L’Organizzazione Mondiale
della Sanità segnala un nuovo aumento di casi di infezione umana da
virus A/H5N1 dell’influenza aviaria. Rimane alta a livello mondiale
l’allerta per la possibilità che il virus H5N1 possa acquisire con
alcune mutazioni le caratteristiche del passaggio uomo-uomo e provocare
in tal modo la temuta pandemia influenzale.
Varie simulazioni -tra cui alcune dell’Istituto Superiore di Sanità-
hanno dimostrato come l’infezione- attraverso i viaggi internazionali-
possa assumere carattere epidemico in Italia dopo 8 settimane
dall’inizio della pandemia- che secondo la maggioranza degli esperti-
dovrebbe aver origine in Asia. Non essendoci i tempi per la preparazione
di un vaccino specifico, le armi con cui fronteggiare la pandemia sono:i
farmaci antivirali per terapia e profilassi, il vaccino prepandemico
contro l’H5N1 e le misure di sanità pubblica. L’eventuale efficacia del
vaccino prepandemico dipende da quanta diversità genetica vi sarà tra il
vero virus pandemico e quello (l’H5N1) dal quale è stato preparato il
vaccino. Lo stoccaggio di farmaci antivirali diventa dunque una misura
di sanità pubblica indispensabile per fronteggiare l’epidemia e da
questo punto di vista l’Italia è assolutamente fanalino di coda in
Europa per stoccaggio di farmaci antivirali disponendo di scorte
sufficienti a coprire il 6% della popolazione contro il 55% della
Francia, il 30% di Regno Unito, Germania ed altri paesi. Non vi è dubbio
pertanto che il Governo italiano debba aumentare le sue scorte- che per
giunta sono al momento sotto forma di polvere di principio attivo e non
di compresse- per estendere la possibilità di trattamento ad una parte
maggiore di popolazione ed essere in grado di tutelare la salute
pubblica in caso di pandemia influenzale.
I casi riportati provengono dai seguenti paesi:
Indonesia: Il 22 gennaio 2009 il Ministero della Sanità in
Indonesia ha annunciato 2 nuovi casi confermati di infezione umana da
virus H5N1 responsabile dell’influenza aviaria. Nel primo caso si
trattava di una donna di 29 anni del distretto di Tangerang provincia di
Banten che aveva sviluppato sintomi l’11 dicembre 2008, ospedalizzata il
13 dicembre è morta il 16 dicembre. Nel secondo caso si trattava di una
bambina di 5 anni della città di Bekasi provincia di West Java che ha
sviluppato sintomi il 23 dicembre 2008 ospedalizzata il 27 dicembre e
morta il 2 gennaio 2009. I test di laboratorio avevano confermato la
presenza del virus H5N1 dell'influenza aviaria. Dei 141 casi confermati
fino ad ora in Indonesia, 115 sono risultati fatali.
Cina: In data 19 gennaio 2009 il Ministero della Salute Cinese ha
notificato tre nuovi casi di infezione da virus influenzale a H5N1
nell'uomo. Il primo caso, è una donna di 27 anni proveniente dalla città
di Jinan, provincia di Shandong, che ha presentato i sintomi il 5
gennaio 2009, è stata ricoverata e deceduta il 17 gennaio 2009. Il
secondo caso, è una bambina di 2 anni proveniente dalla città di Luliang,
provincia di Shanxi, che ha presentato i sintomi il 7 gennaio 2009. E’
stata ricoverata e, attualmente, è in condizioni critiche.. Il terzo
caso, è un ragazzo di 16 anni proveniente dalla città di Huaihua,
provincia di Hunan, che ha presentato i sintomi l'8 gennaio 2009, è
stato ricoverato il 16 gennaio e, attualmente, è in con dizioni
critiche. Di 34 casi confermati in Cina, 22 sono stati fatali.
Egitto: il 14 gennaio il Ministero della Sanità e della
Popolazione dell’Egitto ha annunciato un nuovo caso umano di infezione
da virus A/H5N1 dell’influenza aviaria. Si trattava di una donna di 21
anni del Governatorato 6 ottobre, Distretto di Kerdasa i cui sintomi
erano iniziati il 9 gennaio 2009. L’infezione è stata diagnosticata con
la metodica PCR nel Laboratorio egiziano centrale di salute pubblica e
successivamente confermato dai laboratori dell’ US Naval Medical
Research Unit No 3 (NAMRU-3). Dei 52 casi confermati al momento in
Egitto, 23 sono risultati mortali.