Saranno gli utenti, i volontari, le associazioni, il personale
infermieristico, ostetrico, tecnico, amministrativo e i medici a
decidere quale sarà il futuro degli ospedali Sant’Anna/Regina Margherita
nell’ambito della riorganizzazione della rete ospedaliera cittadina
conseguente la realizzazione della «Città della salute e della scienza»
di Torino.
La Giunta regionale, infatti, ha affidato all’Aress il compito di
avviare un processo partecipato, dal quale emergano una serie risposte
sul posizionamento strategico del polo materno-infantile, in grado di
orientare le scelte finali dell’amministrazione.
«Gli studi che l’Aress ha effettuato sulla Città della salute –
spiega l’assessore alla tutela della salute e sanità, Eleonora
Artesio – non hanno previsto il trasferimento nel nuovo polo
sanitario e di ricerca delle funzioni pediatriche e ginecologiche
attualmente insediate negli ospedali Sant’Anna/Regina Margherita, che
quindi, secondo questo progetto, sarebbero destinati a rimanere dove si
trovano. Il problema della loro collocazione è tuttavia tutt’altro che
risolto e continua a essere oggetto di dibattito pubblico. Le questioni
aperte sono molte e poiché i servizi offerti dai due presidi sono
portatori di un valore fortissimo, anche dal punto di vista simbolico,
la Giunta regionale ha ritenuto che le indicazioni sulle strategie
relative alla cura dei bambini, alla maternità e alla salute delle donne
debbano scaturire da un confronto che preveda anche il coinvolgimento
dei principali stakeholders che vi gravitano, dai professionisti a
coloro che svolgono attività di volontariato ai pazienti, accanto
all’Università e al mondo scientifico e culturale piemontese».
Di qui l’incarico all’Aress di predisporre un bando di gara per la
raccolta di una proposta per la progettazione e la gestione di questo
processo partecipato, atto che è stato pubblicato ieri sul Bollettino
ufficiale della Regione Piemonte.
Sette le questioni che dovranno essere al centro della procedura di
partecipazione:
1. validità dell’accorpamento delle funzioni pediatriche e
ginecologiche in un unico ente ospedaliero;
2. validità dell’accorpamento di tutte le funzioni pediatriche in
unico ente ospedaliero in alternativa alla separazione tra funzioni
specialistiche, da trattenere, e funzioni ordinarie, da ridistribuire
sul territorio attraverso la costituzione di reparti pediatrici nei
principali ospedali;
3. funzioni specialistiche utili da trattenere anche in vista di
un loro collegamento con la formazione universitaria e la ricerca
scientifica;
4. validità dell’attuale assetto del Sant’Anna, che, pur essendo
un polo ospedaliero di terzo livello, continua a svolgere funzioni di
primo e di secondo livello;
5. funzioni che, nell’ottica di una maggiore specializzazione,
dovrebbero rimanere e con quali caratteristiche;
6. misure atte a scoraggiare la domanda di servizi riconducibili
al primo e secondo livello di prestazioni sanitarie;
7. ripercussioni che, ciascuna delle ipotesi, produrrebbe in
merito alla localizzazione dei due ospedali, con particolare riferimento
al rapporto di integrazione con l’ospedale Molinette, a sua volta in
corso di ridefinizione, e con la futura «Città della salute».
La società vincitrice della gara avrà sei mesi di tempo per realizzare
il progetto, che si articolerà in due momenti. Il primo avrà come scopo
l’ascolto di un ampio spettro di stakeholders (almeno 100), con la
predisposizione di un elenco di temi che dovranno essere affrontati in
una fase successiva, quando, attraverso un confronto strutturato di tipo
dialogico, si potranno esprimere sui vari problemi emersi un numero di
persone ancora superiore (orientativamente il triplo di quelle coinvolte
nella prima fase). A chiudere il processo partecipato saranno infine uno
o più eventi corali, dai quali far scaturire le indicazioni da
consegnare alla Regione.