Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

del 04/02/2009

 

Una campagna che parla alle donne di un problema reale


Lo scorso mese di agosto, Nadia Ricci scrive a Oliviero Toscani una lettera toccante. Toccante perché riguarda una malattia, il carcinoma al seno, che in Italia colpisce 40 mila donne ogni anno. Toccante perché riguarda un percorso di cura che dura anni. Toccante per il coraggio di affrontare un tema, quello di una malattia che colpisce una parte del corpo che in condizioni normali rappresenta un elemento di sensualità e di attrattiva femminile e che all’improvviso si trasforma in oggetto della vergogna che ti priva di intimità.

“Le aziende che producono oggetti per esaltare la bellezza, soprattutto femminile, troppo spesso, non pensano a come preservare con gesti concreti la salute di quel bene - afferma Oliviero Toscani. - Rifletto da tempo su questo tema e quando ho ricevuto la lettera di Nadia Ricci, ne ho parlato con Cleto Sagripanti di MANAS, e con Umberto Veronesi. È nata così, con MANAS e con la Fondazione Umberto Veronesi, una campagna pubblicitaria dedicata a un tema reale, che riguarda direttamente e indirettamente molte donne, il tumore al seno, cercando così di promuovere un progetto importante, serio e concreto: mortalità zero entro 10 anni”.

Nadia Ricci, Olivia Toscani, Monica Guerritore si sono prestate come “testimonial” per raccontare attraverso le immagini la loro storia: una storia che inizia con un vero e proprio pugno nello stomaco al momento della diagnosi e che prosegue fra la sofferenza delle cure e quella dell’intimità violata. Una storia che per le tre protagoniste è culminata con la sconfitta della malattia, proprio perché la diagnosi è stata precoce.

“Quella del tumore al seno è la storia di una malattia che si può battere - dice il Professor Umberto Veronesi. - Se trent’anni fa quattro donne su dieci ammalate non ce la facevano, oggi sono meno della metà. Più di un terzo delle pazienti, poi, arriva alla diagnosi con lesioni così piccole che le percentuali di guarigione sfiorano il 100 per 100. Si è fatto molto, migliorando la diagnosi precoce e sviluppando terapie sempre più mirate, ma c’è spazio per andare oltre: se è vero che oggi guarire da questa malattia è una possibilità sempre più concreta, bisogna creare le condizioni perché questa possibilità sia davvero alla portata di tutte le donne”.

“Mortalità Zero”, il nuovo progetto della FUV a sostegno della ricerca e della prevenzione del tumore del seno, ha appunto l’obiettivo di azzerare la mortalità per questo tumore. E con gli strumenti di diagnosi e cura oggi a disposizione si tratta di un traguardo raggiungibile in pochi anni. Sappiamo infatti che tanto più il tumore è piccolo tanto maggiore è la speranza di sopravvivenza: i tumori diagnosticati in fase precocissima, quando la lesione è impalpabile, guariscono nella quasi totalità dei casi. Il progetto della FUV prevede quindi da un lato azioni mirate ad accrescere tra le donne la consapevolezza dell’importanza della diagnosi precoce e dall’altro la diffusione capillare di centri adeguatamente attrezzati e con personale medico debitamente formato, dove le donne possano accedere alle metodologie diagnostiche e terapeutiche più avanzate. Tra queste, la ROLL (radioguided occult lesion localisation), la chirurgia radioguidata in grado di localizzare e rimuovere le lesioni mammarie non palpabili: la FUV si è impegnata proprio a seguire e sostenere per cinque anni uno studio clinico di approfondimento di questa innovativa tecnica di cura.

“Progetti come quelli che presentiamo oggi, con l’amico Oliviero Toscani - aggiunge Veronesi - sono importanti per contribuire alla sensibilizzazione e alla presa di coscienza delle donne italiane”.

Per un’azienda come Manas, specializzata in calzature donna ed accessori, il sostegno al progetto della Fondazione Umberto Veronesi per il tumore al seno “Mortalità Zero” con un consistente contributo per finanziare la ricerca rappresenta un traguardo importante e la consapevolezza di aver dato il via con questa campagna ad una iniziativa dai risvolti sociali profondi. “Quando Oliviero Toscani mi ha presentato il progetto non ho avuto esitazioni – dice infatti Cleto Sagripanti, Amministratore Delegato di Manas. – La nostra è un’azienda che fa prodotti destinati al pubblico femminile, che si rivolge a milioni e milioni di donne, con le quali abbiamo un rapporto costante e continuo per poter proporre loro prodotti adatti alla loro vita. La nostra campagna mi ha fatto capire che un’azienda non può vivere il rapporto col suo cliente in maniera astratta, sottraendosi al confronto con la vita vera, quella di tutti i giorni, che comprende anche la malattia e la sua prevenzione. Normalmente la comunicazione dei prodotti destinati al pubblico femminile parla di estetica, di superficie; non è così facile e immediato rompere questo schema per parlare di temi così vivi e reali come la malattia, il dolore, la sofferenza, ma anche di speranza, quella speranza che la ricerca può contribuire a implementare. Sono convinto che la ricerca rappresenti un elemento fondamentale per migliorare la vita di tutti noi e che se come imprenditore posso offrire il mio supporto è giusto che lo faccia”.

 

 






 
 
 
 

  



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