Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

del 29/01/2009

 

Sminuito il ruolo preventivo nei tumori di vitamine e integratori


Aumenta lo scetticismo su integratori e vitamine come agenti capaci di prevenire i tumori. Poco tempo addietro uno studio aveva dimostrato come il beta-carotene non solo non prevenga ma sembra che aumenti il rischio di tumore al polmone. Ora è stato appurato che l'integrazione di vitamina C, E o beta-carotene non aiuta nella prevenzione primaria dell'incidenza totale dei tumori o della mortalità oncologica. E’ quanto si sostiene in un articolo pubblicato su J Natl Cancer Inst. 2009 (101: 2-4 e 14-23). Vi sono tuttavia alcuni siti specifici nei quali la somministrazione di vitamine sembra avere una certa efficacia, come ad esempio nel caso della vitamina E per i tumori colorettali, ed altri ancora in cui la somministrazione di determinate vitamine sembra essere anche deleteria, come nel caso dei presunti effetti negativi della vitamina C nei tumori polmonari e pancreatici, il che peraltro pone degli interrogativi sul potenziale chemiopreventivo dell'acido ascorbico.


Nel 2006 era stato pubblicato su Lancet, autorevole rivista scientifica internazionale, un articolo che smentisce il ruolo protettivo di alte dosi di Vitamina E e di Vitamina C anche nei confronti della preeclampsia.
La preeclampsia è una malattia della gravidanza, che insorge dopo la 20° settimana, caratterizzata da elevati valori pressori (superiori a 140/90), edemi generalizzati e proteinuria (presenza di proteine nelle urine, indice di danno renale). Raramente può complicarsi in eclampsia vera e propria con insorgenza di convulsioni e coma.


Nel 1999, un precedente studio di Chappell, pubblicato sempre su Lancet, condotto su 283 donne con gravidanza ad alto rischio di sviluppare preeclampsia, sosteneva che elevati dosi di Vitamina E e di Vitamina C riducono lo sviluppo di sindrome preeclamptica dal 17% al 8%.


Inoltre La somministrazione a lungo termine di aspirina a basse dosi non previene nemmeno lo sviluppo di diabete di tipo 2 nelle donne inizialmente sane. L'infiammazione subclinica è associata allo sviluppo di diabete di tipo 2, ed i dati epidemiologici suggeriscono che questa associazione potrebbe essere anche più forte nelle donne. Lo studio è stato pubblicato Diabetes Care. 2009 (32: 3-8)

 

 






 
 
 
 

  



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