Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

del 04/02/2009

 

Infarto da rumore del traffico


Fino ad ieri sapevamo che il traffico inquina, il rumore delle macchine dà fastidio all’udito, invece oggi apprendiamo che il rumore da traffico favorisce anche l’infarto E’ quanto emerso da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del Karolinska Institute di Stoccolma (Svezia) e pubblicato sulla rivista Epidemiology.


In particolare sembra che le persone che vivono in città e, in particolare, in zone altamente trafficate sono a rischio infarto più degli altri che vivono in zone meno rumorose. I ricercatori hanno confrontato i dati di 1.571 persone di Stoccolma che hanno subito un attacco cardiaco tra il 1992 e il 1994 con un gruppo di controllo. In particolare, sono stati identificati tutti gli indirizzi delle abitazioni dei soggetti ed è stato misurato il rumore del traffico in ogni singola zona studiata. Una volta escluse tutte le persone che avevano problemi di udito o che sono state esposte ad altre particolari fonti di rumore, i ricercatori hanno scoperto che le persone esposte al rumore del traffico - superiore a 50 decibel - avevano il 40 per cento di probabilità in più di subire un attacco cardiaco rispetto alle persone che vivono in zone relativamente tranquille. Per i ricercatori il traffico 'pesante' si aggira intorno agli 80-90 decibel.


Il traffico stradale è identificato come la principale causa di rumore nei paesi industrializzati. Uno studio dell'Unione Europea ha evidenziato che su circa 200 milioni di cittadini comunitari circa il 60% è esposto a emissioni sonore prodotte da traffico stradale superiori a 55 dB (decibel), mentre il 39% sopporta livelli acustici pari a 60 dB, intensità per le quali si determinano effetti negativi in vari apparati del corpo umano. La sovraesposizione al rumore provoca problemi particolarmente gravi alle persone, causando alterazioni fisiologiche e/o patologiche che variano in funzione delle caratteristiche fisiche del rumore e della risposta dei soggetti esposti.
Qualora l'esposizione sia temporanea, queste alterazioni possono regredire. L'entità e la durata sono inoltre determinate in parte dalla sensibilità individuale, dallo stile di vita e dalle condizioni ambientali. In seguito ad esposizioni prolungate ad elevati livelli di rumore si possono sviluppare effetti permanenti quali ad esempio ipertensione o cardiopatia ischemica.


Mentre gli effetti sul sistema uditivo nell'ambiente di lavoro sono facilmente riconducibili al rumore e sono identificati e denunciati dal medico del lavoro competente, è da rilevare invece che i danni ad altri organi e apparati (effetti extra-uditivi) causati da rumore sono di gran lunga sottostimati, sia negli ambienti di lavoro che negli ambienti di vita, persino da parte degli specialisti. I maggiori effetti extra-uditivi si manifestano sull'apparato cardiovascolare (ad esempio ipertensione arteriosa), sull'apparato digerente (variazioni della secrezione gastrica), sul sistema nervoso centrale (ad esempio fatica cronica), oltre che sui livelli di vigilanza e attenzione (riduzione), solo per citare i più importanti e con maggiori conseguenze.


 

 






 
 
 
 

  



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