutici e non contraccettivi".
Le non utilizzatrici di pillola (in Italia usata da una media di circa il 19%, bassa rispetto ai paesi del Nord Europa, ma uguale a quella degli USA) soffrono di sintomi prima del ciclo in percentuale doppia rispetto a chi invece la prende.
"I vantaggi elencati dalle utilizzatrici", precisa Graziottin, "sono ovviamente la sicurezza contraccettiva (89%), la facilità di utilizzo (46) e poi, di filata, la riduzione o la scomparsa del dolore mestruale (44), cosa che fa della pillola la prima terapia contro la dismenorrea, la riduzione del flusso abbondante (43) che può provocare anemia e aumenta il dolore mestruale, il miglioramento della sindrome premestruale (35) e uno significativo della sessualità, con una percentuale di circa il 31 per cento. La pillola inoltre può essere un'alleata per prevenire recidive dell'endometriosi".

 

 






 
 
 
 

  



Queste pagine sfruttano standard di programmazione avanzata , sebbene i contenuti sono visibili con tutti i browser, una grafica più piacevole è ottenibile con un browser attuale. Se leggete questo messaggio, avete salvato la pagina sul Vs. disco, oppure siete in Internet con un browser non attuale. Se lo desiderate potete scaricare gratuitamente un browser standard attuale adatto alla Vs. piattaforma dal sito http://webstandards.org/act/campaign/buc/

Stampa ottimizzata con standard avanzati