Sono passati più di otto anni da quando Salsabil, la prima
bambina palestinese affetta da immunodeficienza combinata grave (SCID)
da deficit di adenosin deaminasi (ADA), un enzima essenziale per la
maturazione e il funzionamento dei linfociti, è stata curata con la
terapia genica. La strategia messa a punto dall’Istituto San Raffaele –
Telethon per la terapia genica (HSR-TIGET) guidato dalla professoressa
Maria Grazia Roncarolo e dal professor Alessandro Aiuti si
è dimostrata efficace, sicura e duratura nel tempo.
Lo studio è finalmente pubblicato sulla prestigiosa rivista New England
Journal of Medicine e raccoglie le conclusioni della ricerca clinica di
terapia genica iniziata nel 2000. Oggi si può annunciare con certezza
che il trattamento è efficace e sicuro dopo molti anni: i primi nove
bambini che vivevano isolati dal resto del mondo a causa della loro
patologia sono cresciuti, vanno a scuola, fanno una vita normale e
possono finalmente dire di essere guariti.
Da Salsabil a Abdul Rahim, un altro bambino affetto da ADA-SCID
sono passati 7 anni. Abdul è un bimbo di origine pakistana nato alla
fine del 2006 in Qatar. I genitori avevano già perso tre figli a causa
dell’ADA-SCID.
Il caso di Abdul è tra i più emblematici: dopo la nascita i medici sono
stati in grado di diagnosticare subito la sua malattia e sono riusciti a
trattare la polmonite che si sviluppa nei primi giorni di vita. Le prime
conseguenze dell’ADA-SCID si manifestano con un arresto della crescita e
con un danno a livello di vari organi proprio per il grave difetto
provocato dalla carenza dell’enzima in molte cellule dell’organismo.
Prima della terapia genica, le soluzioni prospettate erano due: il
trapianto di midollo osseo, che però poneva il problema del reperire
donatori compatibili o la somministrazione di farmaco a base dell’enzima
mancante. Purtroppo anche quest’ultima scelta aveva dei limiti: la
terapia richiedeva iniezioni settimanali e non risultava sempre
efficace.
Il lavoro dei ricercatori dell’HSR – TIGET ha dimostrato che è
sufficiente una sola infusione di cellule staminali del midollo osseo,
preventivamente corrette con la terapia genica, per ripristinare nei
bambini un sistema immunitario perfettamente funzionante e permettere
loro di crescere sani.
I genitori e i medici che seguivano Abdul hanno contattato subito
HSR-TIGET e avviato le pratiche per il visto in Italia e il trasporto
del bimbo. Abdul è arrivato a Milano a soli tre mesi e nel giugno del
2007 viene sottoposto a terapia genica.
I ricercatori del TIGET hanno prelevato le cellule staminali del midollo
osseo del bimbo e hanno inserito in laboratorio una copia sana del gene
ADA, utilizzando un vettore retrovirale per trasportarlo nei cromosomi
delle cellule malate. Prima della terapia genica, per fare spazio nel
midollo osseo per le cellule staminali corrette, Abdul ha ricevuto una
dose ridotta di un farmaco chemioterapico il busulfano. Dopo l’infusione
delle cellule staminali corrette, queste sono ritornate nel midollo
osseo ed hanno iniziato a produrre cellule del sangue contenenti
l’enzima ADA normale. Nel caso di Abdul e degli altri bambini, i
ricercatori hanno dimostrato che le cellule staminali che contengono il
gene ADA sano continuano ad essere presenti ed attive nel produrre
cellule del sangue, tra cui linfociti, globuli rossi, piastrine, a
distanza di anni dalla terapia.
La famiglia del piccolo Abdul è rientrata in Qatar a luglio 2008 e
tornerà in Italia nell’estate del 2009. E’ passato poco più di un anno
dalla terapia genica e il piccolo sta bene, il suo sistema immunitario
sta riprendendo a funzionare normalmente.
Il protocollo di terapia disegnato dall’Istituto HSR-TIGET e realizzato
nell’Unità di Ricerca Clinica Pediatrica guidata da Maria Grazia
Roncarolo è oggi preso a modello e utilizzato in tutto il mondo: il San
Raffaele di Milano è quindi il centro di riferimento mondiale per la
cura di questa grave malattia genetica. Ad oggi si possono considerare
guariti per la vita nove bambini, provenienti non solo dall’Italia, ma
da vari paesi del mondo: Arabia Saudita, Belgio, Colombia, Germania,
Palestina, Svizzera, Venezuela. Per altri tre bambini – provenienti da
Brasile, Canada e Qatar – trattati con successo di recente, si attendono
risultati a lunga distanza.
Inoltre nel 2005 il protocollo di terapia ha ricevuto la qualifica di
medicinale orfano dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMEA): si tratta del
primo passo nel cammino che porta al riconoscimento come terapia
standard rimborsabile da parte del Sistema sanitario nazionale.
L’ADA-SCID detiene anche altri record: è la prima malattia al mondo ad
essere curata con la terapia genica e ad aver dimostrato che la
correzione dell’errore genetico nelle cellule staminali del sangue è
sicura ed efficace.
Questa terapia infatti è stata resa possibile grazie a forti
investimenti della Fondazione Telethon che in questi anni ha finanziato
non solo la ricerca, ma anche lo studio clinico.
Gli incoraggianti risultati aprono la strada alla terapia genica con
cellule staminali per altre forme di immunodeficienze ereditarie. L’HSR-TIGET
ha in programma di iniziare due nuovi studi clinici nel 2009 sulla
Sindrome di Wiskott-Aldrich, un’altra forma di immunodeficienza
primitiva, e sulla Leucodistrofia Metacromatica, una malattia metabolica
degenerativa del sistema nervoso, ed è vicino alla applicazione clinica
anche per la talassemia.