Fino
ad ieri sapevamo che il traffico inquina, il rumore delle macchine dà
fastidio all’udito, invece oggi apprendiamo che il rumore da traffico
favorisce anche l’infarto E’ quanto emerso da uno studio condotto da un
gruppo di ricercatori del Karolinska Institute di Stoccolma (Svezia) e
pubblicato sulla rivista Epidemiology.
In particolare sembra che le persone che vivono in città e, in
particolare, in zone altamente trafficate sono a rischio infarto più
degli altri che vivono in zone meno rumorose. I ricercatori hanno
confrontato i dati di 1.571 persone di Stoccolma che hanno subito un
attacco cardiaco tra il 1992 e il 1994 con un gruppo di controllo. In
particolare, sono stati identificati tutti gli indirizzi delle
abitazioni dei soggetti ed è stato misurato il rumore del traffico in
ogni singola zona studiata. Una volta escluse tutte le persone che
avevano problemi di udito o che sono state esposte ad altre particolari
fonti di rumore, i ricercatori hanno scoperto che le persone esposte al
rumore del traffico - superiore a 50 decibel - avevano il 40 per cento
di probabilità in più di subire un attacco cardiaco rispetto alle
persone che vivono in zone relativamente tranquille. Per i ricercatori
il traffico 'pesante' si aggira intorno agli 80-90 decibel.
Il traffico stradale è identificato come la principale causa di rumore
nei paesi industrializzati. Uno studio dell'Unione Europea ha
evidenziato che su circa 200 milioni di cittadini comunitari circa il
60% è esposto a emissioni sonore prodotte da traffico stradale superiori
a 55 dB (decibel), mentre il 39% sopporta livelli acustici pari a 60 dB,
intensità per le quali si determinano effetti negativi in vari apparati
del corpo umano. La sovraesposizione al rumore provoca problemi
particolarmente gravi alle persone, causando alterazioni fisiologiche
e/o patologiche che variano in funzione delle caratteristiche fisiche
del rumore e della risposta dei soggetti esposti.
Qualora l'esposizione sia temporanea, queste alterazioni possono
regredire. L'entità e la durata sono inoltre determinate in parte dalla
sensibilità individuale, dallo stile di vita e dalle condizioni
ambientali. In seguito ad esposizioni prolungate ad elevati livelli di
rumore si possono sviluppare effetti permanenti quali ad esempio
ipertensione o cardiopatia ischemica.
Mentre gli effetti sul sistema uditivo nell'ambiente di lavoro sono
facilmente riconducibili al rumore e sono identificati e denunciati dal
medico del lavoro competente, è da rilevare invece che i danni ad altri
organi e apparati (effetti extra-uditivi) causati da rumore sono di gran
lunga sottostimati, sia negli ambienti di lavoro che negli ambienti di
vita, persino da parte degli specialisti. I maggiori effetti
extra-uditivi si manifestano sull'apparato cardiovascolare (ad esempio
ipertensione arteriosa), sull'apparato digerente (variazioni della
secrezione gastrica), sul sistema nervoso centrale (ad esempio fatica
cronica), oltre che sui livelli di vigilanza e attenzione (riduzione),
solo per citare i più importanti e con maggiori conseguenze.