E’ attivo da ieri all'Ospedale Sacco di Milano il robot “daVinci S”,
il sistema robotico che ha rivoluzionato la chirurgia tradizionale,
finanziato dall'Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia
nell'ambito del progetto di acquisizione di nuove tecnologie innovative
che permette di eseguire diversi tipi di operazioni chirurgiche. Il
robot è costituito da quattro bracci che il chirurgo, da una console di
comando dotata di uno speciale visore tridimensionale, può azionare
replicando con estrema precisione i movimenti delle mani.
"L'Italia - ha ricordato l'Assessore alla Salute del Comune di
Milano Giampaolo Landi di Chiavenna - dietro gli Usa, occupa
il secondo posto al mondo per numero di chirurghi robot in funzione.
Questo è il terzo della città, in Italia infatti si contano 32
installazioni: ciò rende Milano un polo di eccellenza per la Sanità e
per la medicina, evidenziando il carattere esemplare di questo
finanziamento. In Italia si investe ancora poco nella ricerca – ha
aggiunto l’Assessore - sarebbe invece opportuno che ai ricercatori
italiani si offrisse la possibilità di essere assistiti e sostenuti con
continuità. Anche in vista dell’Expo 2015, che ci vede protagonisti,
credo che si debba enfatizzare il ruolo della ricerca e dei nostri poli
di eccellenza”.
L'apparecchio è costato circa un milione mezzo di euro ma, assicurano
gli esperti, "La condivisione del robot tra più reparti e la
riduzione dei tempi di degenza e delle complicanze comportano un
abbattimento dei costi che va a bilanciare quello relativo all'acquisto
e alla manutenzione di questa tecnologia".
“L'azienda ospedaliera - ha spiegato il Dottor Luigi Corradini,
Direttore Generale dell'Ospedale milanese - aveva già potuto
impiegare per tre anni (2004-2007) la chirurgia robotica nell'ambito
della disciplina di Urologia, in quanto il Direttore dell'Unità
Operativa di Urologia, il Dott. Franco Gaboardi, aveva eseguito per
primo in Italia un intervento di prostatectomia radicale robotica nel
marzo 2004. Le sue applicazioni, ha concluso Corradini, saranno estese
anche nel campo della chirurgia generale, della cardiologia, della
ginecologia e in molti altri settori della medicina".
A seguito degli esiti positivi dell’intervento effettuato dal Dottor
Gaboardi e sulla base delle possibili prospettive che la chirurgia
robotica poteva offrire al paziente con tumore della prostata (minor
trauma chirurgico, minor dolore post operatorio, più rapido ritorno alle
normali attività, minori sequele post operatorie quali incontinenza e
impotenza), l’Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia, nel 2004,
decise di affidare al Dott. Gaboardi uno studio di approfondimento
sull’impiego del robot daVinci come alternativa alle tecniche
chirurgiche fino ad allora adottate.
Lo studio prevedeva l’esecuzione di 50 interventi con il robot,
successivamente estesi a 100, da effettuarsi in 3 anni, che si concluse
nel 2007.
“Sulla scorta dei risultati positivi di questa esperienza - ha
affermato il Dottor Franco Gaboardi - oggi il robot “daVinci
S”, ultima versione del sistema robotico, entra a far parte stabilmente
del gruppo operatorio dell’Azienda Ospedaliera "L. Sacco", aprendo la
strada a nuove prospettive interventistiche e a nuovi traguardi per la
Sanità Pubblica”.
Da oggi al Sacco, oltre all’Unità Operativa di Urologia diretta dal
Dott. Gaboardi, il sistema robotico “daVinci S” sarà messo a
disposizione delle due Cliniche Chirurgiche dirette dai Professori
Foschi e Trabucchi, della Clinica Otorinolaringoiatrica
diretta dal Prof. Ottaviani e della Clinica
Ostetrico-Ginecologica diretta dalla Prof.ssa Cetin.
Approfondimento
Nel contesto di una tendenza all’innovazione tecnologica su scala
mondiale, l’Italia, dietro gli USA, occupa il secondo posto al mondo per
numero di chirurghi robot in funzione. La crescita di procedure
robotiche si attesta in campi di applicazione come la chirurgia generale
e toracica, la cardiochirurgia e l’urologia, e nelle più recenti
applicazioni in ginecologia, otorinolaringoiatria e chirurgia
pediatrica.
La chirurgia robotica costituisce la forma più sofisticata di chirurgia
mininvasiva.
La robotica supera le difficoltà e le limitazioni della chirurgia
laparoscopica permettendo di estendere i benefici della mininvasività ad
interventi complessi. La chirurgia minivasiva, infatti, consente ridotte
perdite ematiche e di conseguenza minor necessità di trasfusioni, minor
dolore postoperatorio, una più rapida ripresa. Tutti i tipi di
interventi, soprattutto quelli più complessi, possono, grazie al robot,
essere eseguiti con tecnica mininvasiva.
L’attuale Sistema Chirurgico Robotico “daVinci S” consente quindi:
la riduzione al minimo dell’invasività
l’abbreviazione della durata di alcune fasi dell’intervento
una grande precisione di posizionamento
una visione tridimensionale e magnificata del campo operatorio
migliori risultati in termini di funzionalità postoperatoria
la riduzione del periodo di degenza
La riduzione dei tempi di degenza e delle complicanze comportano un
abbattimento dei costi delle attività ospedaliere, andando a bilanciare
l’alto costo della tecnologia Intuitive daVinci, che rappresenta il
maggior freno alla diffusione di questa tecnica in Italia.
Gli alti costi della tecnica robotica, infatti, richiedono – per essere
ammortizzati – un alto volume di interventi, praticato solo dalle grandi
strutture ospedaliere.
La soluzione auspicabile e l’obiettivo a breve termine dovrebbe essere,
quindi, la condivisione dei robot tra più reparti chirurgici in
un’ottica multidisciplinare.
Il Robot Da Vinci in Italia e nel Mondo
Le Cifre
Italia
32
Francia
1
Germania 13
Regno Unito 9
Usa
719
Si conferma, dunque, la forte predisposizione dell’Italia
all’innovazione in campo sanitario.
I casi trattati in Italia
1.585 nel 2007
2.480 nel 2008